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NORMATIVA

Berlusconi all’Ance: ‘abolire Codice Appalti e Split payment’

di Paola Mammarella

Il leader di Forza Italia ha incontrato l’associazione dei costruttori edili. Illustrate misure anti-burocrazia

Vedi Aggiornamento del 17/07/2018
23/02/2018 – Abolire il Codice Appalti e lo Split payment. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi, candidato per Forza Italia alle elezioni politiche, durante l’incontro con l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance).
 
Nel corso del meeting, il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, ha rilanciato i temi del manifesto delle costruzioni e chiesto impegni concreti per “far tornare a crescere un settore in crisi ormai da 10 anni”. Buia ha anche donato a Berlusconi una copia del libro bianco “Cantiere Italia”, con un programma dettagliato di rilancio del settore delle costruzioni da scrivere nella prossima legislatura. Altre copie sono in fase di consegna a tutti i candidati.
 
Dopo aver scherzato sostenendo di avere “la malattia del mattone” e di avere sempre “una qualche casa in costruzione” Berlusconi ha illustrato una serie di misure anti-burocrazia in programma.
 

Abolizione del Codice Appalti

“Bisogna abolire Codice Appalti, farne un altro – ha affermato Berlusconi – e possiamo studiare insieme se vale la pena inserire le normative Ue che sono molto meglio di quelle italiane”.
 
Il riferimento è alla possibilità di sostituire il Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) con le regole delle direttive europee, come twittato sul profilo dell’Ance. Tecnicamente non sarebbe possibile perché le direttive comunitarie hanno bisogno di una norma di recepimento dei paesi membri dell’Unione Europea.
 
Molto più probabilmente sia Berlusconi sia il mondo delle costruzioni si riferiscono alla volontà di avere un codice degli appalti che non introduca regole più severe rispetto alle norme europee. Si pensi ad esempio al subappalto. Le direttive europee non pongono restrizioni al suo utilizzo, ma l’Italia, per evitare infiltrazioni criminali, ha scelto di introdurre il limite del 30%, da calcolare su tutto l’importo del contratto. Un paletto che potrebbe costare all’Italia una procedura di infrazione, ma difeso dai suoi sostenitori viste le peculiarità interne.
 

Cancellazione dello Split payment

Bollato come “un disastro”, anche lo Split payment è sulla lista nera di Berlusconi perché “introduce differenze insopportabili per le aziende”.
 
In vigore dal 1° luglio 2017, il meccanismo di scissione dell’Iva, che si applicherà fino al 30 giugno 2020, prevede che l’imponibile sia pagato al fornitore e l’Iva versata direttamente all’Erario. Lo strumento è stato pensato per contrastare l’evasione fiscale.
 
Per i costruttori rappresenta invece una misura superflua e dannosa. Superflua perché l’obbligo di fatturazione elettronica è già sufficiente contro l’evasione fiscale. Dannosa perché genera una perdita di liquidità quantificata in 2,4 miliardi di euro.
 
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