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NORMATIVA

Imprese edili, più chance di accesso al Fondo di garanzia per le PMI

di Paola Mammarella

Finanziamenti concessi in base alle probabilità di inadempimento, nel settore costruzioni parametri di valutazione ad hoc

Vedi Aggiornamento del 25/10/2018
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11/07/2017 - Per le imprese edili sarà più semplice accedere ai prestiti agevolati garantiti dal Fondo di garanzia per le PMI. È uno degli effetti previsti dal DM 6 marzo 2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio.

Il decreto cambia il sistema di valutazione delle imprese basando il rating sulle probabilità di inadempimento, cioè di mancata restituzione del prestito ottenuto. Non solo, perché le valutazioni saranno differenziate in base al settore in cui l’impresa opera.


Fondo di garanzia e imprese edili

Il base al decreto, spiegato in dettaglio con una guida messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, per capire l'affidabilità dell'impresa che chiede un finanziamento agevolato, saranno utilizzati dei modelli di valutazione distinti per procedura, per settore economico di appartenenza e in funzione del regime di contabilità (ordinaria e semplificata) a cui è sottoposto il soggetto beneficiario.
 
Per le imprese del settore edile sono stati adottati dei valori di riferimento specifici. Precedentemente non c’era nessuna differenziazione e le imprese di costruzione, date le loro peculiarità, molto spesso venivano tagliate fuori dai finanziamenti agevolati.

I modelli di valutazione sono quelli già utilizzati per vagliare le richieste di garanzia relative ai finanziamenti agevolati ai sensi della “Nuova Sabatini”. Lo spirito del decreto è di estenderli a tutte le operazioni finanziarie ammissibili all’intervento del Fondo.
 

Fondo di garanzia, nuove regole dal 2018

In realtà il decreto pubblicato in Gazzetta non cambia nulla nell'immediato. Il nuovo sistema di valutazione, infatti, non entrerà subito in vigore. Ci sarà un periodo di sperimentazione e poi, a partire dal 1° gennaio 2018, potrà essere emanato un nuovo decreto sulla base dei risultati raccolti.

Fino ad allora, si può continuare ad usare il portale web, messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, per effettuare simulazioni del proprio rating. I dati possono poi essere utilizzati dalle banche, confidi e intermediari durante la compilazione di una richiesta di ammissione al Fondo.
 

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