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NORMATIVA

Elezioni 2018, si riaffaccia l’ipotesi di sanatoria edilizia?

di Paola Mammarella

Berlusconi a Radio24: ‘non aspettare per anni permessi e licenze’. Ma Forza Italia aggiunge: ‘mai parlato di condono in termini specifici’

Vedi Aggiornamento del 06/03/2018
07/02/2018 – Condono o semplificazione delle procedure amministrative? Dopo le dichiarazioni rese da Silvio Berlusconi a Radio24, si accende la campagna elettorale 2018.
 

Berlusconi: ‘non aspettare per anni permessi e licenze’

Silvio Berlusconi, leader del partito Forza Italia, in mattinata ha dichiarato che “bisogna cambiare le regole: chi deve costruire una casa o aprire un'attività commerciale, non dovrà più aspettare anni per permessi licenze. Dovrà dichiarare l'inizio dell'attività e assumersi la responsabilità di rispettare le leggi. Solo dopo verranno i controlli”.
 
“C’è la possibilità di una sanatoria edilizia per i casi di quello che si chiama abusivismo di necessità – ha aggiunto - solo se si restringe con il massimo rigore il concetto di necessità”.

Alla domanda se si tratti di un condono, Silvio Berlusconi ha risposto "lo chiami come vuole" aggiungendo che “l'edilizia è stata bloccata dalle imposte introdotte dal governo Monti che hanno fatto perdere 550mila posti di lavoro”.
 

Centrodestra contrario al condono edilizio

La prima opposizione alle dichiarazioni di Berlusconi è arrivata dalla sua stessa coalizione. Matteo Salvini (Lega Nord) manifestando la sua netta contrarietà a qualunque ipotesi di condono, ha dichiarato “Rilanciare l’edilizia è fondamentale, togliendo burocrazia e tagliando tasse folli come l’Imu su capannoni e negozi sfitti. Bisogna anche bloccare le aste giudiziarie al ribasso, che falsano il mercato. Ma dico no, dico fortemente no, a ogni ipotesi di condono per abusi edilizi: il nostro territorio è già troppo cementificato, occorre abbattere tutte le costruzioni abusive, a partire dalle zone più a rischio”.
 
Ha poi aggiunto che “Soprattutto in una parte del Paese non oso immaginare che cosa possa essere riconosciuto come abuso per necessità”.
 

Forza Italia: ‘Berlusconi non ha mai parlato di condono’

L’ufficio stampa di Forza Italia ha intanto precisato che “Berlusconi non ha mai parlato di condono, in termini specifici. Coerentemente con quanto da sempre dichiarato, il Presidente Berlusconi non ha parlato di un condono, ma di una semplificazione amministrativa per quanto riguarda l'inizio dei lavori edilizi, fermo restando ovviamente la totale e assoluta compatibilità e rispetto delle regole urbanistiche, ambientali e paesaggistiche”.
 

Condono, per gli ambientalisti è un ‘pessimo affare’

Nonostante il partito abbia aggiustato il tiro, si susseguono i commenti di preoccupazione. “Pensavamo che dopo l’uscita di scena del Ddl Falanga e lo stop alla legge regionale campana che introduceva il concetto di abuso di necessità l’idea di un nuovo condono edilizio, fosse finalmente uscito di scena: evidentemente ci sbagliavamo. Un nuovo eventuale condono non solo legittima comportamenti illegali autorizzando a dilapidare il capitale naturale e paesaggistico del nostro Paese, ma favorisce edificazioni selvagge che provocano o amplificano il dissesto idrogeologico, mettendo rischio anche la sicurezza dei cittadini”.

“Inoltre penalizza proprio le persone oneste che rispettano la legge, a vantaggio di quanti invece commettono abusi; senza considerare l’effetto annuncio che dà il via, immediatamente, a nuovi sfregi del territorio”. Lo ha dichiarato il vicepresidente del WWF Italia, Dante Caserta, che citando uno studio del Cresme del 2015 ha aggiunto come l’abusivismo edilizio sia un pessimo affare per le casse pubbliche: a fronte di un importo medio di 15mila euro versato per ogni singolo abuso, gli enti locali ne hanno spesi in media 100mila per portare strade, fognature e altre infrastrutture ai nuclei illegali.
 
Sulla stessa lunghezza d’onda Legambiente, che citando il Cresme Consulting ha ricordato che “nel 2016, tra nuove costruzioni e ampliamenti di edifici esistenti, gli abusi commessi sarebbero circa 17.000. Sul fronte dei sequestri e le ordinanze di demolizione, stando ai dati raccolti in Ecomafia 2017 nel 2016, nel ciclo del cemento, sono state accertate 4.426 infrazioni, sono state denunciate 5.662 persone e compiuti 11 arresti, mentre i sequestri sono stati 1.166. La Campania si conferma la regione leader per quanto riguarda il cemento illegale, con il 17,3% dei reati, seguita dalla Puglia con il 10,1%, dalla Calabria con il 9,3% e dal Lazio con l’8,5%”.
 
“Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato anche dall’abusivismo edilizio, gli affari delle ecomafie. Ancora una volta in Italia si vogliono premiare i furbi e per raccogliere voti”, ha affermato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente.
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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rosario

Anche questa volta si parte dai piedi!1)Bisogna dare regole certe e trasparenti alle comunità, in breve tempo.Un PRG (ove assente) deve essere operativo in tre anni e non in circa trenta. Semplificando l'iter. Un PRG che regolamenti anche le zone "grigie", a chiusura perenne del passato. 2)Riprendere possesso del territorio:con seria vigilanza ed efficace repressione sul momento. Esistono gli strumenti.3)Definizione mirata/condizionata, in tempi certi e brevi,del nuovo rilevato abuso e del pregresso giacente. Chiusura Condoni e appositi uffici.

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Steva

Assolutamente SI AL CONDONO EDILIZIO! Non è una cementificazione del paese, perché si riferisce all'esistente! Potrebbe anche servire per definire pratiche del 1970, in cui le varianti venivano concordate al bar!


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