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LAVORI PUBBLICI

Sisma Centro Italia, l’Ance chiede la sospensione del Codice Appalti

di Paola Mammarella

Ma il Commissario De Micheli: ‘garanzia della qualità della ricostruzione in assoluta sicurezza. Lentezze? Pensiamo bene prima di decidere’

Vedi Aggiornamento del 23/05/2018
09/11/2017 – Il Codice Appalti rallenta la ricostruzione o rappresenta una garanzia per la qualità e le imprese virtuose? Ne hanno discusso il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), Giuliano Campana, e il Commissario straordinario per la ricostruzione, Paola De Micheli, durante la presentazione del libro “De Terraemotu” del professor Remo Calzona.
 

Campana (Ance): ‘il Codice Appalti non va’

Secondo il presidente dell’Ance, “il Centro Italia post terremoto può diventare il cantiere più grande d'Italia, dove le nostre imprese possono dimostrare cosa possono fare, come è stato fatto per l'Expo. Ma c'è un fatto: per l'Expo non c'era il Codice degli appalti (D.lgs. 50/2016), che oggi crea enorme difficoltà. È un codice infausto, così siamo bloccati, non si può procedere”.
 
“Non si tratta – ha aggiunto Campana - di corruzione, siamo i primi a non volere infiltrazioni delittuose. Vogliamo ricostruire il Paese come hanno fatto i nostri padri nel dopoguerra”. Ma lamenta “un quadro normativo molto articolato e complesso che stenta produrre risultati concreti in termini di ricostruzione”.
 

Campana: ‘ricostruzione lenta’

Il presidente degli edili ha ad esempio segnalato che “nella ricostruzione privata nelle Marche sono state presentate 1.024 pratiche tra danni lievi, ricostruzioni degli immobili produttivi e danni pesanti, ma solo per 101 sono stati avviati”.
 
“Il programma straordinario scuole – ha aggiunto - dopo quasi un anno ha visto l'aggiudicazione di soli due interventi dei 21 previsti, 13 procedure negoziate sono andate deserte”.
 

De Micheli: ‘in arrivo un vademecum’

Secondo il Commissario straordinario per la ricostruzione non si tratta di lentezza perché, ha spiegato “pensiamo bene prima di decidere”.
 
Il problema, ha segnalato, è “l'informazione e la conoscenza su tutta la filiera, a cominciare dal fatto che i cittadini non conoscono i loro diritti e i Comuni non sono consapevoli dei propri poteri”. Per questo, ha annunciato, “stiamo predisponendo dei vademecum”. 
 
"Per le aziende come le vostre, quelle per bene, avere una soglia alta di accesso è una garanzia - ha detto - ho visto in altri terremoti, quando sono venute meno alcune barriere di ingresso i vostri colleghi dei territori hanno visto arrivare ditte venute da altri territori che le hanno soppiantate. È anche a garanzia della qualità della ricostruzione, in assoluta sicurezza".
 

De Micheli: ‘più procedura negoziata e Durc di congruità’

Per quanto riguarda la velocizzazione delle procedure, il Commissario straordinario ha ribadito l’arrivo di strumenti per poter bandire le gare con procedura negoziata e l’accelerazione nella ricostruzione delle scuole.
 
Sul fronte della qualità, ha ricordato l’ordinanza 41/2017 sul Durc di congruità appena approvata. Col Durc di congruità si attesterà che i lavoratori nei cantieri della ricostruzione sono regolarmente retribuiti. Le verifiche sulla congruità dell'incidenza della manodopera impiegata dall'impresa nel cantiere saranno eseguite ad ogni Sal (stato di avanzamento lavori). L’ordinanza non è subito operativa, ma prevede che entro 60 giorni le parti (cioè Commissario per la ricostruzione, Presidenti delle Regioni interessate, Ministero del Lavoro, struttura di missione anticorruzione, Inail, sindacati e associazioni datoriali) si accordino su modalità di calcolo dell'incidenza della manodopera, adempimenti a carico dei beneficiari dei contributi per la ricostruzione e verifiche. Il Commissario De Micheli ha annunciato che il confronto sta per partire.
 
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