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PROGETTAZIONE

Cavalcavia di Cuneo, Anas lo ricostruirà in acciaio

di Rossella Calabrese

A tre mesi dal crollo, sono in corso indagini e tomografie a ultrasuoni sugli altri impalcati della tangenziale di Fossano

Vedi Aggiornamento del 28/08/2018
19/07/2017 - Nel primo pomeriggio del 17 aprile 2017 il cavalcavia della tangenziale di Fossano, nel cuneese, è improvvisamente crollato, per fortuna senza causare vittime, ma schiacciando un’automobile dei Carabinieri ferma per un posto di blocco.
 
Nei giorni scorsi il Vice ministro per le infrastrutture e dei trasporti, Riccardo Nencini, ha risposto all’interrogazione presentata dal Senatore Aldo Di Biagio (APE-CpE-NCD), informando sullo stato delle attività che l’Anas ha intrapreso dopo il crollo.
 
Di Biagio chiedeva quale sia lo stato attuale del monitoraggio della rete infrastrutturale del Paese e se il Governo intendesse definire una mappatura dei rischi e delle fragilità delle infrastrutture, per predisporre un piano di manutenzione del patrimonio infrastrutturale, che scongiurasse nuovi cedimenti.
 

I controlli sulla tangenziale di Fossano

Per quanto riguarda il cavalcavia di Fossano, Nencini ha riferito che ANAS ha avviato la progettazione della rampa crollata e la ricostruirà in acciaio per accelerare i tempi e non dover intervenire sulle pile esistenti.
 
Inoltre ANAS sta eseguendo ispezioni e indagini strumentali sugli altri impalcati realizzati dalla stessa impresa nell’ambito del medesimo appalto. Lungo un tracciato di 8 chilometri della tangenziale, su cui insistono 16 manufatti tra ponti e viadotti della medesima tipologia (per uno sviluppo complessivo di 3,4 chilometri), ANAS sta effettuando le seguenti indagini:
- ispezione approfondita per mappare l’eventuale presenza di micro-anomalie;
- endoscopia nelle guaine per verificare la presenza dell’inghisaggio e lo stato dei trefoli dove c’è umidità;
- analisi termografica per verificare il posizionamento dei cavi;
- tomografia ultrasonica per rilevare la presenza di cavità negli impalcati.
 
Il Politecnico di Milano e ANAS stanno sperimentando la tecnica della tomografia a ultrasuoni su elementi strutturali in cemento armato per la verifica delle condizioni di sicurezza dei ponti/viadotti (la tomografia verifica il riempimento dei cavi di precompressione evidenziando la presenza di vuoti con elevata precisione).
 

La manutenzione della rete infrastrutturale

La Direzione generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali fa sapere di aver richiesto ad ANAS, tra l’altro, di condurre a scopo precauzionale una verifica su tutti i cavalcavia con caratteristiche analoghe a quello crollato.
 
Per quanto riguarda invece la spesa complessiva per la manutenzione, ANAS fa sapere che nel 2016 è stata pari a 630 milioni di euro. La sola manutenzione straordinaria raggiungerà, invece, nel 2017 un volume di spesa di oltre 400 milioni, circa il doppio della spesa media annua registrata nell’ultimo quinquiennio.
 
Inoltre, nel Piano di monitoraggio dei ponti e dei viadotti della rete viaria gestita da ANAS, sono state programmate le seguenti attività specifiche (triennio 2017-2019):
- sorveglianza e ispezioni periodiche sui ponti e viadotti a seguito delle quali si emette un giudizio sulla condizione generale dell’opera e sullo stato di conservazione della struttura e delle opere accessorie alla stessa;
- applicazioni strumentali e studi specialistici per il controllo di problematiche specifiche a forte impatto sulla sicurezza delle opere d’arte, estendendo il rilievo di eventuali criticità anche all’ambiente e al territorio circostante.
 
ANAS - ha riferito Nencini - tramite il personale di esercizio, svolge una quotidiana attività di vigilanza sulle infrastrutture in gestione intervenendo, con la massima tempestività, in caso di emergenza per assicurare le condizioni di sicurezza della circolazione stradale.
 
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