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NORMATIVA

RUP, via libera alle linee guida attuative del Codice Appalti

di Paola Mammarella

Il Consiglio di Stato suggerisce di valorizzare l’esperienza e la professionalità tecnica in mancanza di dirigenti adeguati

Vedi Aggiornamento del 02/05/2018
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28/09/2017 – Stanno per vedere la luce le nuove linee guida dell’Anac sul responsabile unico del procedimento (RUP). Dopo la fase di consultazione, conclusa lo scorso giugno, il Consiglio di Stato con il parere 2040/2017 ha dato il via libera, con alcune osservazioni, al documento attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 

Il ruolo del RUP

In base alle linee guida, il RUP deve formulare proposte e fornire dati utili alla predisposizione del programma triennale dei lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali. Deve essere nominato nel momento dell’adozione o dell’aggiornamento del programma o contestualmente all’atto di avvio dei singoli interventi non inclusi nella programmazione. Il RUP può anche essere sostituito dopo la programmazione senza modificare l’atto preliminare delle procedure di affidamento.
 
Se il RUP partecipa alla progettazione, non può effettuare la verifica dei progetti né la loro validazione.
 
Quando entrerà in vigore il nuovo sistema di qualificazione delle Stazioni Appaltanti, il RUP dovrà possedere la qualifica di project manager. Fino a quel momento, al RUP saranno richieste qualifiche crescenti al crescere degli importi dei lavori da affidare. Sotto i 150mila euro, ad esempio, oltre a diplomati e laureati in materie tecniche, potranno essere nominati come RUP anche i laureati in materie giuridiche.
 

Le osservazioni del Consiglio di Stato

Il CdS ha dato il via libera al testo, suggerendo solo qualche limatura all’Anac. Il CdS propone ad esempio di alleggerire i requisiti per la nomina dei RUP aprendo ai dipendenti che occupano posizioni elevate, anche senza una rilevante professionalità tecnica, o ai dipendenti che, anche se non inquadrati in una posizione elevatissima, possono comunque vantare una professionalità tecnica di rilievo.
 
Secondo il CdS, inoltre, per non mettere in difficoltà i piccoli enti, che spesso non hanno professionalità adeguate, potrebbe essere valorizzato maggiormente il requisito dell’esperienza specifica.
 

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