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LAVORI PUBBLICI

Sicurezza scuole, Comuni e Province chiedono metà del Fondo Investimenti

di Paola Mammarella

Da Anci e Upi la proposta al Governo di adottare procedure straordinarie più brevi per l’assegnazione delle risorse

Vedi Aggiornamento del 22/05/2018
23/01/2018 – “Destinare gli interventi antisismici e alla messa in sicurezza delle scuole almeno metà del Fondo Investimenti previsto nella Legge di Bilancio 2018 al comma 1072”. È la proposta avanzata dall’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) e dall’Unione delle province italiane (Upi), che in una lettera hanno chiesto un incontro urgente alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e al Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.
 

Edilizia scolastica, chiesto metà del Fondo Investimenti

Il Fondo Investimenti, lo ricordiamo, è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2017 con una dotazione di 46 miliardi di euro e rifinanziato con 36 miliardi di euro dalla Legge di Bilancio 2018.
 
Dato che i primi 46 miliardi sono stati già ripartiti con un dpcm, la richiesta degli Enti locali riguarda probabilmente i 36 miliardi aggiuntivi con cui il Fondo è stato rifinanziato e ammonterebbe a 18 miliardi di euro.  
 

Edilizia scolastica, Anci e Upi: servono procedure snelle

Anci e Upi ritengono la richiesta urgente, soprattutto, si legge nella nota diffusa, “alla luce del dibattito scaturito dalla recente e restrittiva sentenza della Cassazione sulla possibilità di mantenere aperti gli edifici scolastici a rischio sismico, anche se lieve”.
 
Secondo il presidente Anci, Antonio Decaro, e il presidente Upi, Achille Variati, il Governo ha allocato diverse risorse per la sicurezza degli edifici scolastici, ma a questo “non ha corrisposto un effettivo impegno di snellimento e semplificazione delle procedure, con tempi ancora lunghi nell’assegnazione delle risorse ed eccessivi passaggi tra le diverse amministrazioni centrali e regionali”.
 
Per questo motivo servono “procedure straordinarie e una rapida ricognizione del fabbisogno, di cui Anci e Upi possono farsi parte diligente, con l’assegnazione diretta delle risorse per consentire un rapido avvio degli interventi necessari”.
 
Anci e Upi hanno infine chiesto di conoscere “l’effettivo stato del patrimonio scolastico, attraverso i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che sono nella disponibilità delle Regioni e del Miur”.
 
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