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AZIENDE

Ponti termici, Poroton spiega il nodo parete-solaio

di POROTON

07/12/2017 - Prosegue l’analisi dei ponti termici riferita alle più diffuse casistiche che si riscontrano usualmente nelle costruzioni. In questo articolo si presentano alcuni esempi inerenti la connessione tra parete in muratura e solaio, tratti dai risultati ottenuti dalle numerose analisi numeriche svolte dal Consorzio POROTON® Italia in conformità alle norme in materia.
 

Ponte termico del nodo “Parete-Solaio”

Le analisi qui presentate si riferiscono al dettaglio costruttivo di connessione tra parete in muratura POROTON® e solaio interpiano, considerando, in particolare:

  • attacco parete di tamponatura-solaio (PT4);
  • attacco parete in muratura portante-solaio (PT5).


I calcoli numerici sono stati eseguiti con metodi agli elementi finiti, utilizzando un software dedicato, “Mold Simulator Pro Ver. 2” che consente di svolgere le analisi di qualsiasi tipologia di ponte termicoin conformità alla UNI EN ISO 10211 e di eseguire verifiche inerenti il rischio di muffa e condensasecondo la UNI EN ISO 13788.


Le analisi hanno consentito, inoltre, di calcolare la temperatura superficiale interna in corrispondenza del ponte termico, dato necessario alla determinazione del parametro fRsifattore di temperatura in corrispondenza della superficie interna, che fornisce un indice di riferimento importante nella valutazione del rischio di formazione di muffa e condensa superficiale in corrispondenza dei ponti termici.
Questa valutazione, essendo influenzata dalle condizioni climatiche del luogo, è stata svolta ipotizzando, per ciascuna soluzione analizzata, il suo impiego nella pertinente zona climatica (zona B, C, D, E) in funzione della trasmittanza termica U prevista per la suddetta zona dal D.Lgs. 192 e s.m. ed integrazioni.
 

Dettaglio costruttivo del nodo “Parete-Solaio”

Quando ci si riferisce alla connessione tra parete verticale e solaio le condizioni sono in generale diverse se si tratta di una muratura di tamponatura (PT4) piuttosto che di una muratura portante(PT5).

L’incidenza dell’elemento in c.a. cambia in quanto nel caso di strutture a travi e pilastri in c.a. la dimensione delle travi è in generale maggiore rispetto a quella dei cordoli presenti nel caso di strutture in muratura portante. Si tratta in ogni caso di ponti termici sia “geometrici” che “di materiale”, dovuti alla presenza dell’elemento in c.a. ed alla variazione di geometria indotta dall’innesto del solaio.

Per il solaio, esso è stato considerato in laterocemento di spessore 20+4 cm. Per il sottofondo in cls alleggerito per il passaggio degli impianti e per la guaina anticalpestio si è fatto riferimento a schede tecniche di specifici materiali in commercio di corrente impiego, così come per il pacchetto dell’impianto radiante e per il pavimento.
 

I ponti termici allo studio sono stati analizzati e confrontati applicando diverse soluzioni realizzabili con muratura POROTON® monostrato, di tamponatura e portante, avente spessori variabili da 30 a 42 cm. Per le soluzioni con telaio in c.a. e muratura di tamponatura si è mantenuta invariata la dimensione della trave, assunta di larghezza pari a 30 cm ed altezza di 40 cm; nel caso di struttura in muratura portante si è considerata invece la presenza di un cordolo in c.a. conforme ai requisiti geometrici stabiliti dal D.M. 14/01/2008 (NTC 2008), quindi di altezza pari all’altezza del solaio (24 cm) e larghezza pari a quella della muratura portante considerata con un arretramento di 6 cm dal filo esterno.

Si è ipotizzata la finitura interna della parete con intonaco interno di spessore 1,5 cm, mentre esternamente si sono considerate diverse soluzioni, mantenendo in ogni caso la stessa finitura esterna costituita da intonaco esterno di spessore 1 cm, variando il rivestimento a cappotto in EPS tra 0 ed 8 cm di spessore, considerando dunque anche il caso di assenza di cappotto.

Per spessori della muratura di tamponatura maggiori di quello della trave si è prevista l’applicazione su di essa di un materiale isolante (pannello in legno mineralizzato) per livellare lo spessore [fig. 1], materiale che si è assunto essere EPS nel caso di assenza di cappotto. In modo analogo si è operato per l’arretramento di 6 cm del cordolo rispetto al filo esterno della muratura nel caso di struttura in muratura portante.


Risultati e considerazioni

Si espongono di seguito, per i ponti termici in esame, alcuni risultati significativi delle analisi svolte, sia con riferimento alla correzione dei ponti termici in termini di flusso termico, sia con riferimento alle verifiche di muffa e condensa, con le opportune considerazioni.
Si precisa che per tutte le stratigrafie considerate non sussiste mai, in alcuna zona climatica, il problema di formazione di condensa interstiziale.

Riguardo la verifica del rischio muffa e condensa, in relazione alla trasmittanza termica delle soluzioni qui presentate (tutte caratterizzate da U < 0,34 W/m2K), essa è stata sempre svolta con riferimento ai dati climatici di Milano (zona climatica E). Le condizioni di umidità interne per la verifica del rischio muffa sono riferite ad edifici ad uso abitativo senza ventilazione meccanica controllata. I valori minimi del fattore fRsi da soddisfare in queste condizioni, calcolati secondo la UNI EN ISO 13788 con riferimento ai nuovi dati climatici della UNI 10349-1:2016, sono i seguenti:

  • rischio condensa superficiale: fRsi,min = 0,630
  • rischio muffa: fRsi,min = 0,678
Per approfondire clicca qui

Consorzio Poroton Italia su Edilportale.com
 
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