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PROFESSIONE

Equo compenso, presentato un nuovo ddl per ripristinare i ‘minimi tariffari’

di Alessandra Marra
Commenti 12210

Remunerazione proporzionale all’opera svolta e alla complessità della prestazione

Vedi Aggiornamento del 28/11/2017
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29/09/2017 – Ripristinare i ‘minimi tariffari’, abrogando le disposizioni sulla concorrenza fra i professionisti introdotte dal Decreto Bersani, al fine di assicurare ai professionisti intellettuali un compenso adeguato all’opera svolta.
 
Questo ciò che prevede il disegno di legge 2918, presentato lo scorso 27 settembre dai senatori Serenella Fucksia e Gaetano Quagliariello.
 

Equo compenso per professionisti: cosa prevede il ddl

Il ddl prevede che “al professionista esercente un’attività intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione sia riconosciuto un compenso, a garanzia del decoro e della dignità del professionista e della professione, che assicuri la remunerazione economica dell’opera svolta, comprensiva del valore economico e di risultato dell’opera, dei costi di produzione e del valore aggiunto eventualmente arrecato al processo di produzione dell’impresa".
 
Il professionista deve rendere noto al committente il grado di complessità della prestazione, informandolo degli oneri conosciuti e calcolabili dal momento del conferimento dell’incarico fino alla conclusione dello stesso, e deve indicare i dati della polizza assicurativa sottoscritta per rifondere i danni eventualmente provocati nell’esercizio dell’attività professionale. Nel contratto devono essere indicate distintamente per ogni singola prestazione fornita le voci di costo complete, comprensive di spese, oneri e contributi.
 
Il provvedimento prevede anche che sia nullo ogni patto che preveda compensi manifestamente sproporzionati all’opera prestata.
 
Infine, per poter assicurare il giusto compenso e il ripristino dei minimi tariffari, il ddl abroga l’articolo 2 del Decreto Bersani (DL 223/2006 convertito nella Legge 248/2006), e l’articolo 9 del Decreto Liberalizzazioni (DL 1/2012 convertito nella Legge 27/2012).
 

Minimi tariffari: l’errore di abolirli

Per i firmatari del ddl, l’abolizione dei tariffari minimi non era stata richiesta direttamente ed esplicitamente dall’Unione europea; si segnala, infatti, il caso della Germania dove i professionisti lavorano sulla base di tariffe molto dettagliate.
 
Per i senatori la situazione italiana è peggiorata dalla diffusa pratica dell’offerta economica al massimo ribasso sul costo del lavoro, determinando sia perdita di competitività, reddito e valore sociale, di intere categorie professionali sia uno scadimento della qualità delle prestazioni rese.
 
Per questo i firmatari del ddl segnalano la necessità di intervenire sul tema, “garantendo il libero mercato e la tenuta delle identità e dei talenti nazionali, senza ignorare le necessità dei professionisti e dei cittadini”.
 

Equo compenso: i disegni di legge già presentati

Sullo stesso tema era stato presentato già a maggio un ddl per abrogare il Decreto Bersani.
 
Sull’introduzione di un giusto compenso, invece, sono stati presentati diversi disegni di legge tra cui: il ddl Berretta e il ddl Sacconi che mirano a rendere nulla ogni clausola che determini un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente o stabilisca un compenso inferiore ai parametri stabiliti dal DM 17 giugno 2016.
 
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