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MERCATI

Costruzioni, Ance: la ripresa slitta al 2018

di Alessandra Marra

Nel 2017 in calo il residenziale nuovo. Bene il mercato delle riqualificazioni che copre il 40% degli investimenti in edilizia

Vedi Aggiornamento del 28/06/2018
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21/07/2017 – Slitta al 2018 la svolta per il settore delle costruzioni: stime al ribasso per gli investimenti in costruzioni nel 2017 ( +0,2%) e aumento significativo degli investimenti (+1,5%) previsto per l’anno prossimo.
 
A riferirlo l’Osservatorio Congiunturale dell’Ance sull’Industria delle Costruzioni, presentato mercoledì scorso a Roma dal Vicepresidente Rudy Girardi ed illustrato dal Direttore del Centro Studi Ance, Flavio Monosilio.
 

Costruzioni: la mancata svolta nel 2017

L’Osservatorio evidenzia che, mentre per l’economia italiana si va consolidando la ripresa, per il settore delle costruzioni, stremato da una crisi decennale, ancora non si riescono a scorgere segnali di cambiamento. L’aspettativa di ripresa del settore delle costruzioni per l’anno in corso, che si era creata con la Legge di Bilancio 2017 non ha trovato piena conferma nella prima parte del 2017.
 
I dati lo dimostrano: la previsione che l’Ance aveva formulato nell’Osservatorio congiunturale sul settore delle costruzioni di gennaio scorso era di una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8% per il 2017 mentre oggi la stima è solo di +0,2%, un aumento trascurabile e del tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa.
 
Sulla nuova stima pesano i risultati dei primi mesi del 2017, che confermano il trend osservato negli ultimi anni: scarsa la nuova produzione nei comparti del residenziale e del non residenziale privato, estrema difficoltà nel trasformare in cantieri le risorse destinate a nuove infrastrutture.
 

Edilizia: i dati del 2017

Nel documento l’Ance rileva che nel 2017 gli investimenti nella nuova edilizia residenziale sono stati pari a -1,5% in termini reali rispetto al 2016.
 
Gli investimenti privati in costruzioni non residenziali segnano un + 0,9% in termini reali nel 2017. Al miglioramento delle stime del comparto contribuisce anche il buon andamento del mercato immobiliare non residenziale, che manifesta nel primo trimestre 2017 un ulteriore incremento delle unità scambiate del 13,4% nel confronto con lo stesso periodo dell’anno e rafforza la crescita dei trimestri precedenti.
 
Per gli investimenti in costruzioni non residenziali pubbliche l’Ance stima, nel 2017, un aumento dello 0,2% in quantità. Tale previsione risulta peggiorata rispetto a gennaio 2017 (+1,9% su base annua) alla luce delle difficoltà e ritardi nell’attuazione delle misure di sostegno degli investimenti pubblici previste dal Governo nei provvedimenti degli ultimi due anni.
 
Negli ultimi due anni il Governo ha deciso di puntare sulle infrastrutture mettendo sul piatto ingenti risorse. Le ultime manovre economiche del 2016 e 2017 hanno stanziato per le opere pubbliche 100 miliardi di euro distribuiti in 15 anni. A fronte di tali stanziamenti nel Def era previsto per il 2016 un aumento degli investimenti in infrastrutture pari al 2%. Ma all’inizio dell’anno, a consuntivo, l’Istat ha certificato un calo del 4,5% corrispondente a una riduzione di 1,6 miliardi di euro di investimenti rispetto al 2015.
 

Riqualificazione: mercato in crescita

Il settore della riqualificazione rimane l’ancora di salvezza dell’edilizia rappresentando ormai quasi il 40% degli investimenti complessivi in costruzioni.
 
Rispetto al 2016, per gli investimenti in tale comparto si stima una crescita dello 0,5% in termini reali. L’aumento stimato per l’anno in corso tiene conto della proroga, fino a dicembre 2017, del potenziamento al 50% della detrazione per le ristrutturazioni edilizie e della detrazione del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
 

Previsioni per il 2018: verso la ripresa edile

La previsione dell’Ance per il 2018 è di un aumento dell’1,5% in termini reali degli investimenti in costruzioni su base annua. Dopo i modesti risultati del 2017, il 2018 potrà rappresentare un punto di svolta per il settore delle costruzioni.
 
Le misure per il rilancio degli investimenti territoriali, l’avvio del programma piano Casa Italia per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare e del territorio, la ricostruzione del Centro Italia, uniti al rafforzamento degli incentivi fiscali per gli interventi di messa in sicurezza sismica, potranno manifestare i loro effetti sui livelli produttivi nel prossimo anno.
 

Rilancio delle costruzioni: la ricetta Ance

Per rafforzare la ripresa del settore e dare un ulteriore sostegno al mercato edilizio innovativo, secondo l’Ance è necessario che venga prorogata la misura relativa alla detrazione del 50% dell’IVA per l’acquisto di case in classe energetica A o B.
 
Analogamente, per innescare una profonda riqualificazione del patrimonio immobiliare, volta, in particolare, alla sicurezza e stabilità degli edifici, è opportuno estendere alle zone a rischio sismico 2 e 3 la detrazione Irpef fino 85% del prezzo di vendita (fino ad un massimo di 96.000 euro) per l’acquisto di case antisismiche, derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica.
 
Unitamente a ciò è opportuno introdurre l’applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastali in misura fissa (pari a 200 euro ciascuna) all’acquisto dalle imprese edili di immobili da riqualificare. E' necessaria la messa a regime della detrazione Irpef per il recupero edilizio, nell’attuale modalità “potenziata” e della detrazione per interventi di riqualificazione energetica eseguiti su edifici esistenti, attualmente in vigore fino al 31 dicembre 2017.
 
Sul fronte delle opere pubbliche per Ance appare necessario fare in modo che, a fronte delle risorse stanziate, siano disponibili progetti in modo da poter svolgere rapidamente le procedure di gara per l’affidamento dei lavori e arrivare in tempi rapidi all’apertura dei cantieri.
 
Un utile strumento per raggiungere tale obiettivo è l’istituzione di fondi per la progettualità e il potenziamento o l’effettiva operatività di quelli già esistenti come quello per le opere di riduzione del rischio idrogeologico, quello per l’edilizia scolastica e il Fondo per la progettazione di fattibilità previsto dall’articolo 202 del Codice dei contratti (Dlgs 50/2016). 
 
Infine, considerata la frammentazione delle competenze nell’attuazione dei numerosi programmi infrastrutturali che compongono il programma di rilancio degli investimenti adottato dal Governo, l’Ance suggerisce di attribuire ad un soggetto unico, dotato di autonomia e indipendenza di giudizio e di valutazione, il ruolo di “coordinatore nazionale agli investimenti pubblici” con il compito di supervisionare e facilitare il complesso processo di realizzazione dei programmi e degli interventi infrastrutturali. 
 

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