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Bergamo: il nuovo allestimento della Sala delle Capriate
ARCHITETTURA

Bergamo: il nuovo allestimento della Sala delle Capriate

di Cecilia Di Marzo

CN10architetti crea un sistema di esagoni sospesi, intesi come sguardi sulla città

24/10/2017 - Il progetto di CN10Architetti, voluto dal Comune di Bergamo con il contributo di Regione Lombardia, consiste nel nuovo allestimento per la Sala delle Capriate presso Palazzo della Ragione in Bergamo Alta.
L’edificio, risalente al XII secolo, costituisce il fulcro fisico e funzionale della città storica e si trova al centro di un sistema di spazi aperti e propriamente pubblici con i quali intrattiene relazioni su più lati. La sala superiore, cessato l’utilizzo del palazzo come sede del comune, ha ospitato nel tempo diverse funzioni. Le sue pareti sono oggi coperte da una rilevante raccolta di reperti e opere d’arte provenienti da edifici cittadini che nel tempo hanno trovato asilo al suo interno.

Si tratta di un intervento minimale costituito da un sistema di esagoni sospesi, concettualmente intesi come sguardi sulla città: come i cerchi che disegnano il fine ricamo delle vetrate colorate, il sistema sospeso consente di mettere in scena una trasposizione delle eccellenze e delle diversità presenti sul territorio. Proprio come avviene nella trama esagonale dell’alveare, in cui la ripetizione della cellula esagonale costituisce la struttura sulla quale si innesta la vita. In questo senso gli esagoni possono diventare luce, suono, immagine, spazio. Un sistema dinamico di possibili configurazioni che trasformano la sala in funzione dell’evento e del programma.

La maglia esagonale è dimensionata coerentemente con il passo delle grandi capriate lignee. Il disegno che ne consegue è semplice e modulare e si costruisce sulla giustapposizione di aste e snodi. Le aste incorporano al loro interno la tecnologia e i dispositivi necessari per realizzare nella sala assetti differenti. In queste infatti sono alloggiati i vari dispositivi tecnici quali corpi illuminanti, sia fissi che direzionabili, impianto audio e video, teli tecnici motorizzati e ganci per appendere pannelli e allestimenti. Sui nodi invece si colloca il sistema di fissaggio alle capriate. Un sistema motorizzato permette di abbassare con facilità la struttura fino ad altezza uomo, garantendo rapidi cambi di scenario, una semplice manutenzione e una migliore gestione dello spazio.

Il progetto si propone di riportare la Sala delle Capriate a diretto contatto con la città, ristabilendone il rapporto con la piazza e il portico sottostante e si sviluppa a partire dai seguenti principi fondamentali: non invasività, valorizzazione dello spazio, luminosità, dinamicità, compattezza e non esclusività.

© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Daniele Barbucci

Mi spiace, ma dalle foto appare proprio una soluzione orrenda e offensiva per quella magnifica struttura lignea soprastante. (Sotto quell'illuminazione mancano solo gli scaffali con il pomodoro a pezzi). Ma chi li scrive i testi?... un sistema di esagoni concettualmente intesi come uno sguardo sulla città.... semplicemente ridicolo. Peccato.

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Sergio Pacati

Non sono un architetto, ma lavoro con architetti e ingegneri da 35 anni, mi sento di dire che l'operazione non la vedo roiuscita bene, l'antico con lampade anni settanta rivisitate e fluorescenza insopportabile all'accensione delle lampade, ma non era possibile utilizzare il classico faretto........, si nascondeva dall'ambiente storico e sopratutto non intralciava il favoloso soffitto. l'unuca cosa che mi rallegra è che prima o poi tutto questo sparirà.

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Sergio Pacati

Non sono un architetto, ma lavoro con architetti e ingegneri da 35 anni e mi sento di dire che l'operazione non la vedo roiuscita bene, l'antico con lampade anni settanta rivisitare e fluorescenza insopportabile all'accensione delle lampade, ma non era possibile utilizzare il classico faretto per farne questo utilizzo, si nascondeva dall'ambiente storico e sopratutto non intralciava il favoloso soffitto. l'unuca cosa che mi rallegra è che prima o poi tutto questo sparirà.

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G. M. Rollier

GIUSTI I PRIMI COMMENTI : PURTROPPO SI PERDE COMPLETAMENTE LA PUREZZA DELLA STRUTTURA ORIGINARIA.

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arch tullo galletti

Il tnon posso credere che sia stato scelto un sistema così intrusivo rispetto alla geometria della struttura, che a luci accese diventa illeggibile!

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arch tullo galletti

Il tnon posso credere che sia stato scelto un sistema così intrusivo rispetto alla geometria della struttura, che a luci accese diventa illeggibile!


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