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NORMATIVA

Ddl Mezzogiorno, sale il tetto dei finanziamenti agevolati

di Paola Mammarella

Il limite per ogni richiedente passa da 40mila a 50mila euro. Agevolabili anche i servizi turistici. Tra i beneficiari anche i giovani che si trasferiscono al Sud

Vedi Aggiornamento del 15/01/2018
20/07/2017 – Le agevolazioni previste dalla misura “Resto al Sud” del decreto Mezzogiorno ampliano il loro raggio d’azione. Sale a 50mila euro il limite del finanziamento erogabile, tra le attività incentivabili entrano i servizi turistici e vengono inclusi anche i giovani che al momento della domanda non risiedono al Sud. È il risultato raggiunto da una serie di emendamenti al ddl di conversione approvati in Commissione Bilancio del Senato.
 

Agevolazioni anche per i giovani che si trasferiscono al Sud

Il decreto legge incentiva i progetti imprenditoriali, presentati da giovani dai 18 ai 35 anni residenti nelle Regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) nei settori dell'artigianato, dell'industria, della pesca e dell'acquacoltura e della fornitura di servizi. Gli emendamenti approvati estendono la possibilità di presentare domanda anche ai giovani che trasferiscano la residenza al Sud entro 60 giorni dalla presentazione della domanda (120 giorni se residenti all’estero). 
 

Sale il tetto del finanziamento

Passa a 50mila euro il finanziamento massimo che ogni richiedente può ottenere per lo sviluppo del suo progetto imprenditoriale. Il Decreto Legge 91/2017 aveva fissato il limite a 40 mila euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti costituiti in società o cooperative, l’importo del finanziamento sarà pari a 50 mila euro per ogni socio (non più 40mila) fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro. Quest’ultimo tetto non è stato ritoccato dall’emendamento.
 
Non cambiano le caratteristiche dei finanziamenti. Il 35% sarà un contributo a fondo perduto e il 65% un prestito a tasso zero da rimborsare in otto anni.
 

Finanziamenti agevolati per i servizi turistici

Tra le agevolazioni della misura “Resto al Sud” è inclusa la valorizzazione di aree e immobili abbandonati. Il Decreto Legge 91/2017 prevede che la valorizzazione riguardi i terreni incolti da almeno dieci anni e le aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo abbandonate da almeno quindici anni. Gli emendamenti approvati hanno chiarito che i progetti potranno riguardare anche le singole unità immobiliari abbandonate presenti.
 
Gli immobili saranno destinati ad iniziative agricole, artigianali, commerciali e turistiche. Oltre alle attività turistico-ricettive, gli emendamenti approvati specificano che saranno finanziabili anche i servizi turistici.
 

Più tempo per la ricognizione delle aree abbandonate

Gli emendamenti allungano da tre a sei mesi, dall’entrata in vigore della legge, il termine per la ricognizione delle terre e degli immobili abbandonati da parte dei Comuni, che avranno poi trenta giorni di tempo per pubblicare sul proprio sito istituzionale l'elenco dei beni oggetto di ricognizione.
 
Ricordiamo che, in base al decreto "Mezzogiorno", i Comuni, dopo aver stilato l’elenco, pubblicheranno i bandi per dare in concessione gli immobili abbandonati, per un periodo massimo di 9 anni, a giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni.
 

Graduatoria regionale

In base al decreto "Mezzogiorno", gli interessati dovranno presentare ad Invitalia le istanze per accedere alle agevolazioni del programma "Resto al Sud", che valuterà la fattibilità e la sostenibilità dei progetti imprenditoriali. 

Gli emendamenti approvati hanno aggiunto che ciascuna Regione, nell’ambito delle proprie risorse disponibili, potrà elaborare una graduatoria per finanziare gli eventuali progetti imprenditoriali approvati ma rimasti esclusi dal finanziamento a causa dell’esaurimento dei fondi disponibili.
 

Nuove condizioni per i finanziamenti

Gli emendamenti approvati hanno introdotto delle ulteriori condizioni per l'accesso ai finanziamenti. Dal momento in cui accetta il finanziamento al termine del rimborso, il beneficiario non dovrà risultare titolare di un contratto a tempo indeterminato nè titolare di una attività di impresa.
 
Le imprese beneficiarie delle agevolazioni previste per le Zone economiche speciali (ZES) dovranno mantenere la loro attività nell’area almeno per sette anni (il DL 91/2017 ne prevede cinque) dopo il completamento dell'investimento. In caso contrario, scatterà la revoca dei benefici erogati.
 

90 milioni di euro per l’edilizia giudiziaria

Un emendamento presentato dal Governo, ma non ancora discusso, propone lo stanziamento di 20 milioni di euro per il 2017, 30 milioni per il 2018 e 40 milioni per il 2019 da destinare ad interventi urgenti connessi alla progettazione, ristrutturazione, ampliamento e messa in sicurezza delle strutture giudiziarie in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

 
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