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APPALTI

Appalti, la Sardegna approva la legge

di Alessandra Marra

Nascerà una società di progettazione pubblica. Oice: ‘ennesimo carrozzone pubblico’

Vedi Aggiornamento del 24/05/2018
09/03/2018 – La Sardegna ha approvato la nuova legge sugli appalti pubblici che introduce il concetto di qualità architettonica e prevede la costituzione di una società, interamente a capitale pubblico, per la progettazione di opere pubbliche di interesse regionale.
 

Appalti in Sardegna: le novità della Legge

La Legge consente di supportare le piccole imprese, di snellire l’attuazione delle opere pubbliche e, per la prima volta, introduce il concetto di qualità architettonica delle opere.
 
Inoltre, prevede la costituzione di una società, interamente a capitale pubblico, per lo studio, la realizzazione e la gestione di opere pubbliche di interesse regionale in Sardegna. Secondo dell’assessore dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarini, “questa novità sopperirà alle carenze degli uffici tecnici regionali e darà la possibilità, anche con una più attenta attività di esternalizzazione dei servizi di ingegneria e architettura, di accedere in modo più tempestivo a risorse finanziare nazionali e comunitarie per le opere di interesse strategico per la nostra regione”.
 
Infine, la legge riordina le funzioni dell'Osservatorio regionale dei contratti pubblici, il piano triennale per acquisti “verdi”, la riqualificazione del responsabile unico del procedimento inteso come project manager (figura quindi centrale con capacità non solo tecniche ma anche organizzative e propositive), la qualificazione delle stazioni appaltanti.
 

Legge Appalti Sardegna, Oice contro società in house per progettare

L’OICE ha criticato la costituzione di una società di capitali in house finalizzata a progettare, realizzare e gestire opere pubbliche di interesse strategico a livello regionale, ravvisando l’intenzione regionale di una nuova internalizzazione delle attività tecniche.
 
Per Maurizio Boi, vice presidente Oice, “il rafforzamento della P.A. deve essere centrato sulle fasi di programmazione e controllo, mentre è antistorico, fonte di inefficienza e diseconomia rafforzare la progettazione creando una società ad hoc. In tutto il mondo le amministrazioni esternalizzano al massimo l’attività progettuale che oggi è sempre più tecnicamente sofisticata e richiede metodologie e processi altamente innovativi quali ad esempio il BIM”.
 
“E’ folle pensare di creare un carrozzone pubblico, attrezzando e formando decine di tecnici interni alle amministrazioni, peraltro da tenere costantemente aggiornati, per fare quello che a costi più bassi e a qualità maggiore può essere fatto dai privati scelti con le dovute garanzie di trasparenza e qualità” ha concluso Boi.
 
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