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LAVORI PUBBLICI

Dibattito pubblico, Consiglio di Stato: ‘abbassare le soglie e coinvolgere più opere’

di Paola Mammarella

Chiesti anche tempi certi per il confronto e la tutela di tutti i beni culturali, non solo patrimonio Unesco

Vedi Aggiornamento del 27/06/2018
14/02/2018 – Potenziare il dibattito pubblico assoggettando al confronto anche le piccole opere e tutti i beni culturali, ma anche snellire l’organizzazione per poter svolgere il confronto in tempi certi. Sono i suggerimenti formulati dal Consiglio di Stato nel parere sulla bozza di dpcm attuativo del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 
Il giudizio di massima, espresso dal Consiglio di Stato, è positivo perché il decreto “contempera l’esigenza di non allungare troppo i tempi di realizzazione delle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale e quella di dare effettività al coinvolgimento dei cittadini”.
 
Tuttavia, il CdS ha segnalato alcune criticità.
 

Dibattito pubblico limitato a poche opere

Le soglie economiche e dimensionali che delimitano l’applicazione del dibattito pubblico sono, secondo il CdS, di importo così elevato da limitare il ricorso al confronto a pochi casi. Per i giudici, invece, il dibattito pubblico, se bene utilizzato, potrebbe ridurre a monte i contenziosi sulla realizzazione delle opere e andrebbe esteso anche alle infrastrutture minori.
 

Dibattito pubblico, tutelati solo i beni Unesco

I giudici hanno individuato un altro profilo di criticità nelle disposizioni per la tutela dei beni culturali. La bozza di decreto esaminata prevede delle misure volte alla tutela del patrimonio Unesco, mentre il CdS nel parere suggerisce di estendere i meccanismi di protezione anche ai beni culturali e del paesaggio tutelati ai sensi del D.lgs 42/2004.
 

Dibattito pubblico, tempi poco definiti

Secondo il Consiglio di Stato, bisognerebbe prevedere un termine entro il quale avviare il dibattito pubblico. Dal punto di vista della pubblicità, ritiene che per consentire la partecipazione di tutti i soggetti interessati, bisognerebbe chiarire inequivocabilmente l’obbligo di pubblicare l’avviso dell’avvio del dibattito pubblico sul sito della Commissione nazionale per il dibattito pubblico e dei Comuni interessati dalla realizzazione dell’opera.

Per velocizzare le procedure ed evutare stalli, il CdS ha inoltre proposto che i componenti della Commissione nazionale per il dibattito pubblico siano in numero dispari.
 
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