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NORMATIVA

Split payment, i costruttori: ‘perdiamo 2,4 miliardi di euro all’anno’

di Paola Mammarella

La sigle datoriali presentano una denuncia alla Commissione europea per violazione del principio di neutralità dell’Iva

Vedi Aggiornamento del 10/01/2019
26/01/2018 – Violazione delle norme comunitarie in materia che provoca alle imprese edili una perdita economica pari a 2,4 miliardi di euro all’anno. Lo split payment rappresenta questo per gli esponenti della filiera delle costruzioni.
 
Sulla base di questi motivi tutte le sigle datoriali delle costruzioni (Ance, Legacoop, Cna costruzioni, Confartigianato edilizia, Confapi Aniem e Federcostruzioni) hanno presentato una denuncia alla Commissione Europea.
 

Split payment e danni per le imprese

Il meccanismo dello split payment, si legge nella nota congiunta diramata dagli edili, prevede che le pubbliche amministrazioni, o altri soggetti obbligati, versino direttamente all’Erario l’Iva dovuta per i lavori effettuati, mentre l’impresa continua a pagare l’imposta per l’acquisto di beni e servizi. Ciò si traduce in una perenne situazione di credito Iva per le imprese di costruzione nei confronti dello Stato, contro la quale a poco sono servite le misure per accelerare il rimborso Iva predisposte dal Governo.
 
Il risultato, continua la nota, è che, tra Iva versata e quella soggetta a split payment, le imprese di costruzione si trovano a subire una pesante perdita di liquidità che l’Ance ha stimato in circa 2,4 miliardi di euro l’anno. Il meccanismo mette seriamente a rischio l’equilibrio finanziario delle imprese costrette anche a subire i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, che drenano ulteriori 8 miliardi di liquidità alle imprese.
 

Split payment, per gli edili è una misura superflua

Secondo la filiera delle costruzioni, l’obbligo di fatturazione elettronica, in vigore dal 2015 nei rapporti con tutte le pubbliche amministrazioni, è già una misura più che sufficiente per il contrasto dell’evasione dell’Iva. E lo sarà anche di più a partire dal 2019 quando l’obbligatorietà sarà estesa anche tra privati.
 
Di qui la decisione della filiera delle costruzioni di ricorrere a Bruxelles, in quanto il meccanismo dello split payment viola il principio di neutralità dell’Iva, cardine delle norme Ue in materia fiscale, a causa dell’insostenibile ritardo con cui lo Stato italiano eroga i rimborsi. Inoltre, la misura introduce una deroga alla Direttiva Iva non proporzionata perché troppo svantaggiosa per le imprese e con una portata troppo ampia sia a livello temporale che per numero di soggetti coinvolti.
 
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