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AMBIENTE

Le sfide e le idee green di Legambiente per la nuova legislatura

di Paola Mammarella

Rigenerazione urbana, road map 2030 per la mobilità sostenibile, fiscalità green, economia circolare

Vedi Aggiornamento del 12/10/2018
16/02/2018 - Politiche climatiche, piano 5.0 per l’economia circolare, fiscalità green, rigenerazione urbana con una road map 2030 per la mobilità sostenibile, cooperazione internazionale. Sono i punti cardine del pacchetto di sfide e idee green per la prossima legislatura, presentato da Legambiente ai candidati politici di tutti gli schieramenti durante una manifestazione a Roma.
 
Alla tavola rotonda introdotta da Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente e da Lonardo Becchetti, dell’Università di Tor Vergata, e moderata da Stefano Ciafani, Direttore generale di Legambiente, hanno partecipato il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, Rossella Muroni, coordinatrice della campagna elettorale di Liberi e Uguali, Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, Arturo Diaconale di Forza Italia, Lucio Cavazzoni (LeU), Enrico Borghi (PD), Stefano Vignalori M5s, Luana Zanella dei Verdi, Enzo di Salvatore (Potere al Popolo), Cristina Avenali Regione Lazio Pd, oltre a tanti rappresentanti di imprese e associazioni (Coldiretti, Kyoto Club, Oxfam, Aiel, Novamont, Ecopneus, Conai, Slow Food, Uisp, #Italianisenzacittadinanza), e alcune amministrazioni locali.
 

Le sfide ambientaliste

Secondo Legambiente, l’ambiente si intreccia con le grandi questioni dell’attualità e del futuro del Paese: il clima, l’economia circolare, la rigenerazione e riqualificazione urbana, ma anche la messa in sicurezza del territorio, la tutela della biodiversità, la mobilità, la lotta all’abusivismo, il Mediterraneo e il ruolo dell’Italia come ponte tra l’Europa e il Mare Nostrum. Questo perché l’ambiente non rappresenta un limite allo sviluppo, ma una grande opportunità per creare posti di lavoro, per rendere più competitiva l’economia, ma anche per spingere l’innovazione e la ricerca e abbattere le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali.
 
Per l’associazione ambientalista, se si intervenisse sulla fiscalità con obiettivi ambientali, sugli sprechi e fermando le infrastrutture inutili, si porrebbero le basi per lo sviluppo del Paese, compreso il Sud e le aree interne.

Legambiente ha proposto ai candidati una serie di sfide:
- creare una strategia per la lotta ai cambiamenti climatici, capace di spingere le fonti rinnovabili e di mettere in sicurezza il territorio;
- ridefinire l’Iva sui prodotti sulla base dei criteri ambientali e sociali, cancellando rendite e privilegi contro l’ambiente;
- eliminare i sussidi alle fonti fossili e definire regole di tassazione più trasparenti per cave, acque minerali, rifiuti;
- incoraggiare lo sviluppo dell’economia circolare pensando ad un piano di industria 5.0 per tutto il territorio;
- valorizzare le città attraverso interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione del patrimonio edilizio e dello spazio pubblico. 

Proposta anche un’agenda per le aree urbane per affrontare problemi e criticità urbane, una road map 2030 per la mobilità sostenibile e la lotta all’inquinamento, con l'obiettivo di ridurre il parco circolante delle auto e arrivare ad escludere nel 2030 i motori a combustione interna dalla commercializzazione. Legambiente mira inotre a estendere il protocollo anti-inquinamento Governo Regioni, oggi attivo solo in pianura Padana, in tutta Italia.

In campo ambientale, le altre sfide green riguardano: l’approvazione della legge per lo stop al consumo di suolo, l’accelerazione degli abbattimenti degli edifici abusivi e il definire una task force per accelerare le bonifiche. Il Paese deve anche saper investire sempre di più sulle proprie bellezze e qualità valorizzando il patrimonio naturale e la biodiversità, l’agricoltura biologica, i prodotti enogastronomici, puntando sulla qualità dell’offerta turistica per far ripartire la domanda interna e spingere il made in Italy all’estero.
 
L’associazione ambientalista ritiene inoltre che sia necessario cambiare le priorità infrastrutturali, a partire dal trasporto su ferro e dai progetti innovativi di mobilità sostenibile, e che in questa prospettiva l’Italia deve svolgere un ruolo da protagonista in Europa.

L'associazione sostiene che i cambiamenti climatici sono l’emergenza del tempo che viviamo e producono conseguenze sempre più devastanti in tutto il mondo. I costi degli eventi estremi legati al clima dal 1980 al 2013 in Europa, sono stati valutati dall’Agenzia europea per l’Ambiente pari a 400 miliardi di euro e nei prossimi anni è previsto un aumento esponenziale in assenza di interventi. Per questo oltre all’approvazione del Piano Energia e Clima e quello degli Adattamenti ai cambiamenti climatici, l’associazione ambientalista propone l’istituzione di un Ministero per il clima e l’energia responsabile per la transizione e decarbonizzazione al 2030, la creazione di struttura di missione per l’adattamento climatico e la messa in sicurezza del territorio e l’approvazione di una legge per i prosumer dell’energia da fonti rinnovabili e un nuovo Piano nazionale di gestione e tutela della risorsa idrica.
 

Legambiente: 'proposte concrete'

“Abbiamo deciso di confrontarci su queste idee – ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - con tutti gli schieramenti politici e tanti interlocutori economici e sociali perché siamo convinti che oggi, più che mai, l’ambiente rappresenti una grande opportunità per il nostro Paese per scommettere sul futuro. Le nostre proposte puntano a coinvolgere cittadini e imprese, territori e mettono in moto innovazione e ricerca applicata, nuovo lavoro, perché premiano il recupero di materiali e di luoghi muovendo una nuova economia nelle città e nei territori, nelle forme dello sharing. Davvero non esistono ragioni economiche o vincoli di bilancio che possano fermare scelte indispensabili di innovazione e riqualificazione ambientale. Quello che chiediamo alla politica è di avere il coraggio di aggredire gli enormi sprechi, le scelte infrastrutturali sbagliate, l’illegalità e le rendite a danno dell’ambiente che impediscono una corretta gestione delle risorse naturali e dei beni comuni”.
 

“Quelle presentate oggi da Legambiente – ha continuato -sono idee fattibili che guardano al futuro, alcune delle quali sono a costo zero senza creare debito o determinare un aumento della tassazione. E se a ciò si aggiunge quanto si possa recuperare da evasione fiscale, sprechi della pubblica amministrazione, investimenti in infrastrutture inutili si comprende come non esistano scuse per guardare in modo nuovo al bilancio dello Stato e al rilancio del Paese. Per Legambiente la Penisola ha bisogno di mettere in moto idee e di aprire un dibattito che coinvolga tutti gli attori della società, perché senza un confronto o rinviando le scelte l’avranno vinta i soliti interessi, rimarranno indietro i territori e le persone più in difficoltà e si rafforzeranno paure e ricette populiste e razziste”.
 

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