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MERCATI

Come cambia l’edilizia per i progettisti: il reddito cala ma c’è fiducia nel futuro

di Rossella Calabrese
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I risultati del secondo dei sondaggi lanciati da Edilportale per immaginare gli scenari dei prossimi 10 anni

Vedi Aggiornamento del 05/04/2019
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26/02/2019 - Un contesto socio-economico in forte mutamento, una committenza con nuovi bisogni e nuove dinamiche, competenze sempre più specialistiche richieste ai progettisti e soluzioni tecnologiche innovative.
 
Questi elementi delineano il quadro di profondo cambiamento che il mondo delle costruzioni sta affrontando in questi anni e che sta stimolando il dibattito facendo emergere visioni e soluzioni.
 
Per immaginare gli scenari dei prossimi 10 anni e discuterne insieme nel corso di Edilportale Tour 2019, abbiamo lanciato un sondaggio volto a capire come è cambiata la professione dei progettisti, e quali sono i temi che si stanno imponendo nella pratica professionale. Ecco i risultati.
 
I progettisti che hanno risposto al questionario sono per l’80% architetti, geometri e ingegneri; oltre i tre quarti degli interpellati ha un’età compresa tra i 36 e i 65 anni; la distribuzione territoriale è omogenea sul territorio nazionale.
 
Entrando nel vivo del tema, abbiamo chiesto ai professionisti come si è evoluto il loro reddito negli ultimi anni. Per oltre il 40% il reddito è drasticamente diminuito, per un altro 40% è leggermente diminuito o rimasto invariato, solo per il 18% è aumentato.
 
Ma come è cambiata la professione di progettista negli ultimi anni? Oltre il 60% dei partecipanti afferma che è aumentata la concorrenza e sono richieste molte più competenze e un aggiornamento più frequente; un quarto dei progettisti, invece, afferma che la tecnologia ha semplificato la professione; pochissimi quelli convinti che la semplificazione normativa abbia migliorato il lavoro e che la globalizzazione abbia moltiplicato le opportunità.
 
E quindi, per restare competitivi nel mercato della progettazione, quali nuove competenze professionali stanno acquisendo i progettisti? Oltre l’80% si sta specializzando nella progettazione ecosostenibile e con l’impiego di energie rinnovabili, il 25% nella progettazione antisismica, il 30% si dedica alla consulenza fiscale (detrazioni per la casa). Tra le nuove competenze che stanno entrando a far parte del bagaglio dei progettisti c’è il BIM: il 30% prevede di utilizzarlo per la progettazione di nuove costruzioni, l’11% per la gestione immobiliare.
 
E su cosa stanno investendo? Oltre la metà dei progettisti interpellati investe in software e il 18% su attrezzature per diagnostica e monitoraggio. Il 30% si associa con colleghi, il 26% costituisce uno studio pluridisciplinare, il 21% pratica ‘sconti’ per attrarre nuovi clienti, il 18% investe su attività di web marketing.
 
Abbiamo chiesto un parere su una novità del 2019: la fattura elettronica. Posto che il 34% dei partecipanti al sondaggio dichiara di non essere soggetto a tale obbligo (verosimilmente perchè ‘contribuente minimo’), un altro 34% afferma che la fattura elettronica complica il suo lavoro e il 16% che aumenta i suoi costi. Solo per il 15% la nuova procedura semplifica il lavoro e fa risparmiare.
 
Ma cosa temono i professionisti per il loro futuro? In cima alle preoccupazioni (per il 66%) c’è crisi economica della committenza, segue la sovrapposizione delle competenze (40%) e la concorrenza da parte di piattaforme di prestazioni professionali (34%). Il 20% teme la concorrenza interna e il 13% la Struttura nazionale per la progettazione; un progettista aggiunge l’‘incompetenza dei professionisti scelti dai politici’.
  

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