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FOCUS MCE

Trattamento delle acque e impianti idrico-sanitari

di Alessandra Marra

I sistemi di adduzione, drenaggio e scarico puntano al risparmio idrico. Le novità in mostra a MCE 2018

Vedi Aggiornamento del 21/06/2018
13/03/2018 – L’acqua è una risorsa preziosa che arriva nelle case di ogni cittadino grazie agli impianti idrici che permettono l’approvvigionamento di acqua potabile e acqua non potabile per usi secondari.
 
Gli impianti idrici svolgono, quindi, una funzione fondamentale che va implementata ponendo particolare attenzione all’efficienza dei sistemi (l’acqua è una risorsa che non va sprecata) e alla qualità dell’acqua potabile destinata al consumo, a rischio di alterazioni da parte di agenti esterni, come fattori chimici e fattori microbiologici.
 
Il risparmio idrico e la qualità dell'acqua devono essere gli obiettivi principali di coloro che progettano, installano, gestiscono il funzionamento e fanno manutenzione alle reti di distribuzione idrica. Alcune semplici misure di prevenzione possono essere la selezione dei materiali delle tubazioni, un corretto dimensionamento dell'impianto (calcolo effettivo delle reali perdite di carico) e il mantenimento di temperature di acqua calda superiori a 50°C.
 

Impianti idrici: aspetti normativi

La Direttiva Europea 98/83/CE, recepita in Italia con il DL 31/2001, definisce la qualità minima dell’acqua da garantire agli utenti. Qualità di cui sono responsabili il progettista, l’installatore e il manutentore dal punto di consegna dell’acqua nell’impianto domestico, sino al rubinetto.
 
Il DM 174/2004, ulteriore recepimento della Direttiva 98/83/CE, indica la lista positiva dei materiali utilizzabili nel contesto di impianti di acqua sanitaria.

Come prescritto dal DM 37/2008, gli impianti idrici e sanitari, indipendentemente dalla destinazione d’uso e dalle dimensioni, sottostanno all’obbligo di progetto realizzato da un progettista abilitato o di schema redatto dal responsabile tecnico della ditta installatrice. Tali elaborati devono essere tassativamente allegati alla Dichiarazione di Conformità degli impianti.
 
Alcune norme UNI specificano i criteri per la progettazione degli impianti; ad esempio la norma UNI 9182 specifica i criteri tecnici ed i parametri da considerare per il dimensionamento delle reti di distribuzione dell’acqua destinato al consumo umano, i criteri di dimensionamento per gli impianti di produzione, distribuzione e ricircolo dell’acqua calda, i criteri da adottare per la messa in esercizio degli impianti e gli impieghi dell’acqua non potabile e le limitazioni per il suo impiego.

Sul fronte ‘sanitario’ le Linee Guida per la prevenzione della legionellosi (pubblicate dal Ministero della Salute nel 2015) dettano quali principi seguire per la salvaguardia degli impianti sanitari; tra gli argomenti spicca l’indicazione relativa alla gestione della corretta temperatura dell’acqua, che secondo le Linee Guida, deve essere mantenuta al di fuori dell’intervallo di proliferazione batterica ottimale (20-50°C).

Sul fronte del risparmio idrico, il Codice dell’Ambiente (DLgs 152/2006) ha stabilito alcune norme per il riutilizzo dell'acqua e delle acque meteoriche di dilavamento o di prima pioggia.
 
La Finanziaria 2008 ha disposto che dal 2009 il rilascio del permesso di costruire sia subordinato, oltre che alla certificazione energetica dell’edificio, anche alle “caratteristiche strutturali dell’immobile finalizzate al risparmio idrico e al reimpiego delle acque meteoriche”.
 
A livello locale, le Regioni hanno introdotto leggi più specifiche per ridurre il consumo di acqua potabile per gli edifici di nuova costruzione e per quelli soggetti a ristrutturazioni, attraverso dispositivi idonei come apparecchiature per la regolazione del flusso di acqua, cassette di scarico dei servizi igienici più efficienti e rubinetteria dotata di miscelatore aria ed acqua e riduttori di flusso.
 
Inoltre, per ridurre il consumo di acqua potabile negli edifici di nuova costruzione con una superficie destinata a verde pertinenziale, le Regioni hanno stabilito l’obbligo di utilizzo delle acque meteoriche.
 
Infine, verificata la rispondenza al Regolamento d’Igiene Locale, si può prevedere l’utilizzo dell’acqua non potabile all’interno delle abitazioni per: alimentazione cassette di scarico, lavatrici, impianti di riscaldamento centralizzati, impianti di irrigazione giardini e sistemi di climatizzazione.
 

Impianti idrici 

Un impianto idrico-sanitario comprende:
- un sistema di adduzione o di approvvigionamento, costituito dall'insieme delle reti, dei componenti e delle apparecchiature che permettono l'adduzione e la distribuzione dell'acqua calda e fredda alle varie utenze di un edificio;
un sistema di scarico, che permette lo smaltimento delle quantità necessarie a soddisfare le esigenze dell'utenza;
- un sistema di drenaggio che permette di raccogliere, convogliare e smaltire le acque meteoriche e le acque nere a livello urbano.
 

Reti di adduzione 

Un impianto idrico di adduzione inizia nel punto di allacciamento alla rete pubblica dell'acqua potabile e termina nel punto in cui l'acqua viene utilizzata, ovvero l'apparecchio sanitario (rubinetto, vasca da bagno, bidet, ecc). I sistemi di adduzione presenti in quasi tutte le abitazioni si allacciano direttamente alla rete pubblica dell'acquedotto.
 
All'interno della rete, l'acqua è tenuta alla pressione di circa 5 – 6bar, in modo tale da poter raggiungere i piani più alti degli edifici, mentre nelle tubazioni di distribuzione dell'acqua nei fabbricati la pressione non deve superare i 3bar per evitare rumori, colpi d’ariete e rotture delle tubazioni. A tal fine si utilizzano dei riduttori di pressione o Pompe e circolatori per impianti idrici che mantengono a valle dell'impianto la pressione stabilita. Tali riduttori vengono montati a monte della rete di distribuzione interna e a valle del contatore.

Tra i circolatori idrici per edifici residenziali c’è COMFORT-N VARIO COR MVISE di WILO Italia un impianto di pressurizzazione idrica, con un numero da 2 a 4 pompe centrifughe ad alta prevalenza in acciaio inossidabile, montate in parallelo per il pompaggio di acqua sanitaria.

Tra i sistemi di pressurizzazione automatici on/off c’è E.SYBOX di Dab Pumps, il sistema elettronico integrato di DAB per la pressurizzazione idrica in ambiente domestico e residenziale che mantiene la pressione costante nell’impianto e assicura il risparmio energetico.

Quando la pressione non è sufficiente a raggiungere i piani più alti di un edificio occorre installare sistemi di sollevamento ausiliari, come Serbatoi ed impianti di autoclave. L’autoclave è una vasca metallica chiusa ermeticamente che contiene al suo interno un compressore che pompa all’interno della vasca aria per impedire variazioni di pressione e permettere all’impianto di funzionare a pieno regime. Per un corretto funzionamento l’autoclave è abbinata a una elettropompa di soprelevazione che ha il compito di spingere l’acqua fino all’ultimo piano dell’edificio.

Tra i serbatoi per autoclave c’è Serbatoio da interro di Starplast in polietilene monoblocco adatta per il contenimento di liquidi non particolarmente aggressivi come l’acqua.

Le Tubazioni per reti idriche sono costituite da tubi orizzontali di distribuzione, colonne montanti verticali, tubi distributori ai piani e ai vari apparecchi, e dagli organi di intercettazione (valvole). I materiali delle reti idriche sono generalmente l’acciaio zincato, il rame e le materie plastiche (polietilene atossico per acqua potabile e polipropilene). Tutte le reti devono essere coibentate, per evitare le dispersioni termiche e non causare rumori molesti.

Tra le tubazioni c’è COOLFLEX di BRUGG PIPE SYSTEMS, un sistema di tubazioni preisolate per reti di teleraffrescamento, acqua fredda e acqua di scarico.

Tra i tubi antivibranti c’è Antivibranti AVT-I di NPI Italia che sopportano una pressione di esercizio fino a 30 bar, ideali per collegare la rete idrica e le pompe, le caldaie, le autoclavi, ove sia richiesta una pressione medio-alta.

Nell’ottica del risparmio idrico, ogni edificio che si collega alla rete pubblica deve essere dotato di  Contatori, misuratori per impianti idrici che permettano di misurare la quantità di acqua consumata da ogni utenza. Per evitare sprechi di acqua potabile esistono sistemi efficienti per il recupero delle acque. 

Tra gli impianti di recupero delle acque c’è RIUSA PLUS di Redi, un impianto automatico per il recupero e riutilizzo delle acque piovane per uso irriguo e domestico (WC e lavatrice) che comprende: serbatoio di accumulo, tubazione di by-pass per troppo pieno, filtro multi-stadio e debatterizzatore con lampade a raggi UV per la disinfezione.

 
Tra le apparecchiature di trattamento dell’acqua che riducono la presenza delle sostanze indesiderate ci sono i Filtri di depurazione acqua, che hanno il compito di trattenere la sabbia e i solidi sospesi nell'acqua; gli Addolcitori che trasformano i sali incrostanti in sali solubili tramite l’azione di resine scambiatrici di ioni. Si può optare anche per i NeutralizzatoriStazioni di dosaggioDebatterizzatori UVAffinatori d'acqua e Impianti ad osmosi inversa.  
 

Reti di scarico 

Gli impianti di scarico delle acque usate sono costituiti dalla rete di tubi che servono a smaltire all'esterno dell'unità abitativa le acque in uscita da lavabi, wc, docce, vasche, lavandini della cucina, ecc. La rete di scarico delle acque sanitarie è composta da tratti orizzontali (che raccolgono gli scarichi degli apparecchi sanitari nei singoli piani) e tratti verticali che portano gli scarichi ai collettori che sfociano nella fognatura.
 
Il deflusso dell’acqua nell’impianto deve avvenire per gravità atmosferica: ne consegue che i liquami scendono per proprio peso. Pertanto tutte le diramazioni non verticali devono essere disposte con pendenza verso l’efflusso.I tratti orizzontali della rete sono installati sempre con una leggera pendenza ( che va dall’1 al 4 %) per facilitare il deflusso.

Nell’impianto devono essere collegate tubazioni che permettono, attraverso una presa ed uno sbocco, una continua circolazione d’aria. La ventilazione ha la doppia funzione di consentire un’efficace aerazione e di contribuire  al mantenimento dell’equilibrio delle pressioni nel sistema di scarico.
 
Le tubazioni di scarico che raccolgono i liquami e li convogliano nei collettori devono essere dimensionate adeguatamente, con diametri appropriati onde evitare ostruzioni dei condotti che provocherebbero emissioni di odori verso i locali abitati, elevata rumorosità di scarico e ritorni di schiuma.

Un esempio è Silent-db20 di Geberit Italia, un sistema di tubi e raccordi per impianti di scarico, realizzati con una miscela di PE (PoliEtilene) ad alta densità amalgamata con una scelta di fibre minerali, messi a punto per ridurre la propagazione del suono dell’acqua in caduta o in deflusso.

I collettori per impianti di scarico sono tubazioni suborizzontali che raccolgono i liquami provenienti dalle colonne di scarico e li convogliano nelle fogne. Le colonne di scarico sono collegate ai collettori in basso mediante sifone o direttamente. Ad ogni base di colonna è buona norma posizionare pozzetti per le ispezioni che, pur essendo a tenuta stagna, hanno la possibilità, in caso di necessità, di essere aperti per favorire l’accesso alla rimozione di eventuali ingombri.

Tra i pozzetti per impianti di scarico c’è ADVANTIX TOP di Viega Italia, un sistema di pozzetti di scarico per bagni, pavimenti, terrazzi e balconi che offre altezza ridotta ed eccezionale flessibilità applicativa combinati ad elevata capacità di scarico e massima sicurezza antisvuotamento.
 
Tutte le acque reflue, prima di essere re-immesse nei fiumi o direttamente in mare, vengono trattate tramite un processo di depurazione; ciò può avvenire attraverso vasche di sedimentazione (in cui i batteri attivi, scindono le sostanze organiche rendendole sedimentabili, ossia separabili dai fanghi) oppure attraverso gli impianti di fitodepurazione ( in cui è possibile depurare le acque reflue civili).
 

Componenti ed accessori per impianti idrosanitari

Le acque grigie e nere non possano essere fatte defluire se la canalizzazione delle acque di scarico si trova al di sopra rispetto al punto di drenaggio in cantina. In questo caso è necessario impiegare un impianto di sollevamento o una pompa che riescano a far defluire le acque fino allo scarico. Il condotto di mandata, quindi, deve essere portato al di sopra del livello di ristagno.

Inoltre, gli impianti di drenaggio, qualora si trovino al di sotto del livello di ristagno, devono essere protetti dal ristagno attraverso una valvola che si comporti come una chiusura per il non ritorno.
 
Tra le stazioni di sollevamento c’è AQUALIFT F BASIC di Kessel Italia, adatta a tutti i compiti nelle abitazioni private, grazie alla sua potente pompa con girante libero che smaltisce le acque di scarico da punti di scarico quali toilette, docce, lavabi o dal loro complesso.



Tra le valvole per proteggere dal ristagno c’è VALVOLA ANTI-RIFLUSSO ORIZZONTALE di Bonomini

Tra le pompe di scarico per cucine e lavanderie c’è SANIVITE PLUS di Sanitrit, una pompa domestica per acque chiare ideale per creare una cucina in maniera svincolata e ovunque si voglia.

Tra le cassette di scarico da incasso attente al risparmio idrico c’è PUCCI®ECO di PUCCIPLAST che permette di usare tutta l'acqua che serve per ottenere un'igiene perfetta e consente, allo stesso tempo, di risparmiare il 47,5% di acqua.

 
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