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Elezioni 2018, presentato il ‘Manifesto delle Costruzioni’

di Paola Mammarella

Le proposte per la crescita: sblocco delle infrastrutture, meno burocrazia, modifica del Codice Appalti e nuove politiche urbane

Vedi Aggiornamento del 04/06/2018
14/02/2018 – Un impegno per la crescita e il rilancio delle infrastrutture e dell’edilizia privata È la richiesta che Ance, Legacoop produzione e servizi, Anaepa Confartigianato edilizia, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai, Aniem, Confapi Aniem, Oice e Consiglio nazionale degli ingegneri hanno presentato ieri a Roma con il Manifesto della filiera per rilanciare il settore delle costruzioni.
 
Scarica il Manifesto delle costruzioni
 
Il documento propone alle forze politiche in campagna elettorale un elenco di priorità e interventi “per rimettere in moto un’industria in grado di far crescere l’Italia di mezzo punto percentuale in più all’anno, di creare nuova occupazione – anche recuperando i 600 mila posti di lavoro persi negli anni della crisi - e di accelerare la ripresa economica”.
 

Manifesto delle costruzioni, 10 priorità

Il manifesto si compone di dieci punti fondamentali:
- mettere le costruzioni al centro delle politiche della crescita facendo crescere il Pil di mezzo punto in più all’anno e recuperando 600mila posti di lavoro persi nel settore negli ultimi 10 anni;
- Colmare il ritardo nelle infrastrutture riducendo la burocrazia e liberando gli investimenti dal vincolo di bilancio;
- Risolvere il problema dell’eccesso di burocrazia, un macigno che grava sulle attività delle imprese;
- Rivedere il Codice Appalti, prevedendo un unico regolamento attuativo ed evitando di introdurre norme più severe rispetto a quelle comunitarie;
- Elaborare nuove politiche urbane, che pongano al centro la rigenerazione della casa, delle città e del territorio;
- Favorire l’innovazione attraverso l’Edilizia 4.0, gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione energetica e l’economia circolare;
- Introdurre una politica fiscale a favore dello sviluppo e dell’ambiente, rendendo più efficaci gli incentivi per la riqualificazione energetica e superando lo split payment con l’estensione della fatturazione elettronica;
- Ridurre il costo del lavoro e aumentare i controlli sulla regolarità;
- Avviare una politica industriale per le costruzioni, facilitando l’accesso al credito, agevolando l’internazionalizzazione e migliorando la qualificazione degli operatori
- Promuovere la legalità nei fatti e non solo sulla carta attraverso norme e tempi certi.
 

Manifesto delle costruzioni, Ance. ‘tornare a crescere’

Come ha dichiarato il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, “l’obiettivo è creare le condizioni per superare una crisi che è ormai una crisi di sistema e che ha impedito al settore di agganciare la ripresa che invece ha riguardato altri comparti produttivi. Proprio per questo se il Paese vuole veramente tornare a crescere e si vuole creare occupazione sul territorio in modo stabile, adesso è più che mai necessario, che la politica e chi sarà chiamato a governare nei prossimi anni ci ascolti e traduca in provvedimenti operativi le nostre proposte”.
 

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