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Nalles: la nuova palestra per la scuola elementare
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Nalles: la nuova palestra per la scuola elementare

di Cecilia Di Marzo

L'edificio è un blocco di porfido 'generato da un movimento tettonico'

16/01/2018 - La realizzazione della nuova palestra per la scuola elementare di Nalles (BZ) è il risultato di un concorso di progettazione europeo in due fasi bandito dall’amministrazione Comunale nel 2011. Il programma concorsuale chiedeva l’ideazione di un progetto unitario che garantisse la realizzazione di quattro nuovi elementi funzionali:
- una palestra ad uso scolastico e cittadino per le associazioni sportive;
- un nuovo corpo scolastico da 5 sezioni, come l’ampliamento della scuola elementare esistente
- un'autorimessa interrata con 27 posti auto
- l'individuazione di un'area funzionale all'ampliamento del cimitero storico esistente.

La proposta progettuale vincente, firmata da Andrea D’Affronto e Carlos Latorre, organizza queste quattro richieste, completando e rafforzando il carattere pubblico dell'ensemble esistente, costituito dalla prominente chiesa di St. Ulrich con cimitero, dall'edificio della scuola elementare e dalla vicina nuova cantina di Nalles-Margreid.

Nel Novembre del 2016 l'amministrazione comunale ha aperto le porte della palestra alla propria comunità, rimandando in un secondo momento la costruzione dell'ampliamento scolastico e dell'autorimessa interrata.

Il progetto si inserisce nel contesto generando un nuovo insieme che ha il suo perno in uno spazio aperto centrale. Dal punto di vista urbanistico è stata prolungata la rete dei camminamenti che collegano il paese alla scuola e ridotto al minimo l’impatto volumetrico delle  nuove emergenze, rendendo comunque percepibili sia gli edifici che la loro funzione pubblica.
È soprattutto la conformazione degli spazi aperti, attraverso pochi e decisivi elementi (i camminamenti, la disposizione delle panche, l’illuminazione discreta, la rampa verde) a comunicare la percezione di completezza dell’insieme offrendo ambienti di valenza quasi urbana e spazi più intimi consoni alla tradizione del “Dorf” (villaggio) alto-atesino.

Collocato sul declivio erboso adiacente al cimitero, l’edificio emerge come un blocco di porfido generato da un movimento tettonico. La zolla sfaccettata avvolge i volumi trasparenti dello spazio ginnico e del corpo scala aggettante che individua l’ingresso; in un gioco sapiente in cui si alternano pieni e vuoti, leggerezza data dalle grandi vetrate e materialità della pietra.
La copertura avvolgente richiama la forma di quella della vicina cantina e, al livello del piano del cimitero, funge idealmente da piazza che prolunga lo spazio sacro verso il fiume Adige e la valle circostante.

A fianco alla palestra, un percorso pedonale penetra all’interno del lotto collegando il centro del paese con la parte Nord dell’ensemble e con la nuova scuola. Osservando l’edificio da Sud, ossia dal lato adiacente al paese, il monolite fuoriesce di poco dal terreno e la chiesa domina il panorama. Invece guardando l’edificio dalla scuola elementare, la grande facciata vetrata, che si apre sulla rampa verde, attira lo sguardo verso lo spazio interno permettendo l’illuminazione naturale della palestra.
La rampa gradonata, oltre che un’amplificazione dello spazio interno della palestra, è un luogo versatile in grado di accogliere sia i bambini nelle ore di attività didattiche che altri tipi di fruitori nelle ore pomeridiane o serali.
Se l’involucro si caratterizza soprattutto per la materialità delle lastre in porfido, negli interni prevalgono luce e trasparenza. La palestra è illuminata dalla grande vetrata e dal taglio longitudinale lungo il muro del cimitero che evidenzia il distacco tra le due costruzioni.
Sulla sommità della copertura costituita da falde in pietra irregolari, le cui inclinazioni richiamano i tetti degli edifici esistenti, fuoriesce un lucernario che cattura la luce portandola verso la hall d’ingresso e facendola penetrare fino al livello inferiore attraverso il vano scala in calcestruzzo.
Così, se l’interno si dilata per effetto di intonaci chiari, pavimentazioni e pareti colorate, tagli che fanno penetrare la luce, il guscio esterno in porfido diventa un caleidoscopio che assorbe e rifrange la luce a seconda della stagione e dell’ora del giorno rendendo vibrante l’elemento monolitico.

© Riproduzione riservata

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