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MAXXI. Tra recupero e architettura contemporanea

I profili Secco Sistemi per la celebre opera firmata Zaha Hadid

Vedi Aggiornamento del 09/10/2018
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05/12/2017 - Non ha bisogno di presentazioni perché la sua immagine iconica è conosciuta in tutto il mondo, la sua storia e le sue vicende sono state scritte e commentate da riviste, critici d’architettura ma anche da non addetti ai lavori, le sue contraddizioni sono state messe in evidenza dai detrattori della sua ideatrice mentre l’indiscutibile fascino è stato esaltato dai seguaci della progettista anglo-irachena.
 
La prematura scomparsa di Zaha Hadid, avvenuta lo scorso anno, ha fatto il resto alimentando il mito e mantenendo accesi i riflettori sulle sue opere italiane che nel frattempo si sono arricchite di altri straordinari esempi. Anche per queste ragioni il MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI Secolo di Roma è senza dubbio uno dei luoghi espositivi più noti del panorama internazionale. In Italia rappresenta l’apice, tra i pochi purtroppo, musei e spazi della cultura completati negli ultimi anni.
 
Sorto sugli spazi dell’ex Caserma Montello, in parte recuperati per ospitare oggi la Fondazione, il MAXXI è frutto di un progetto complesso e di un iter ancora più complicato, conclusosi nel 2010 dopo oltre dieci anni dall’avvio del Concorso Internazionale, che hanno comunque portato alla realizzazione di un progetto che dialoga con le stratificazioni del quartiere Flaminio che lo ospita. L’edificio principale si presenta come una sovrapposizione e integrazione di volumi fluidi, di flussi direzionali e distributivi di densità, com’è nella cifra stilistica dell’Hadid.

Spazi che si compenetrano e si sviluppano nello spazio seguendo linee oblique, tagli diagonali e spigoli vivi che conferiscono dinamicità all’insieme generando volumi a sbalzo, aggetti arditi, improvvisi salti di quota. Anche l’interno mantiene il carattere fluido che è nell’identità del progetto con una grande scala  nera dall’andamento sinuoso e dall’aspetto plastico che collega i diversi livelli e le aree espositive. Un approccio che coinvolge il visitatore che si sente immerso nello spazio e si muove al suo interni seguendo percorsi sempre diversi per incontrare prospettive inaspettate.

Dal punto vista estetico, l’impiego del cemento a vista perfettamente levigato accentua l’immagine fluida dell’insieme e permette alle superfici curvilinee di svilupparsi senza soluzione di continuità sia all’interno che all’esterno.
Come sempre accade nel progetto di spazi espositivi massima attenzione è stata dedicata alla luce, o meglio al raggiungimento dell’equilibrio ottimale tra l’apporto di luce naturale e il contributo necessario di quella artificiale, grazie alla quale esaltare i volumi ma allo stesso tempo illuminare correttamente le opere esposte. 
 
In questo contesto di altissimo livello, i serramenti di Secco Sistemi in acciaio zincato verniciato sono stati scelti per le grandi porte d’accesso che immettono nella hall e per il recupero delle aperture del blocco lineare dell’Ex Caserma, ora sede della Fondazione MAXXI.

All’interno di un progetto di rilevanza internazionale per la tipologia dell’opera e per il carisma della sua ideatrice, i serramenti di Secco Sistemi sono stati scelti in due parti distinte dell’intervento. I profili EBE85 e EBE65 in acciaio zincato verniciato hanno infatti rappresentato il giusto compromesso tra tecnologia, prestazioni e capacità di inserirsi in un contesto contemporaneo ma anche di soddisfare richieste più comuni. 

In particolare, il ridotto spessore dei profili e le loro notevoli dimensioni, soprattutto per lo sviluppo in altezza, hanno permesso di dare vita alle porte di ingresso al museo realizzate nei pressi delle esili colonne in acciaio che “sorreggono” il corpo principale. Una sequenza di porte vetrate che assicurano massima sicurezza e funzionalità per l’accesso dei visitatori alla struttura ma allo stesso tempo garantiscono un notevole apporto di luce naturale all’atrio.

I serramenti EBE sono poi stati impiegati per sostituire gli infissi esistenti dell’area dell’EX Caserma Montello, un intervento più tradizionale nel quale il volume che si sviluppa in senso longitudinale trova proprio nella sequenza di aperture regolari la misura della propria presenza nel cortile del museo. Taglio termico, profondità dei profili di 65 o 85mm nei quali alloggiare vetri isolanti, sormonto interno e complanarità esterna tra anta e telaio sono le caratteristiche principali di EBE il sistema di serramenti flessibile, completo, con elevate prestazioni di isolamento e tenuta. 

Performance garantite dalla tecnologia della giunzione a taglio termico, in poliammide e poliuretano che permette a Secco sistemi di sviluppare profili strutturali forti con sezioni contenute. La tenuta dei serramenti è garantita da un sistema a doppia guarnizione per le porte e da un sistema a giunto aperto con tre livelli di tenuta per le finestre. Combinando l’ampia scelta delle tipologie di apertura alla completa gamma di accessori, i profili EBE propongono numerose possibili varianti al design del serramento, impreziosite dalla qualità assoluta dei materiali disponibili: acciaio inox, acciaio zincato, acciaio corten e ottone brunito.

SECCO SISTEMI su ARCHIPRODUCTS

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