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RISTRUTTURAZIONE

Ecobonus e Bonus 50%, nel 2017 investimenti per 28 miliardi di euro

di Paola Mammarella
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Le ristrutturazioni trainano il settore con una spesa di circa 25 miliardi di euro. Ancora presto per stimare gli effetti del sismabonus

Vedi Aggiornamento del 29/11/2017
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28/09/2017 – Gli interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione edilizia degli edifici continuano a registrare numeri da record anche nel 2017. È quanto emerge dal dossier predisposto dal servizio studi della Camera in collaborazione col Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio (Cresme).
 

Ecobonus e ristrutturazioni, investiti più di 28 miliardi di euro

Gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2017 16 milioni di interventi, ossia il 62% del numero di famiglie italiane stimato dall’ISTAT pari a 25,9 milioni. Nello stesso periodo le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 264 miliardi di euro, di cui 229,4 miliardi hanno riguardato il recupero edilizio e 34,6 miliardi la riqualificazione energetica.
 
Nel 2016 indica il volume di investimenti è stato pari a 28.243 milioni di euro, di cui 3.309 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 24.934 milioni di euro per il recupero edilizio.
 
Le previsioni per il 2017, sulla base delle dinamiche registrate nei primi sette mesi dell’anno, indicano un volume di spesa complessivo sui livelli del 2016, con 28.030 milioni di euro. Di questi 3.249 milioni di euro sono imputabili alla riqualificazione energetica e 24.781 milioni al recupero edilizio.
 
Le misure di incentivazione hanno attivato un volume importante di investimenti a partire dal 2013, cioè in corrispondenza della maggiorazione dal 36% al 50% delle aliquote per le ristrutturazioni e dal 55% al 65% per le riqualificazioni energetiche.
 

L’articolazione territoriale degli incentivi

Confrontando i dati degli importi dei lavori in detrazione relativi al biennio 2015-2016 con quelli del biennio 2010-2011, emerge un aumento del 68% degli importi dei lavori portati in detrazione. Si evidenzia, in generale, un maggior ricorso agli incentivi nelle regioni del nordovest, dove si concentra il 38% degli importi in detrazione per quanto riguarda il recupero edilizio e ben il 42% con riferimento all’efficientamento energetico. Nelle regioni meridionali, l’incremento del ricorso agli incentivi è stato più significativo (con tassi di crescita del 92% al Sud e del 99% nelle Isole) anche se rappresentano il 13,5% del totale nel biennio 2015-2016 (in tali due aree risiede il 34,3% della popolazione).

La regione che fa registrare il maggior ricorso agli incentivi risulterebbe la Lombardia con 6,6 miliardi di euro, seguita da Emilia Romagna (3,3 miliardi), Piemonte e Veneto. Ma in relazione al parco abitativo emerge il Trentino-Alto Adige con 1.923 euro per abitazione, seguito da Emilia–Romagna (1.419 euro per abitazione),  Lombardia (1.373 euro), Friuli Venezia Giulia (1.206 euro), Veneto (1.188 euro). Campania (331 euro), Sicilia (244 euro) e Calabria (184 euro) presentano valori inferiori.
 

Effetti sull’occupazione

Nel periodo 2011-2017 gli investimenti avrebbero attivato 1.729.248 occupati diretti, mentre si stimano in 864.625 quelli attivati nell’indotto. Nel 2017 le stime riguardano 418.431 occupati, comprensivi anche dell’indotto, di cui 278.954 impiegati nell’attività edilizia diretta e 139.477 nell’indotto industriale e di servizio.
 

Effetti sulla finanza pubblica

Per quanto riguarda l’impatto sulla finanza pubblica, considerando una serie di fattori si stima un saldo positivo per lo Stato di 8,8 miliardi di euro. Questo perché, a fronte dei minori introiti dovuti alla defiscalizzazione, bisogna considerare le imposte pagate sui lavori svolti, la spesa derivante dai redditi dei nuovi occupati e il risparmio sulle bollette energetiche. Andrebbero considerati, sottolinea il rapporto, ulteriori aspetti importanti, che allo stato attuale appare complesso quantificare, come l’emersione dei redditi e dell’occupazione irregolare, la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di Co2 e la valorizzazione del patrimonio immobiliare.
 

Sismabonus, poco tempo per la stima degli effetti

Non è ancora possibile stimare gli effetti degli incentivi per l’adeguamento e il miglioramento antisismico degli edifici. Il bonus è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2017, mentre sarebbe necessario un lasso di tempo maggiore per fare delle valutazioni.
 
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