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La Triennale: 'Carlo Ramous Scultura Architettura Città'
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La Triennale: 'Carlo Ramous Scultura Architettura Città'

La prima grande retrospettiva dedicata al protagonista della scultura italiana del '900

25/07/2017 - La Triennale di Milano ospita, fino al 17 settembre, Carlo Ramous Scultura Architettura Città, mostra curata da Fulvio Irace e Luca Pietro Nicoletti. 

La mostra offre un ritratto di Carlo Ramous, protagonista della scultura italiana del Novecento al centro del dibattito sull’arte pubblica. Grazie all’assidua collaborazione con ingegneri e architetti egli ha saputo reinventare la scultura in rapporto agli edifici e ha trovato nello spazio urbano il luogo ideale per la sua scultura, di cui Milano conserva importanti testimonianze per le strade cittadine.

La mostra propone per la prima volta a Milano una grande retrospettiva di Carlo Ramous (1926-2003), protagonista trascurato della scultura italiana del secondo Novecento che ha attraversato in pieno le fasi cruciali dell’arte moderna approdando, all’inizio degli anni Settanta, alla dimensione dell’opera d’arte ambientale. Dopo il restauro di un significativo nucleo di grandi sculture, in parte collocate in luoghi pubblici milanesi, questa mostra ripropone il percorso di Ramous nella sua ampiezza e problematicità, mostrando tutti i passaggi della sua evoluzione stilistica e poetica.

Fin da giovanissimo egli aveva stretto un proficuo sodalizio con architetti e progettisti, che gli consentirono di realizzare, già nella seconda metà degli anni Cinquanta, alcuni significativi interventi scultorei applicati all’architettura religiosa e industriale: le facciate delle chiese alla periferia di Milano, o gli stabilimenti di nuova costruzione in Italia e all’estero, diventano il campo di grandi decorazioni istoriate o ornamentali che fanno tutt’uno con l’edificio.

È negli anni Settanta, però, che Ramous arriva a una articolata concezione ambientale della scultura, che abbandona le precedenti ricerche sul segno e sulla materia per dare respiro a forme geometriche dai profili nitidi che si articolano nello spazio con ardito calcolo degli equilibri. Riflettendo sui volumi plastici secondo idee già futuriste, Ramous aveva da subito concepito la scultura come forma pronta a staccarsi da terra per librarsi nello spazio.

© Riproduzione riservata

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