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AMBIENTE

Sostenibilità urbana, Legambiente: sul podio Mantova, Trento e Bolzano

di Alessandra Marra
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Presentato il Rapporto Ecosistema Urbano 2017: puntare su mobilità dolce, rigenerazione urbana, rinnovabili e riciclo

Vedi Aggiornamento del 16/07/2019
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02/11/2017 – Come se la cavano le città capoluogo italiane sul fronte della mobilità sostenibile, contenimento dei consumi idrici contenuti, investimenti in rinnovabili e rigenerazione e rifunzionalizzazione degli spazi pubblici?
 
La risposta è contenuta nel Rapporto Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, presentato lo scorso 30 ottobre a Milano. 
 

Performance ambientali: la classifica

Il Rapporto Ecosistema Urbano assegna il punteggio sulla base dei risultati qualitativi nei 16 indicatori considerati dal rapporto che coprono sei principali tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. 
 
Quest’anno la classifica di Ecosistema Urbano 2017 è guidata da Mantova (1°)Trento (2°)Bolzano (3°)Parma (4°)Pordenone (5°) e Belluno (6°), che hanno raggiunto ottimi obiettivi sotto il profilo della riqualificazione urbana, della mobilità sostenibile, della qualità dell’aria e della raccolta differenziata.  
 
Oltre alle medie e piccole città del Nord ai primi posti in classifica, buoni risultati si sono raggiunti anche a Milano (31esima posizione) grazie a scelte coraggiose e innovative come il car sharing e potenziando il trasporto pubblico, Bologna con una potenza di fotovoltaico sui tetti di scuole e uffici pubblici che in numeri assoluti non ha pari in Italia - e il Sud Italia. 
 
Ad esempio Oristano (10°), in Sardegna, che figura nella top ten dei capoluoghi, ricicla più spazzatura (oltre il 70%) di tanti Comuni settentrionali ed è protagonista di un buon incremento del fotovoltaico pubblico. Tra gli altri centri urbani virtuosi c’è Cosenza (13°) tra 2011 e 2016 è balzata dal 21% al 53% di raccolta differenziata. E Pesaro (24°), centro Italia, non è tra le primissime, ma è tra quelle dove si notano più passi avanti, in modo particolare nel campo della mobilità nuova con il progetto della Bicipolitana.  
 
La coda della graduatoria ambientale urbana – che quest’anno vede Enna (104°)Brindisi (103°)Viterbo (102°) - è il luogo dove si concentrano risultati mediocri nei vari indicatori considerati e anche tante lacune nella disponibilità di informazioni sullo stato di salute ambientale della città. Nelle ultime venti posizioni, si trovano anche Napoli (86°) e Roma (88°) ciclicamente vittime dell’emergenza smog e rifiuti.
 
Sul fronte del verde urbano, a quattro anni di distanza dall’approvazione della Legge 10/2013 sulla norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, soltanto il 62% dei capoluoghi è stato in grado di fornire un bilancio del numero di alberi esistenti in aree di proprietà pubblica (strade e parchi). Nonostante il basso tasso di risposta, Legambiente segnala che sono 21 le città che presentano una dotazione superiore a 20 alberi/100 abitanti e le 6 migliori superano i 30 alberi/100 abitanti (Bologna, Mantova, Rimini, Arezzo, Modena, Brescia).
 
Sul fronte aria, per il Pm10 - tra 2016 e 2015 - scendono da 49 a 36 i capoluoghi che superano per più dei 35 giorni consentiti dalla normativa nell’arco dell’anno il tetto massimo delle polveri sottili.
 
Per il rumore, Legambiente nel 2017 ha riscontrato eccessivi livelli di rumorosità nell’80% dei rilevamenti effettuati in 11 città campione.
 
Nel 2016 si è registrato un incremento del +2,27% della raccolta differenziata passata dal 45,15% del 2015 al 47,42% del 2016. A Pordenone (86,6%), Treviso (85,3%), Trento (81,6%) la migliore gestione dei rifiuti. Per il sud la migliore è Benevento. Male invece Palermo, Enna, Caltanissetta, Agrigento e Siracusa che sono sotto il 10%.
 
Le città dove si usa di più il trasporto pubblico sono Venezia e Milano; ci sono poi diversi centri urbani che cominciano a praticare forme di mobilità nuova: a Bolzano, Firenze, Pisa, Torino, Milano, Bologna, Venezia, Ferrara più del 50% degli abitanti cammina, pedala, usa i mezzi pubblici. 
 
La sharing mobility è una realtà per un milione di italiani. Firenze, Milano e Torino sono le città con la maggiore offerta di mobilità condivisa. Quelle invece più bike friendly, dove più di un cittadino su cinque utilizza preferibilmente la bici per i propri spostamenti, sono Bolzano, Pesaro, Ferrara, Treviso, Reggio Emilia. Quest’ultima nel 2016 si conferma la città con più infrastrutture per la ciclomobilità, insieme a Cremona e Mantova. Le città che hanno un valore almeno doppio rispetto alla media sono 12: le più camminabili, oltre al caso particolare di Venezia, sono Verbania, Terni, Lucca, Cremona, Firenze e Pescara.
 
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