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RISTRUTTURAZIONE

Sardegna, a breve il bando ‘Orizzonte Fari’

di Rossella Calabrese

Presentato il progetto per la concessione fino a 50 anni di dieci strutture costiere

Vedi Aggiornamento del 24/12/2018
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29/06/2017 - È stato presentato nei giorni scorsi dalla Regione Sardegna il progetto ‘Orizzonte Fari’, un’iniziativa condivisa con l’Agenzia del Demanio, che punta al recupero di dieci strutture costiere, tra fari e torri, distribuite nelle località più note dell’isola.
 
A breve la Regione e l’Agenzia firmeranno un accordo di collaborazione per elaborare un bando congiunto di concessione di valorizzazione che possa coinvolgere anche i soggetti privati nell’attività di recupero delle strutture: nove regionali e uno ancora in capo allo Stato.
 
I fari e le stazioni semaforiche interessate dal progetto sono:
- vecchio faro di Razzoli (La Maddalena); 
- faro di Punta Filetto, Isola di Santa Maria (La Maddalena); 
- ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena); 
- ex faro di Capo d’Orso (Palau); 
- ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco); 
- ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena); 
- ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci); 
- ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura); 
- ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell’Asinara); 
- faro di Capo Comino (Siniscola), ancora in capo allo Stato. 
 
Schede informative dei fari

Il restauro degli edifici esistenti è consentito negli ambiti di paesaggio costieri. Eventuali modifiche alle disposizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali possono essere apportate attraverso specifiche varianti, anche per interventi di riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo degli immobili. 
 
“La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione - ha detto il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru. Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati”.
 
“Con il coinvolgimento degli imprenditori privati e delle amministrazioni locali su cui questi beni ricadono - ha sottolineato l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu -, valuteremo i progetti più ambiziosi che contribuiscano al rilancio economico e turistico dei territori, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Abbiamo voluto impostare un approccio unitario di questa materia, per costruire un circuito di fruizione dei paesaggi costieri in maniera integrata” - ha concluso Erriu.

“Questa iniziativa è perfettamente in linea con le nostre politiche ambientali - ha affermato l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano -. Naturalmente i bandi selezioneranno progetti vincenti, cioè rispettosi di tutti i principi della sostenibilità sia nel restauro che nella fruizione delle aree. Negli atti di concessione dovranno infatti essere contemplati impatti ambientali minimizzati, compresa la gestione dei rifiuti, e dovranno essere definiti alti standard di qualità ambientale per la fruizione dei beni resi accessibili, specialmente in quelli situati nei parchi nazionali e nelle aree marine protette”. 
 

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