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NORMATIVA

Terre e rocce da scavo, eliminate le autorizzazioni preventive

di Alessandra Marra
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In vigore le nuove disposizioni: predisposto un modello di controllo ‘ex post’ e l’autocertificazione dei sottoprodotti

Vedi Aggiornamento del 23/03/2018
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28/08/2017 – Operative le semplificazioni sulla gestione e sull’utilizzo delle terre da scavo: eliminate le autorizzazioni preventive e predisposto un modello di controllo ‘ex post’, con l’autocertificazione e il rafforzamento del sistema dei controlli.
 
A prevederlo il DPR 120/2017, pubblicato sulla GU del 7 agosto 2017 ed entrato in vigore lo scorso 22 agosto, che regolamenta l’utilizzo di terre e rocce qualificate come sottoprodotti in tutti i cantieri, attraverso disposizioni comuni e norme specifiche che si differenziano a seconda della dimensione del cantiere.
 

Terre da scavo: addio all'autorizzazione preventiva, ok all’autocertificazione

Il nuovo regolamento prevede procedure più spedite per attestare che le terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni soddisfino i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate sottoprodotti. Tale procedura non sarà più subordinata alla preventiva approvazione del piano di utilizzo da parte dell’autorità competente.
 
Il proponente, decorsi 90 giorni dalla presentazione del piano di utilizzo all’Autorità competente, potrà avviare la gestione delle terre e rocce da scavo nel rispetto del piano di utilizzo.
 
Fin dalla fase di predisposizione del piano di utilizzo, si prevede che i soggetti pubblici e privati possano confrontarsi con le Agenzie ambientali regionali e provinciali per le preliminari verifiche istruttorie e tecniche, anticipando lo svolgimento dei controlli di legge.
 
E’ prevista, inoltre, l’eliminazione dell’obbligo di comunicazione preventiva all’autorità competente di ogni trasporto avente ad oggetto terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti, generate nei cantieri di grandi dimensioni.
 
Procedura più veloce anche per apportare “modifiche sostanziali” al piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotto; viene eliminata la fase della preventiva approvazione del piano di utilizzo modificato.
 
Il regolamento dà la possibilità di prorogare di due anni la durata del piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni, tramite una comunicazione al Comune e all’Agenzia di protezione ambientale competente.
 

Gestione terre da scavo: il deposito dei materiali

Il regolamento prevede una disciplina più chiara e dettagliata del deposito intermedio delle terre e rocce da scavo qualificate sottoprodotti e una disciplina specifica per il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo qualificate rifiuti, che tiene conto delle peculiarità proprie di questa tipologia di rifiuto e prevede specifiche quantità massime ammesse al deposito.

La norma regolamenta anche le condizioni in presenza delle quali è consentito l’utilizzo, all’interno di un sito oggetto di bonifica, delle terre e rocce ivi scavate e le procedure per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica.
 

Rocce da scavo: controlli e tempi

L’introduzione delle semplificazioni è bilanciata da un rafforzamento del sistema dei controlli, che prevedono misure dirette a superare anche eventuali casi di inerzia da parte delle Amministrazioni. I maggiori controlli affidati alle Agenzie ambientali e alle autorità competenti verranno coperti mediante un tariffario nazionale da applicare ai proponenti, individuando un costo minimo e proporzionale ai volumi delle terre e rocce da scavo.
 
Sono previsti tempi certi, e sempre pari ad un massimo di 60 giorni, per lo svolgimento delle attività di analisi affidate alle Agenzie per la protezione ambientale per la verifica della sussistenza dei requisiti dichiarati nel piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo generate nei cantieri di grandi dimensioni.
 

Terre e rocce da scavo: la soddisfazione di Galletti

Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha espresso soddisfazione per la pubblicazione ufficiale del decreto: “Questo provvedimento è un passo in avanti fondamentale nella nostra visione di sviluppo sostenibile: quella dell’economia circolare, quella in cui le performance ambientali e la competitività del Paese viaggiano di pari passo”.
 
“Con una disciplina più semplice e più chiara – ha affermato il ministro - abbiamo disciplinato in modo organico tutta la materia, evitando che le imprese, in preda ad incertezze normative e col rischio di interminabili trafile burocratiche che oggi durano anche fino a due anni, considerino ogni terra e roccia da scavo come un rifiuto e non come sottoprodotto. Grazie a questo testo otteniamo tanti risultati insieme: miglioriamo la tutela delle risorse naturali grazie al minore smaltimento in discarica e al minor utilizzo di materiale di cava, ma allo stesso tempo diamo più forza alle aziende che operano nel rispetto dell’ambiente con lavori nei cantieri più veloci e potenziali minori costi derivanti dall’approvigionamento di materia prima. Una bella novità a lungo attesa dagli operatori che riguarderà secondo le nostre stime oltre 150 mila imprese di ogni dimensione”.
 
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