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Formazione post-laurea, CNI: più spazio ai professionisti

di Alessandra Marra

Lettera al Ministro Fedeli: più incarichi di docenza e consulenza agli ingegneri

Vedi Aggiornamento del 26/03/2019
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05/09/2017 - Superare la rigida separazione tra il mondo accademico e quello professionale nella formazione post-laurea, assegnando un maggior numero di incarichi di docenza e consulenza ai professionisti ingegneri.
 
Questo uno dei suggerimenti che il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ha trasmesso in una lettera al Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli per sollecitare l'avvio di una riforma che realizzi una sinergia più efficace fra mondo delle professioni ed università, con una  particolare attenzione al tema della relazione tra "docenza e professione".
 
Le proposte indirizzate al Governo sono finalizzate a rendere la formazione professionale post laurea, gestita in primis dal mondo ordinistico, più solida e rilevante, favorendo una più puntuale conoscenza delle reali competenze dei professionisti, con riguardo alla loro esperienza, alla formazione universitaria e post-universitaria e alla certificazione delle competenze.
 

Formazione post-laurea: il ruolo dei professionisti

Secondo il CNI i professionisti dovrebbero essere chiamati a svolgere un ruolo di primo piano nella formazione, anche rispetto ad altre figure concorrenti (docenti universitari, aziende) considerato che le discipline aventi carattere professionalizzante (com'è il caso delle materie in cui, nei corsi di laurea in ingegneria, si insegnano i fondamenti della progettazione) richiedano solide basi teoriche e altrettanto solide esperienze pratiche.
 
Secondo gli Ingegneri “l'Università, attenta a volte più alla proliferazione delle cattedre che non al miglioramento della qualità della formazione e alla sua fruizione concreta nel mondo del lavoro, ha esteso oltre misura l'offerta di corsi e specializzazioni, a scapito dell'affermazione di quella "cultura del progetto" che, per definizione, richiede conoscenze generali, attitudine a sviluppare creatività e intuizione, capacità di sintesi, collegamento e individuazione di un chiaro ordine di priorità tra le numerose variabili e i diversi interessi che un progetto è tenuto a contemperare”.
 
Per questo il CNI punta ad un potenziamento del rapporto tra università e professioni, nell'ambito dell'attività di formazione (con particolare attenzione rivolta alla formazione professionale continua di natura obbligatoria) attraverso un’adeguata rappresentanza, nelle sedi nazionali e internazionali (specificamente in quelle dove sono elaborate le norme tecniche), dei professionisti tramite i rispettivi ordini professionali.
 

Formazione e Ingegneri: i suggerimenti del CNI 

Per creare un più stretto e solido legame tra l'ambito universitario e quello professionale, il CNI propone di incrementare e qualificare gli incarichi di docenza a contratto di professionisti ingegneri, come strumento di contaminazione tra sapere teorico, attività didattica ed esperienza professionale.
 
Inoltre, suggerisce di attribuire ai professionisti operanti nei ruoli universitari (docenti e ricercatori) una riserva di progetti (ad es. per opere pubbliche statali o regionali) in ambiti specifici di innovazione.
 
Chiede anche di consentire ai professionisti operanti nei ruoli universitari sotto qualsiasi regime (nel rispetto dei loro doveri accademici e del mantenimento di una corretta proporzione tra lo stipendio erogato dall'ateneo e il reddito professionale) di svolgere attività di consulenza nei casi in cui questa sia giustificata da solide motivazioni.
 
Infine gli Ingegneri propongono di:
- eliminare il ripetuto e strumentale transito dei docenti universitari dal regime "a tempo pieno" a quello a 'tempo definito";
- mettere ordine al caos degli spin-off universitari che pubblicizzano anche sul web servizi professionali;
- precludere ai docenti universitari l'esercizio dell'attività di consulenza giudiziaria in campo civile, non essendo tale attività necessaria né utile ai fini della ricerca e della sperimentazione;
- istituire un tavolo permanente di confronto tra le università e il CNI per affrontare il tema del rapporto tra "docenza e professione” in modo organico e individuare le misure più appropriate per superare definitivamente la rigida separazione tra il mondo accademico e quello professionale.  
 

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