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Wiggly House: la casa introversa di ifdesign
CASE & INTERNI

Wiggly House: la casa introversa di ifdesign

di Cecilia Di Marzo

Il granito grigio canadese copre e protegge tutto l’edificio

29/09/2107 - Con questo progetto lo studio milanese ifdesign, di Franco Tagliabue Volontè e Ida Origgi Architetti, si è aggiudicato già importanti riconoscimenti come la selezione fra i progetti del Mies van der Rohe Award 2017 e la Menzione d'Onore nella Sezione Internazionale del Premio Biennale Internazionale di Architettura "Barbara Cappochin" 2017.

Stiamo parlando del progetto della Wiggly House, un'abitazione unifamiliare situata a Ponte Lambro (CO) in un difficile contesto caratterizzato da edifici multipiano che la circondano.

A causa di questa promiscuità, la casa cerca di proteggersi riducendo al massimo le aperture verso l’esterno, compensandole con ampi o più piccoli patii, chiusi e aperti, che danno luce in maniera più adeguata agli spazi interni. Il rivestimento ribadisce questo principio. Il granito grigio canadese copre tutto l’edificio per ribadire questa idea di protezione, ad eccezione delle pareti in corrispondenza del volume sottratto dei patii, che sono realizzate in intonaco grigio. Le grandi pareti vetrate completano queste aree semichiuse. Così l’edificio cerca di aprirsi verso l’alto: la falda del tetto si piega irrequieta alla ricerca della luce zenitale in un atteggiamento quasi gestuale, generando tre camini di luce in corrispondenza del soggiorno, della cucina e della camera matrimoniale. È una sequenza di sezioni in cui le pendenze si alternano tra loro, generando questo aspetto “dimenante” dell’edificio.
Negli spazi interni si enfatizza il valore della luce. Le piramidi sono alte 5mt, lo spazio più grande è quello del soggiorno mentre quello più piccolo illumina la stanza della meditazione nella parte notte della casa.

“Dal punto di vista tipologico, il progetto investiga nuove combinazioni in funzione del cambiamento della struttura della famiglia contemporanea e dell’uso degli spazi abitativi che sembra essere radicalmente mutato nel corso degli ultimi anni.
Mutano le situazioni, le combinazioni fra i componenti, cambiano le modalità di lavoro: ciò che è rappresentato dalla domanda attuale del committente sembra non essere in grado di fornire una sola risposta spaziale e d’uso.
La nostra casa deve essere pronta a recepire nel corso del tempo combinazioni molteplici. In prossimità dell’ingresso si trova una piccola stanza, pronta ad essere occupata in maniera flessibile come studio professionale oppure stanza dei giochi o ancora camera degli ospiti”.  

© Riproduzione riservata

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