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RISTRUTTURAZIONE

TAMassociati: la nuova ‘Casa Emergency’ a Milano

di Valentina Ieva

Una ex scuola in disuso diventa un bene comune aperto alla città

21/09/2017 - Nel centro di Milano TAMassociati ha ridato vita ad una ex scuola in disuso in via Santa Croce. Il risultato è la nuova  ‘Casa Emergency’, “un edificio parlante, ad alta efficienza energetica e aperto alla città”.

La struttura, su 5 livelli, è stata oggetto di riuso funzionale, riqualificazione architettonica ed efficientamento energetico. Un recupero di un bene comune dismesso diventa così principio attivatore di innovazione sociale: “La ristrutturazione dell’edificio – afferma TAMassociati - mostra come sia possibile il recupero di un Bene Comune attraverso un percorso fatto di scelte eticamente orientate sia sul piano tecnico che su quello proceduralemetodologico.

Progettare il Bene Comune non è stato tanto il disegno né la sua concreta realizzazione, quanto piuttosto l’ampliamento delle possibilità che individui e gruppi lo riconoscano, lo utilizzino e, soprattutto, lo vedano come elemento generativo di altri beni comuni”.

Il nuovo Headquarters della Ong ospitano 196 postazioni di lavoro e spazi open per promuovere una cultura di pace e praticare diritti.
Il piano terra dell’edificio è interamente dedicato ad attività aperte alla vita e alla quotidianità della città: una sala dedicata a mostre e incontri pubblici, l’area ristoro e lo sportello di orientamento socio-sanitario.

Al piano superiore gli spazi sono dedicati alle attività di formazione e volontariato, biblioteca, info point e vendita gadget.
Gli spazi esterni sono stati destinati a giardino pubblico e valorizzati sia nelle funzioni che nelle sistemazioni a terra, con particolare attenzione per le essenze arboree esistenti.

Gli ultimi tre piani sono dedicati all’attività di pianificazione e coordinamento delle attività culturali e sanitarie di Emergency a livello nazionale e globale.
All’esterno, l’intervento è stato nel segno del mantenimento e della valorizzazione della parte a verde, delle facciate e degli elementi architettonici preesistenti.

All’interno, l’adeguamento tipologico e tecnologico è avvenuto attraverso la creazione di uno spazio fluido che rompesse la monotonia dello spazio lineare originario, creando prospettive cangianti e mobili ispirate al tema delle ‘scatole ruotate’: una morfologia che richiama al concetto del ‘borgo medievale’, con l’obiettivo di creare – per il personale della Ong - uno spazio di lavoro domestico attento alla prossemica.

Il colore che scandisce gli spazi è materia progettuale e non scelta estetica, e funge da correttivo per definire visuali sempre diverse, ristabilendo giuste proporzioni architettoniche là dove è necessario, creando gerarchie spaziali che aiutano a individuare i vari ambiti
funzionali dell’edificio.

In questa cornice, le scelte contenutistiche, compositive, cromatiche, tecniche e materiali ricercano la coerenza con il messaggio di fondo della sede: il mondo di Emergency, la promozione dei diritti umani, della cultura di pace, dell’approccio operativo.
 

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