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PROFESSIONE

Bando Catanzaro, Architetti: ‘sconcerta che al Mit ignorino il Codice Appalti’

di Paola Mammarella

Cnappc e Inarsind: ‘la gara non rispetta l’obbligo di utilizzo del Decreto Parametri. Se fosse bandita oggi sarebbe nulla’

Vedi Aggiornamento del 01/12/2017
24/10/2017 – “Sconcerta che al MIT ignorino il Codice dei Contratti”. È il commento del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) dopo che il Governo ha chiuso il “caso Catanzaro” sostenendo la legittimità degli incarichi di progettazione a titolo gratuito.
 

Architetti: ‘continueremo a denunciare’

“Sottolineando che ‘la garanzia di serietà e affidabilità non necessariamente trova fondamento in un corrispettivo finanziario della prestazione contrattuale ma può avere analoga ragione anche in un altro genere di utilità, pur sempre economicamente apprezzabile, generata dal contratto stesso’ il sottosegretario dimostra di ignorare che se la procedura di gara esaminata dal Consiglio di Stato fosse bandita oggi, sarebbe nulla ai sensi dell'art. 24 comma 8 del D.Lgs 50/2016. Articolo che prevede l'utilizzo obbligatorio del Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016) per calcolare l’importo a base di gara per i servizi di architettura e ingegneria”.
 
“Quelle storture e quelle contraddizioni che il sottosegretario avalla – ha concluso il Cnappc -  verranno invece contestate e impugnate, nelle sedi competenti, dal Consiglio Nazionale Architetti e da tutti gli altri Consigli Nazionali che vorranno aderire alle nostre iniziative. Come professionisti continueremo a vigilare sul territorio e a denunciare tutte quelle Amministrazioni che non applicano il Codice dei Contratti pubblici che impedisce nella metodologia di scelta delle offerte, prestazioni a titolo gratuito”.
 

Inarsind: ‘inequovocabile e inquietante replica’ 

“Giova ricordare – ha commentato il sindacato di ingegneri e architetti liberi professionisti -  che il Codice Appalti, nella versione attualmente vigente, sancisce l’obbligo di porre a base di gara un importo determinato secondo il D.M. 17 giugno 2016 che quindi non può essere pari a zero, seppur con rimborso spese, ma deve corrispondere alle caratteristiche della prestazione richiesta”.

“Secondo la logica - conclude la nota - sarebbe lecito pensare che un nuovo caso Catanzaro non possa quindi verificarsi alla luce del Codice degli Appalti attualmente vigente, le parole del sottosegretario sembrano però lasciare aperte altre strade che non si conciliano con tale assunto. Nel merito ci si chiede nuovamente inoltre quale concorrenzialità sia garantita da un affidamento gratuito che, chi ha necessità di guadagnarsi da vivere col proprio lavoro, non può certo permettersi, restando così escluso dalla competizione”!
 

Progettazione gratis: ‘querelle infinita’

Ricordiamo che all’inizio del 2016 il Comune di Catanzaro ha bandito una gara per la redazione del Piano strutturale comunale, prevedendo un compenso simbolico di 1 euro.
 
Dopo una prima ondata di indignazione da parte dei professionisti, il Tar ha bocciato il bando, fino a che il Consiglio di Stato non ha ribaltato la situazione affermando la legittimità delle richieste del Comune.
 
Di qui la querelle infinita tra professionisti, indignati perché ritengono che lavorare gratis, oltre che ledere la dignità professionale, vada contro la legge, e Comune di Catanzaro, che invece negli incarichi gratis vede risparmi e vantaggi per tutta la comunità.
 
La questione è stata chiusa dal Governo, che si è schierato al fianco del Comune di Catanzaro. Rispondendo ad un’interrogazione della deputata Serena Pellegrino (SI- SEL – POS), il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, ha concluso che “anche un affidamento concernente servizi a titolo gratuito configura un contratto a titolo oneroso”.
 
Ma i professionisti non si arrendono e promettono di ricorrere alla Giustizia.
 
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