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NORMATIVA

Se il valore del terreno aumenta dopo una variante, al Comune spetta una quota

di Paola Mammarella

A Roma è il 66% del plusvalore, negli altri Comuni il 50%. Corte Costituzionale: norma legittima di perequazione

Vedi Aggiornamento del 16/04/2018
24/07/2017 – Se la variante urbanistica aumenta il valore dei terreni appartenenti ad un privato, il Comune può chiedergli una percentuale come contributo straordinario per il rilascio del permesso di costruire. La Corte Costituzionale, con la sentenza 209/2017 ha affermato che si tratta di una prassi prevista dalla legge, che non può quindi essere considerata una pretesa illegittima.
 

Variante urbanistica e contributo straordinario 

Nel caso esaminato dai giudici, nel periodo del passaggio al digitale terrestre, iniziato nel 2009, la Rai doveva dismettere degli immobili. Aveva chiesto quindi di poterne cambiare la destinazione d’uso formulando delle osservazioni al PRG. Le richieste della Rai sono state in parte accolte nelle Norme tecniche attuative (NTA) che hanno ammesso il riuso della edificazione dismessa con destinazioni d’uso commerciali e servizi, turistico-ricettive e produttive e la realizzazione di ampliamenti volumetrici. Per gli interventi è stato stabilito un contributo straordinario pari al 66% del maggior valore immobiliare conseguibile a fronte di rilevanti valorizzazioni immobiliari generate dallo strumento urbanistico generale.

Il contributo straordinario che Roma Capitale può chiedere è stato poi regolato anche a livello nazionale dall’articolo 14, comma 16, lettere f) della Legge 122/2010.
 
La Rai, da una parte ha giudicato l'entità del contributo eccessiva, dall'altra ha bollato la legge del 2010 come strumentale a “giustificare" la condotta del Comune. 
 

Corte Costituzionale: contributo straordinario legittimo

La controversia era finita davanti al Tar, che aveva respinto il ricorso, poi in Consiglio di Stato, che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della Legge 122/2010. La Corte Costituzionale, chiamata a dare un’interpretazione, ha concluso che la norma è legittima. I giudici hanno ricordato che nel 2014, con una modifica al Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001), una chance simile è stata riconosciuta a tutti i Comuni, che possono chiedere un contributo straordinario pari al 50% del maggior valore immobiliare.
 
Sempre il Testo unico dell’edilizia, ha spiegato la Corte Costituzionale, stabilisce che l’incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del Consiglio comunale.
 
Il contributo deve essere destinato in via principale alla realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale e, in parte residuale, a finanziare la spesa corrente, da destinare a progettazioni ed esecuzioni di opere di interesse generale, nonché alle attività urbanistiche e servizio del territorio.
 
Sulla base di queste considerazioni, la Corte Costituzionale ha stabilito che la norma è ispirata al perseguimento del principio del buon andamento e del pareggio di bilancio. Per questo l’entità dei contributi è stata giudicata legittima.
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Alessandro

Vale anche al contrario? Ovvero quando il comune ti declassa un'area diminuendone il valore commerciale ti deve pagare un indennizzo in percentuale sul valore perso od eventualmente ritornarti i soldi versati o spesi?


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