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Gare progettazione, CNI: ‘giugno positivo, ma professionisti ai margini’

di Paola Mammarella

Il Centro studi rileva ‘poco spazio per i piccoli e mercato sempre più monopolio delle società di ingegneria’

Vedi Aggiornamento del 21/11/2017
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07/07/2017 – Mese di giugno positivo per le gare di progettazione, ma poco spazio per i liberi professionisti in un mercato dominato dalle società di ingegneria. Sono le conclusioni tratte dalle rilevazioni del Centro Studi del Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI).
 
Il centro Studi del CNI ha preso in considerazione le gare di sola progettazione, senza contestuale esecuzione dei lavori.
 

Servizi di ingegneria e architettura, dati positivi

In totale sono state bandite gare senza esecuzione per un totale di 22,6 milioni di euro, il 12,2% in più rispetto al mese di giugno del 2016. “Ancora un mese positivo rispetto all’anno scorso – si legge nella nota del Centro Studi CNI - segno di una progressiva e per ora costante crescita che porta l’importo cumulato di questo primo semestre a raggiungere i 185 milioni di euro, più del doppio di quanto rilevato nei primi sei mesi del 2016”.
 
Il mese di giugno, spiega il Centro Studi CNI, è il primo mese completo di osservazione in cui vige il Decreto Correttivo (D.lgs. 56/2017) al Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 50/2016). Un impatto positivo è stato registrato grazie all’obbligo di utilizzo del Decreto parametri (DM 17 giugno 2016) per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara. A giugno, rileva il rapporto, il DM Parametri è stato utilizzato nel 63% del totale dei bandi.
 
La possibilità di utilizzo dell’appalto integrato, introdotta sempre con il Correttivo, continua il Centro Studi CNI, non ha influenzato negativamente il mercato. Stabili anche i ribassi medi.
 

Gare di progettazione, poca apertura ai piccoli operatori

“Tutti questi dati positivi – lamenta il Centro Studi CNI - non si traducono purtroppo in una apertura del mercato ai liberi professionisti che nel mese di giugno si aggiudicano solo il 10% del totale del mercato e da gennaio a giugno il 22%”.
 
“I requisiti di partecipazione, così come indicati nelle Linee Guida n. 1 dell'Anac – sostiene il Centro Studi CNI - non aprono il mercato agli operatori professionali di piccole e medie dimensioni”.
 
Michele Lapenna, Consigliere CNI, ha annunciato che verrà a breve chiesto l’intervento dell’Anac sull’argomento. “Il CNI – ha reso noto Lapenna - presenterà ad ANAC un dossier relativo al primo anno di applicazione del Nuovo Codice, evidenziando i dati positivi e soprattutto quelli negativi, augurandosi che l'Autorità, in ragione del ruolo attribuitogli dal Nuovo Quadro Normativo, possa intervenire per correggere le distorsioni presenti”.
 

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