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Progettista, direttore lavori e impresa, chi è responsabile per i vizi delle opere?

Progettista, direttore lavori e impresa, chi è responsabile per i vizi delle opere?

Dall’Ance una rassegna della giurisprudenza relativa alle liti sorte dopo la fine dei lavori

Vedi Aggiornamento del 29/01/2020
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 29/01/2020
05/10/2017 - Alla realizzazione di un’opera partecipano, secondo modalità diverse, progettista, imprese e direttore lavori. Tutti hanno delle responsabilità specifiche nel caso in cui il prodotto finale presenti dei vizi. Non è però sempre facile determinare di chi sia la colpa.
 
Lo spiega l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) partendo da una rassegna sulle pronunce che negli anni hanno risolto controversie nate dopo la fine dei lavori.
 

Lavori e responsabilità per i vizi delle opere

Il punto di partenza è l’articolo 1669 del Codice Civile, in base al quale la responsabilità per rovina, vizi e gravi difetti che possono manifestarsi nei dieci anni successivi all’esecuzione dell’intervento edilizio sull’immobile o su alcune sue parti può riguardare l’impresa che realizza i lavori e coloro che abbiano collaborato nella costruzione, sia nella fase di progettazione o dei calcoli relativi alla statica dell’edificio che in quella di direzione dell’esecuzione dell’opera. In alcuni casi, la responsabilità può ricadere anche sul committente, ad esempio quando gestisce direttamente la costruzione dell’opera o sorveglia in prima persona l’esecuzione dei lavori.
 

Quando l’impresa non è responsabile

Ci sono pochi casi in cui l’impresa non può essere ritenuta responsabile dei vizi delle opere: quando il vizio non è rilevabile secondo l’ordinaria diligenza, ad esempio perché non si hanno le sufficienti conoscenze a disposizione, quando l’errore sia stato segnalato al committente ma quest’ultimo abbia egualmente richiesto di eseguire l’opera, quando i danni sono dovuti al caso fortuito e, infine, quando l’impresa non dispone di nessuna autonomia nella realizzazione dell’opera perché è un mero esecutore.
 

Chi ha potere di controllo è responsabile

In generale, le pronunce della giurisprudenza sono unanimi nell'affermare che, per capire a chi imputare le maggiori responsabilità, bisogna individuare il soggetto con potere di direttiva o di controllo sull’altrui operato.
 
Solitamente l'impresa, anche in presenza di un progetto fornito dal committente e di un direttore lavori, mantiene una certa autonomia e può valutare in modo critico sia il progetto che le istruzioni del committente.
 

Responsabilità duplice per le imprese

Se il progettista risponde per l'errata progettazione, l'impresa va incontro ad una duplice responsabilità: risponde sia nell'ipotesi in cui si sia accorta degli errori e non li abbia tempestivamente denunciati sia nell'ipotesi in cui avrebbe dovuto accorgersene, ma non lo ha fatto.
 
L'impresa ha sempre un margine di autonomia che le impone di attenersi alle regole dell’arte e di assicurare alla controparte un risultato tecnico conforme alle esigenze, eliminando le cause oche possono inficiare la riuscita della realizzazione dell’opera.
 
Tra gli obblighi di diligenza dell’impresa rientra il controllo della validità tecnica del progetto fornito dal committente. Bisogna considerare che dalla corretta progettazione, oltre che dall’esecuzione dell’opera, dipende il risultato promesso e l’impresa ha un obbligo di risultato.
 
L’Ance consiglia quindi di inserire nei contratti specifiche previsioni sulla responsabilità dell’impresa in relazione a vizi e difetti derivanti dall’attuazione del progetto fornito dal
committente.
 
Situazione analoga per il direttore dei lavori che deve vigilare e garantire il risultato di una regolare realizzazione dell’opera. Non è richiesta la sua presenza continua e giornaliera sul cantiere, ma la verifica delle varie fasi lavorative attraverso visite e contatti diretti con gli organi tecnici dell’impresa e con le ditte esecutrici. Nel caso in cui non vengano rispettate le regole dell’arte e la corrispondenza tra il progettato e il realizzato, il direttore dei lavori ha l’obbligo di informare il committente. Anche in questo caso, suggerisce l’Ance, si dovrebbero inserire nel contratto clausole in grado di circoscrivere la sua responsabilità.
 
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