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AMBIENTE

Casa Italia: si parte da Reggio Calabria, Foligno e Feltre

di Paola Mammarella

Giovanni Azzone: ‘dopo l’estate la mappa dei rischi dei comuni con informazioni sulla vulnerabilità sismica e idrogeologica’

Vedi Aggiornamento del 04/07/2018
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04/07/2017 – Ai blocchi di partenza il programma “Casa Italia”. Con una dotazione di 2 miliardi di euro, provenienti dal Fondo Investimenti appena ripartito, avvierà l’attività di prevenzione e messa in sicurezza sul territorio.
 

Casa Italia, pronti a partire i primi tre progetti pilota

Durante il 62° Congresso degli ingegneri italiani, che si è svolto nei giorni scorsi ad Assisi, il coordinatore di Casa Italia, Giovanni Azzone, ha annunciato che sono pronti i progetti dei primi tre cantieri pilota. Si tratta di Reggio Calabria, Foligno e Feltre, in cui saranno effettuati interventi di risanamento antisismico “leggero”, che consentono il miglioramento sismico senza allontanare i residenti.
 
In tutto i cantieri pilota sono dieci. Le altre città che sperimenteranno i metodi diagnostici e le soluzioni progettuali innovative e non invasive sono Catania, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Sora, Sulmona. Il progetto, lo ricordiamo, coinvolge il Gruppo G124 coordinato dall'architetto e Senatore a vita Renzo Piano.
 
Prima della partenza sarà necessario un ultimo step: il regolamento sul funzionamento di Casa Italia, che renderà la struttura effettivamente operativa. Da questo momento, ha spiegato Azzone, si potranno bandire le gare per la realizzazione degli interventi.
 

Mappa dei rischi dei Comuni italiani

Nel programma Casa Italia riveste un ruolo fondamentale anche l’attività di prevenzione. Su questo fronte, Azzone ha annunciato che è in arrivo subito dopo l’estate la mappa dei rischi dei comuni italiani.
 
Si tratta di un sistema georeferenziato in cui sarà possibile selezionare il proprio comune e capirne il livello di pericolosità avendo a disposizione una scheda in cui sono riassunte tutte le informazioni sulla vulnerabilità sismica e idrogeologica e sul numero di persone soggette a rischio.
 
La mappa è stata messa a punto dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) attingendo alle informazioni possedute dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
 
Al momento, ha spiegato Azzone, sono in corso dei beta-test prima della messa online nelle prossime settimane. La mappa sarà pubblicata sul sito dell’Istat e, successivamente, sui siti dei Comuni.
 

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