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I vincitori del Premio Biennale Barbara Cappochin 2017
ARCHITETTURA

I vincitori del Premio Biennale Barbara Cappochin 2017

di Cecilia Di Marzo

Dalla Thailandia al Veneto, i progetti premiati e menzionati

Vedi Aggiornamento del 23/10/2017
12/09/2017 - Si è conclusa l’edizione 2017 del Premio Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Cappochin". 

La giuria del Premio ha dichiarato vincitore della Sezione Internazionale il progetto “Baan Huay Sarn Yaw – Post Disaster School” a Chiang Rai (Thailandia) dello studio Vin Varavarn Architects.
“La Giuria apprezza il modo in cui la struttura ha raggiunto forte valore architettonico con risorse minime. Il progetto ha realizzato uno spazio molto bello e potente; la Giuria ne sottolinea la semplicità e l’economicità dei materiali utilizzati, nel rispetto della topografia dei luoghi e del paesaggio circostante.
Particolarmente piacevole è la forma del tetto e la simmetrica geometria del volume. Si evidenziano l’impegno sociale e le condizioni di emergenza che hanno portato alla costruzione dell’edificio, dimostrando che è possibile progettare architettura di qualità anche in tali difficili condizioni”.
 
Tre le Menzioni d’Onore assegnate.
Allo studio Parades Pedrosa Arquitectos per il progetto della "Ceuta Public Library": “Il progetto è basato su un interessante dialogo con la città ispano-africana di Ceuta, con la sua topografia ed il suo passato archeologico. La Giuria rileva che gli interni luminosi e vibranti creino un significativo rapporto con le imponenti rovine al centro dell’edificio. I volumi piegati avvolgono l’edificio all’interno di sobrie facciate, consentendo ai visitatori di godere bellissime viste del Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico”.
 
Allo studio Stanislao Fierro per il "Centro di formazione per l'occupazione di Baza" a Granada. “Il progetto risolve molto bene un problema urbano e topografico in un contesto storico. È importante sottolineare come la sezione trasversale risolva la differenza di livello tra due differenti realtà urbane: un contesto chiaramente definito al livello inferiore e uno spazio vuoto e indefinito a quello superiore.
È interessante notare il ruolo discreto svolto in questo progetto dal trattamento della forte luce di Granada e la sua influenza nella configurazione della sezione. La Giuria apprezza la scelta della materialità e la composizione dei volumi.
Il tutto stabilisce una relazione intelligente con le due parti della città”.
 
Alla "Wiggly House" dello studio ifdesign: “La Giuria è rimasta affascinata da questa piccola, scultorea casa e dai suoi interni apparentemente semplici e minimali che mostrano un magistrale controllo della luce naturale e un elegante utilizzo dei materiali di finitura. La forma libera del tetto determina un’iconica immagine e produce una dinamica serie di spazi”.
 
Menzione speciale della Giuria alla "Città del sole" di LABICS a Roma: “Il complesso gioca un ruolo essenziale nella rigenerazione di un quartiere delicato, situato ai margini del centro di Roma. La leggerezza dei volumi ben si riconnette al tessuto urbano delle preesistenze attraverso interessanti intrecci spaziali. La Giuria elogia l’attenzione alla sostenibilità delle eleganti facciate grigie che creano uno sfondo sobrio alle pesanti infrastrutture ed ai numerosi nuovi edifici in costruzione nelle aree circostanti”.
 
Il progetto vincitore della Sezione Regionale è quello de La Corte del Commiato, sistemazione e ampliamento del Cimitero di Megliadino S. Vitale" dell’arch. Mirco Simonato.
“La Giuria ha apprezzato il mondo poetico creato dal progetto, una composizione minimale basata su un’idea semplice. Chiare forme archetipiche, usate in modo intelligente, sono strategicamente organizzate in prospettive spaziali pensate da diversi punti di vista. L’uso di un unico materiale di finitura contribuisce a creare un’atmosfera surreale che riporta all’idea di morte, al silenzio ed alla riflessione”. 

Due le Menzioni d’Onore della sezione regionale.  
Allo Studio Made Associate per il progetto de "La cantina Pizzolato-la cantina dalle radici BIO" a Villorba premiata perchè “Gli interessanti volumi chiaramente legati agli edifici tradizionali e l’uso di legno proveniente da una vicina foresta controllata, radicano profondamente il progetto nella cultura architettonica rurale del Veneto, dando vita ad un’immagine finale bella e attraente”.
 
Allo studio Traverso-Vighy Architetti per il progetto della "Corte Bertesina" a Vicenza: “La Giuria apprezza la semplice articolazione degli elementi architettonici rurali usati in modo contemporaneo. I nuovi corpi di fabbrica danno vita a una corte di alto valore spaziale e a sorprendenti ed emozionanti interni. L’edificio è ben proporzionato, i dettagli sono raffinati e l’uso di materiali locali appare sempre ben ponderato".
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