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Equo compenso, Noi Professionisti: ‘sia un obbligo deontologico’

di Alessandra Marra
Commenti 13211

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera ai professionisti: presto un ddl unificato e condiviso

Vedi Aggiornamento del 02/11/2017
Commenti 13211
13/07/2017 – Stabilire una soglia di compensi al di sotto della quale non è possibile scendere ed introdurre l’obbligo deontologico per il professionista di convenire ad un compenso equo proporzionato all'attività prestata.
 
Questi alcuni punti su cui si basa la proposta di legge sull’equo compenso presentata dal Comitato Permanente Noi Professionisti (composto dall'Ordine degli architetti di Roma, Ordine degli ingegneri di Roma e Ordine degli avvocati di Roma) al Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.
 

Giusto compenso: la proposta di Noi Professionisti

La proposta del Comitato Noi Professionisti si basa su 5 punti fondamentali:
1) la necessità di stabilire una soglia di compensi al di sotto della quale non è possibile scendere anche per garantire servizi di qualità per i consumatori;
2) nullità delle clausole vessatorie imposte da pubbliche amministrazioni, banche e assicurazioni;
3) possibilità di attribuire ai pareri di congruità espressi dagli Ordini Professionali valore di titolo esecutivo, opponibile davanti all'autorità giudiziaria entro 40 giorni dalla sua notifica;
4) obbligo deontologico per il professionista di convenire ad un compenso equo proporzionato all'attività prestata;
5) certezza del termine prescrizionale per la responsabilità professionale.
 
La proposta di una legge sull’equo compenso da parte del Comitato ‘Noi Professionisti’ ha preso vita dopo la manifestazione del 13 maggio scorso che ha visto scendere in piazza 30.000 professionisti (tra ingegneri, architetti, avvocati ecc) per chiedere al Governo di riconoscere agli autonomi dignità, rispetto e qualità del lavoro.
 

Equo compenso: l’impegno dell’On. Damiano

L'Onorevole Cesare Damiano ha, quindi, presentato il disegno di legge 'Disposizioni in materia di equo compenso nell'esercizio delle professioni regolamentate e del lavoro autonomo' che disciplina l'equo compenso sia per le professioni regolamentate sia per le non regolamentate.

Inoltre, ha anche espresso la sua volontà di far partecipare i rappresentanti del Comitato Noi Professionisti al tavolo che sarà costituito per l'armonizzazione di diversi testi di legge in materia di professioni.
 

Equo compenso: i disegni di legge già presentati

Nell’ultimo periodo, infatti, sono stati presentati diversi disegni di legge in tema di giusto compenso per i professionisti: il ddl per abrogare il Decreto Bersani, il ddl Berretta e il ddl Sacconi che mirano a rendere nulla ogni clausola che determini un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente o stabilisca un compenso inferiore ai parametri stabiliti dal DM 17 giugno 2016.
 

Compensi professionali: ddl Sacconi

Il ddl Sacconi ha già iniziato l’iter parlamentare, in Commissione Lavoro del Senato, lo scorso 4 luglio. L'11 luglio c’è stata l’audizione del Comitato Unitario permanente di ordini e collegi Professionali (CUP) che ha accolto con favore il provvedimento.
 
Secondo il CUP, il ddl “lungi dall’imporre sterili ed astratti regimi tariffari minimi di calmierazione e turbativa delle libere determinazioni del mercato, provvede a tutelare il principio del compenso proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto, in coerenza con l’art. 36 Costituzione”.
 
La presidente del CUP, Marina Calderone, ha dichiarato: "la norma non solo non è un ostacolo alla libera concorrenza, ma ne costituisce un momento di garanzia di tutela degli utenti in ordine alla qualità della prestazione”.
 

Ddl su equo compenso, soddisfazione da Fondazione Inarcassa

Anche Fondazione Inarcassa ha accolto con soddisfazione la notizia dell’avvio dell’iter legislativo del ddl Sacconi e la proposta di legge depositata alla Camera da Berretta. "Siamo entusiasti dell’attenzione che il Parlamento sta finalmente rivolgendo al delicato tema dell’equo compenso" ha dichiarato Egidio Comodo, neo Presidente di Fondazione Inarcassa.
 
“Ci auguriamo che tali iniziative siano il segno della presa di coscienza da parte dei nostri parlamentari che il tema non è più procrastinabile, come certificato dal perdurante stato di crisi in cui versano i liberi professionisti italiani. Tutelare il lavoro autonomo è una delle priorità della Fondazione e un provvedimento in tal senso arginerebbe la guerra al ribasso dei prezzi delle prestazioni professionali. La Fondazione non può che augurarsi responsabilità e attenzione costante fino alla creazione di una legge che permetta ai professionisti di lavorare al massimo delle loro potenzialità” ha concluso Comodo.
 
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Altri commenti
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Giorgio

parlate solo di cavolate (governo e ordini) non sapete nulla dei veri problemi che affliggono i tecnici Italiani, cari ordini la vostra fortuna è l'iscrizione obbligatoria altrimente sarebbe finita la pacchia per tutti. Il governo come sempre in ogni argomento, tranne che per i vitalizi e altri privilegi ,non ha manco la pallida idea di quello che succede fuori dal palazzo

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Giorgio

parlate solo di cavolate (governo e ordini) non sapete nulla dei veri problemi che affliggono i tecnici Italiani, cari ordini la vostra fortuna è l'iscrizione obbligatoria altrimente sarebbe finita la pacchia per tutti. Il governo come sempre in ogni argomento, tranne che per i vitalizi e altri privilegi ,non ha manco la pallida idea di quello che succede fuori dal palazzo

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parlate solo di cavolate (governo e ordini) non sapete nulla dei veri problemi che affliggono i tecnici Italiani, cari ordini la vostra fortuna è l'iscrizione obbligatoria altrimente sarebbe finita la pacchia per tutti. Il governo come sempre in ogni argomento, tranne che per i vitalizi e altri privilegi ,non ha manco la pallida idea di quello che succede fuori dal palazzo


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