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FOCUS

Adeguamento sismico, come accedere al sismabonus

di Alessandra Marra

Interventi agevolabili dal 50% all’85%, anche in abbinamento a lavori di efficientamento energetico

Vedi Aggiornamento del 27/09/2018
25/01/2018 – Chi intende intraprendere lavori di adeguamento antisismico sugli edifici (anche istituti di edilizia popolare) può usufruire del Sismabonus che, da quest’anno, potrà essere agganciato anche ai lavori di efficientamento energetico, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018.
 

Adeguamento antisismico: cosa prevede il Sismabonus

Il Sismabonus prevede una detrazione delle spese sostenute per l'adozione di misure antisismiche che migliorino la classe di rischio degli immobili che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3).
 
Tale agevolazione, valida fino al 31 dicembre 2021, può essere fruita sia dai soggetti passivi Irpef sia dai soggetti passivi Ires e per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive.
 
La detrazione va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi.
 
La detrazione parte dal 50% delle spese (nel caso in cui l’intervento non migliori la classe sismica) e sale quando la realizzazione degli interventi produce una riduzione del rischio sismico: gli interventi che determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore usufruiscono della detrazione del 70%, mentre gli interventi che permettono il passaggio a due classi di rischio inferiori godono della detrazione dell’80%.
 
Il miglioramento antisismico va calcolato sulla base delle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici (DM 28 febbraio 2017) che spiegano come attribuire ad un edificio una delle 8 Classe di Rischio Sismico (da A+, la meno rischiosa, ad A, B, C, D, E, F e G, la più rischiosa), mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.
 
Le linee guida forniscono due metodologie per la valutazione, di cui una semplificata per lavori minori e il miglioramento di una sola classe di rischio, l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione ad una o più classi superiori.
 

Sismabonus per gli interventi condominiali

Quando gli interventi sono realizzati in edifici condominiali, le detrazioni sono:
- 75%, nel caso di passaggio a una classe di rischio inferiore;
- 85%, quando si passa a due classi di rischio inferiori.
 
In questo caso le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e vanno ripartite in 5 quote annuali di pari importo.
 
Gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica, potranno detrarre fino all’85% delle spese sostenute in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.
 
La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo e verrà calcolata su una spesa massima di 136mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio (si tratta della somma del tetto di 96mila euro per unità immobiliare previsto dal sismabonus “tradizionale” e di quello di 40mila euro per unità immobiliare fissato per l'ecobonus).
 
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Sismabonus: gli interventi di adeguamento

Per il miglioramento sismico dell’edificio è necessario rivolgersi ad un tecnico qualificato che possa valutare la situazione di partenza e scegliere l’intervento migliore. Ecco una panoramica degli interventi e dei sistemi per l'adeguamento sismico.
 

Dispositivi antisismici, isolatori e dissipatori

Per rendere la struttura più rigida e meno vulnerabile all’azione sismica, spesso si punta alla creazione di vincoli efficaci tra i diversi componenti che possano anche contrastare la rotazione torsionale delle travi alte e delle capriate (attraverso un blocco alla trave che potrebbe ribaltare). I dissipatori di energia, ad esempio, dissipano gran parte dell’energia trasmessa alla struttura durante il sisma, riducendo così le sollecitazioni negli elementi strutturali; generalmente si impiegano nei punti in cui il sisma causa spostamenti relativi tra due elementi strutturali, come tra i piani in un edificio.
 
Un esempio è SISMOCELL BOX di Reglass H.T. un dispositivo antisismico di vincolo a fusibile per la realizzazione di collegamenti dissipativi tra elementi strutturali.


L’isolamento alla base mediante “isolatori a pendolo” è una tecnologia che permette alla struttura esistente di avere una maggiore capacità resistente ad un evento sismico. Questa tecnologia si può utilizzare sia per la realizzazione di strutture antisismiche sia per l’adeguamento di strutture esistenti, essendo l’applicazione limitata al rinforzo locale dei pilastri.
 
Tra gli isolatori c’è SI | Isolatore sismico di FIP INDUSTRIALE, dispositivi d'appoggio in elastomero armato, cioè costituiti da strati alterni di acciaio e di elastomero collegati mediante vulcanizzazione.

 

Giunti strutturali

Per evitare un danneggiamento sismico di due zone adiacenti si ricorre all’utilizzo di giunti strutturali che permettono l'interruzione della continuità di un'opera.
 
Un esempio è JOINTEC GE-GEL di PROFILITEC, giunti strutturali con una struttura portante in alluminio e un inserto in gomma sintetica progettati per sopportare movimenti strutturali di edifici di grandi dimensioni o composti.


Un altro esempio è K MALL di Tecno K Giunti un sistema di giunzione a pavimento per giunti strutturali realizzato mediante carrello centrale in lamiera zincata da riempire con getto in ca e finitura, associato ad un doppio sistema di giunzione laterale in alluminio di forma scatolare senza alette sottopavimentazione.

Materiali compositi per il rinforzo strutturale

materiali fibrorinforzati a matrice polimerica (conosciuti come FRP e tra cui ci sono fibra di vetro e fibra di carbonio) sono capaci di una buona resistenza sismica e una bassa invasività. I vantaggi di tali materiale sono svariati: elevate prestazioni meccaniche di resistenza, sagomabilità e adattabilità di forma, durabilità nel tempo (ad esempio la fibra di carbonio non subisce trasformazioni chimiche nel tempo e non è soggetto a processi di ossidazione), leggerezza, bassissima invasività e velocità di posa in opera. Per questo usando FRP è possibile intervenire “chirurgicamente” sugli edifici esistenti, senza sgomberarli e senza produrre disagi per i fruitori.
 
Un esempio è RI-STRUTTURA di FIBRE NET che permette il confinamento e il placcaggio della muratura con intonaco armato e garantisce adeguati incrementi delle proprietà meccaniche dell’apparecchio murario.


Tra le reti in fibra di vetro c’è FASSANET ZR 225 di Fassa che, derivando dalla tessitura di filati in fibra di vetro di elevata qualità, ad alto contenuto di Ossido di Zirconio, resiste agli alcali anche in assenza dell'appretto di rivestimento a differenza delle normali reti.


Tra le barre di rinforzo c’è CARBOTUBE di MAPEI una linea di tubi pultrusi in fibre di carbonio, preimpregnati con resina epossidica, ad alta resistenza a trazione e con modulo elastico di 170.000 N/mm², da impiegare nell’esecuzione di "cuciture armate" per la riparazione, il rinforzo e l’adeguamento statico di strutture in pietra, mattoni e tufo.

 

Consolidamento delle murature

In alcuni casi potrebbe essere necessario il consolidamento delle murature attraverso cerchiature, cuciture metalliche, riduzione delle spinte di archi e volte, riduzione della eccessiva deformabilità dei solai, interventi in copertura, incremento della resistenza nei maschi murari, rinforzo mediante reticolo cementato, inserimento di paretine armate, interventi in fondazione, giunti sismici, ecc.
 
Tra i pannelli per il consolidamento delle murature c’è X PLASTER W-SYSTEM di RUREDIL un sistema costruttivo composto da una rete porta intonaco Stucanet® e specifica malta Plasterwall facile da installare, che può essere impiegato su tutti i generi di substrato in calcestruzzo e muratura oltre che su strutture di supporto quali legno o profili del telaio in metallo.

 

Consolidamento solai e strutture in legno

Anche per il consolidamento di solai e strutture in legno si può pensare a sistemi per l’irrigidimento attraverso dei sistemi controventati o sistemi di consolidamento di travi e solai. 
 
Per il rinforzo dei solai misti si potrebbe optare per SISTEMA TRALICCIO LPR® E CONNETTORE FLAP® di PETER COX che garantisce il pieno recupero dei solai di legno in termini di solidità ed estetica.


Tra le malte epossidiche per il ripristino di strutture lignee c’è EPOMALTA LC di Azichem composta da un adesivo epossidico bicomponente (A+B) per la rigenerazione localizzata di testate di travi in legno, la ricostruzione di manufatti lignei e per riparazioni e ricostruzioni edili.

 

Connettori per solai 

Per le opere di rinforzo strutturale sui solai si possono utilizzare connettori per solai che si sovrappongono alla struttura esistente tramite una sottile soletta, generalmente di calcestruzzo con rete elettrosaldata, connessa al solaio esistente.
 
Un esempio è Connettore CTF di TECNARIA che può essere fissato nelle travi in acciaio in modo semplice grazie a due chiodi ad altissima resistenza che permettono il fissaggio del connettore anche attraverso lamiera e su travi dove la saldatura è problematica.

 

Supporti ed ancoraggi per strutture in cemento armato

Tali supporti offrono un valido aiuto per le costruzioni in calcestruzzo armato perché ne migliorano le prestazioni antisimiche.

Un esempio è HGP SMART ANCHOR di AdermaLocatelli, profili di ancoraggio che offrono grandi prestazioni in particolare per l'applicazione di carichi a taglio e carichi dinamici.

 

Consolidamento di terreni e fondazioni

Per prevenire problemi sulle strutture a volte può essere utile anche agire sulle fondazioni.
 
Un esempio è GROUNDFIX di GEOSEC una tecnologia di palificazione attiva, mini invasiva, che si avvale di speciali elementi modulari in acciaio assemblati ed infissi a pressione nel terreno, mediante martinetti idraulici prefissati alla struttura di fondazione originaria con piastre e malte di ancoraggio ad alta resistenza per il consolidamento più profondo delle fondazioni.


Tra i prodotti per la compattazione e il consolidamento dei terreni c’è URETEK DEEP INJECTIONS di URETEK ITALIA un metodo di consolidamento, non invasivo, dei terreni di fondazione di ogni tipo di struttura. 

 
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