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LAVORI PUBBLICI

Strade, da Anas investimenti per 29,5 miliardi di euro

di Paola Mammarella
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Nel 2016-2020 10,5 miliardi per la manutenzione straordinaria e 3,9 per nuove opere

Vedi Aggiornamento del 12/06/2018
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05/10/2017 - Lanciando l'hashtag #siamoinviaggio, il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, ha presentato il piano investimenti da 29,5 miliardi di euro alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e del direttore politiche industriali di Confindustria, Andrea Bianchi.

Il piano tiene conto del Contratto di Programma 2016-2020 approvato dal Cipe il 7 agosto scorso. “Il Contratto di Programma – ha spiegato il presidente di Armani – ci consente di rilanciare gli investimenti sulla base di elementi del tutto innovativi. Abbiamo un orizzonte temporale ampio che ci permette una programmazione più efficiente, con criteri di selezione degli interventi basati su una congrua analisi costi-benefici. In questo nuovo scenario, che comprende anche l’autonomia finanziaria, Anas assume tutti i rischi industriali in termini di qualità e di realizzazione delle opere sia nel rispetto dei tempi sia dei costi. Si tratta di un passaggio decisivo che fa di Anas un’azienda vera e propria che guarda prima di tutto alla soddisfazione dei suoi clienti”.
 

Investimenti per 29,5 miliardi di euro

Sul totale degli investimenti previsti nell’arco dei 5 anni, 23,4 miliardi di euro saranno destinati alla nuova appaltabilità e 6,1 miliardi ai lavori in fase di attivazione ed in corso di esecuzione.
 
Il piano investimenti da 23,4 miliardi è così ripartito: 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari; 10,5 miliardi per lavori di manutenzione straordinaria adeguamento e messa in sicurezza; 3,9 miliardi per nuove opere; 0,6 miliardi per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016 e altri investimenti.

La distribuzione territoriale degli investimenti
 
Il 56% degli investimenti previsti nel piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 13,0 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi. Le cifre sono allineate alla quota di rete stradale gestita da Anas, maggiore al Sud e nelle Isole. L’1% degli investimenti (oltre 330 milioni di euro) sarà destinato a tecnologie e altri interventi, come quelli per danni ed emergenze, non allocabili territorialmente a priori.
 
Prendendo in esame le singole strade, la quota maggiore di investimenti di completamento e nuove opere sarà effettuata sulla S.G.C. Grosseto – Fano (1,4 miliardi di euro). Seguono la SS. 16 Adriatica (711 milioni) e la SS 372 Telesina (651 milioni).
 
A livello di manutenzioni, sarà la E45/E55 Orte Mestre ad assorbire le risorse maggiori (1,6 miliardi). Seguono la A2 Autostrada del Mediterraneo (1,1 miliardi) e la SS 16 Adriatica (931 milioni).
 

Le priorità di intervento

Per assegnare una priorità alle nuove opere, vengono prese in considerazione la redditività trasportistica dell’infrastruttura, calcolata sul risparmio in termini di incidentalità, di tempi di percorrenza e di costi connessi alla realizzazione dell’opera, la rilevanza nell’ambito del completamento degli itinerari stradali, i benefici sul fronte del collegamento intermodale con porti, aeroporti e ferrovie.  
 
Le manutenzioni interesseranno le tratte con volumi di traffico medio giornaliero superiori di oltre il 50% rispetto alla media nazionale e dove si concentra l’80% di incidenti. L’Anas calcola che gli interventi ridurranno i tempi di percorrenza, generando un risparmio pari a 15 miliardi di euro per l’intera vita utile dell’infrastruttura.  
 
Dopo aver illustrato i risultati raggiunti dal 2015, Armani ha sottolineato che nel periodo 2015 – 2017 c’è stato un punto di svolta rispetto al passato decidendo di danre precedenza alla manutenzione e alla sorveglianza del patrimonio stradale, con l’obiettivo di recuperare il deficit manutentivo accumulato negli anni e migliorare la sicurezza.
 
Armani ha concluso affermando che le cifre sono i migliori presupposti per l’ingresso di Anas nel gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Dall’integrazione nascerà un polo di 75 mila dipendenti, con fatturato di 10 miliardi di euro, capacità di investimenti pari a 7 miliardi di euro, immobilizzazioni per circa 60 miliardi di euro e 41mila chilometri di reti gestite.
 
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