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LAVORI PUBBLICI

Débat public: oleodotti, gasdotti e centrali non saranno soggetti al confronto

di Paola Mammarella

Via libera delle Regioni a condizione che i tempi per la realizzazione delle opere siano contenuti

Vedi Aggiornamento del 27/06/2018
15/12/2017 – Il dibattito pubblico non si applicherà ad impianti nucleari, oleodotti e alle opere connesse all’energia. I tempi per la realizzazione delle opere dovranno inoltre essere contenuti. È il parere espresso dalle Regioni che, in Conferenza Unificata, hanno dato il via libera alla bozza di dpcm attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 

Le opere sottoposte a débat public

Dall’allegato 1 alla bozza di decreto, che indica per quali opere è richiesto il débat public, sono stati eliminati gli impianti nucleari e quelli per il trattamento dei combustibili nucleari e gli impianti affini. Dalla tabella sono scomparsi anche gli interventi per la difesa del mare, quelli per lo sfruttamento degli idrocarburi, oleodotti, gasdotti e condutture per gli impianti chimici. La cancellazione risponde alla richiesta delle Regioni di escludere dal dibattito pubblico le opere già sottoposte a procedure preliminari di consultazioni ai sensi del regolamento europeo 347/2013 sulle infrastrutture energetiche transeuropee.

Il débat public non si applicherà inoltre alle opere connesse alla difesa e alla sicurezza, alle esigenze di protezione Civile in caso di urgenza e agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauri, adeguamenti tecnologici e completamenti.

Restano quindi autostrade e strade extraurbane, tronchi ferroviari, aeroporti, porti, interporti, elettrodotti aerei, impianti per trattenere e regolare le acque in modo durevole, opere per il trasferimento d’acqua tra regioni diverse, infrastrutture ad uso sociale, culturale, sportivo, scientifico o turistico, impianti e insediamenti industriali che richiedono un investimento superiore a 300 milioni di euro.
 

Dibattito pubblico e tempi per la realizzazione delle opere

Come sollecitato dalle Regioni, la Commissione nazionale per il dibattito pubblico dovrà essere istituita con decreto del Mit entro 15 giorni dall’entrata in vigore del dpcm sul débat public. Nella bozza circolata precedentemente era invece previsto un termine di 60 giorni, considerato troppo lungo.
 
L’obiettivo delle Regioni è definire subito il meccanismo del dibattito pubblico in modo da realizzare senza intoppi le infrastrutture. Per questo hanno anche proposto di inserire una disposizione che tagli i tempi dei procedimenti per le opere sottoposte a dibattito pubblico.

Dalla bozza scompare anche il comitato di monitoraggio, che avrebbe dovuto coordinare la sua attività con la Commissione nazionale del dibattito pubblico. Sarà quest’ultima a svolgere anche le funzioni di controllo.
 

Cosa è e come funzione il débat public

Il dibattito pubblico, pensato per le grandi opere infrastrutturali e architetture di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio, servirà a migliorare la qualità della progettazione e l’efficacia delle decisioni pubbliche mediante la più ampia partecipazione dei cittadini.
 
Il processo di informazione si svolgerà nel momento della presentazione del progetto di fattibilità, quando è ancora possibile apportare delle modifiche senza oneri eccessivi oppure decidere di non realizzare l’opera.
 
Il procedimento potrà avere una durata massima di quattro mesi, a decorrere dalla pubblicazione del dossier di progetto, prorogabile di ulteriori due mesi in caso di comprovata necessità.
 
L’avvio verrà richiesto dal proponente dell’opera, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri o dai Ministeri direttamente interessati, dagli Enti locali coinvolti o da 50mila elettori.
 
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