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PROFESSIONE

Architetti e ingegneri dipendenti con attività libero professionali: Inps o Inarcassa?

di Paola Mammarella

La Cassazione spiega procedure e obblighi dei tecnici nei confronti dei due enti previdenziali

Vedi Aggiornamento del 30/11/2018
07/03/2018 – Che procedure devono seguire architetti e ingegneri dipendenti che contemporaneamente svolgono delle attività libero professionali? Lo spiega la Cassazione, che con la sentenza 30344 ha messo fine a un contenzioso sorto tra un ingegnere e l’Istituto nazionale per la previdenza sociale (INPS).
 

Architetti e ingegneri dipendenti, il conflitto con l’lNPS

Nel caso preso in esame dai giudici, un ingegnere, iscritto all’Albo e inquadrato come lavoratore dipendente, per un periodo aveva svolto contemporaneamente delle attività libero professionali, per le quali aveva versato ad Inarcassa il contributo integrativo.
 
Secondo l’Inps l’ingegnere avrebbe dovuto iscriversi anche alla gestione separata, pagando i relativi contributi. Di parere opposto l’ingegnere, che riteneva sufficiente il versamento del contributo ad Inarcassa.
 

Architetti e ingegneri dipendenti e contributo a Inarcassa

La Cassazione ha spiegato che l’iscrizione ad Inarcassa è preclusa agli ingegneri e agli architetti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie per il fatto di avere un rapporto di lavoro subordinato.
 
In caso di attività libero professionali, però, ingegneri e architetti dipendenti devono comunque versare ad Inarcassa il contributo integrativo. Non si tratta, hanno spiegato i giudici, di un onere a carico del professionista perché questi recupera la somma versata addebitandola in fattura al cliente come maggiorazione del compenso richiesto.
 

Architetti e ingegneri dipendenti, iscrizione alla gestione separata INPS

Allo stesso tempo, ha sottolineato la Cassazione, il versamento del contributo integrativo non fa sorgere una posizione previdenziale a favore del professionista proprio in virtù del divieto di iscrizione di un dipendente ad Inarcassa.
 
Per la prestazione libero professionale, così come per quella da dipendente, è prevista una tutela assicurativa. Non potendosi iscrivere ad Inarcassa, il professionista dipendente deve iscriversi alla gestione separata INPS.
 
La Cassazione ha quindi respinto il ricorso dell’ingegnere, disponendo il pagamento delle somme dovute all’INPS.
 
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