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AMBIENTE

Abusivismo edilizio, dalla Campania le linee guida per risolvere il problema

di Alessandra Marra

I Comuni avranno criteri generali per valutare una soluzione alternativa alla demolizione

Vedi Aggiornamento del 25/09/2018
06/03/2018 – I Comuni della Campania potranno valutare, senza alcun vincolo e nel rispetto della disciplina statale e regionale vigente, misure alternative alla demolizione degli edifici abusivi attraverso criteri generali indicati dalla Regione.
 
Sono state pubblicate, infatti, le ‘Linee guida relative ai problemi dell’abusivismo edilizio’, riferite alla LR 19/2017 che prevede la possibilità, in alternativa alla demolizione, di acquisire e rivendere gli immobili abusivi che non siano in contrasto con gli interessi urbanistici, ambientali o idrogeologici.
 

Abusivismo edilizio: come scegliere se demolire o no

Il documento specifica che la demolizione dell’opera abusiva, finalizzata al ripristino dell’equilibrio urbanistico violato con un illecito edilizio, costituisce la misura ordinaria da adottarsi in ipotesi di abuso.
 
Tuttavia, le linee guida indicano ai Comuni come valutare le alternative alla demolizione attraverso criteri di valutazione del prevalente interesse pubblico rispetto alla demolizione.
 
A titolo esemplificativo, le linee guida indicano che l’interesse pubblico a non demolire potrebbe essere ravvisato in:
a) interesse all’utilizzo dell’immobile quale ufficio pubblico o per servizi pubblici esercitati dal Comune;
b) interesse all’incremento del patrimonio comunale (la locazione o l’alienazione degli immobili acquisiti possano aumentare le entrate del Comune);
c) interesse sociale al soddisfacimento di esigenze abitative di nuclei familiari che risultino attestate dal competente servizio o ufficio comunale;
d) interesse pubblico ad evitare l’aggravarsi delle condizioni di disagio abitativo e precarietà sociale in zone ove il fenomeno della realizzazione di edifici ad uso residenziale privi di titolo abilitante riveste proporzioni di particolare rilevanza e nelle quali l’adozione di misure alternative all’abbattimento è compatibile con il perseguimento delle finalità di riqualificazione.
 
La valutazione dell’interesse pubblico conterrà opportunamente l’analisi del rapporto costi/benefici riguardo al mantenimento dell’immobile abusivo, anche in relazione alla sua destinazione finale (costi per l’adeguamento sismico, energetico, igienico – sanitario, per le urbanizzazioni primarie, ecc.).

Le Linee guida contengono anche i criteri per la valutazione del non contrasto dell’opera con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell’assetto idrogeologico. Nell’ambito dei rilevanti interessi urbanistici si potrà valutare, se l’area è vincolata paesaggisticamente, l’incidenza dell’opera abusiva sulla percezione e sul godimento del paesaggio, tenendo conto del contesto antropico esistente.
 

Edificio abusivo non demolito: la regolamentazione della gestione

Le linee guida danno indicazioni anche su:
- la regolamentazione della locazione e alienazione degli immobili acquisiti al patrimonio comunale per inottemperanza all’ordine di demolizione, anche con preferenza per gli occupanti per necessità;
- i criteri di determinazione del canone di locazione e del prezzo di alienazione;
- i criteri di determinazione del possesso del requisito soggettivo di occupante per necessità;
- i criteri di determinazione del limite di adeguatezza dell’alloggio alla composizione del nucleo familiare.
 
Gli immobili acquisiti al patrimonio dei Comuni potranno essere destinati, a titolo esemplificativo, a:
- uffici pubblici;
- alloggi di edilizia residenziale pubblica;
- alloggi per edilizia residenziale sociale (Housing sociale);
- opere pubbliche o di interesse pubblico;
- opere di urbanizzazione secondaria;
- programmi di valorizzazione immobiliare anche con l'assegnazione in locazione degli immobili destinati ad uso diverso da quello abitativo;
- programmi di dismissione immobiliare.
 
Per i soggetti che occupano l’immobile, ai fini della individuazione delle caratteristiche di occupante per necessità, il Comune potrà far riferimento ai parametri per l’accesso alle misure di edilizia residenziale sociale. La decisione relativa alla scelta tra assegnazione a titolo di alienazione od assegnazione a titolo di locazione è rimessa alla esclusiva discrezionalità del Consiglio Comunale. 
 
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