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PROFESSIONE

Cnappc: ‘il collaudatore deve essere iscritto all’Ordine’

di Rossella Calabrese

No degli Architetti al decreto del CSLLPP che non prevede tale obbligo per il collaudo tecnico-amministrativo

Vedi Aggiornamento del 29/05/2018
27/03/2018 - “La figura del controllore dei processi di esecuzione di un’opera pubblica deve essere qualificata almeno quanto le figure che svolgono le attività verificate e controllate dallo stesso collaudatore. I liberi professionisti che svolgono le attività di progettazione e di direzione dei lavori, per mantenere l’iscrizione all’Ordine, devono rispettare le norme di deontologia professionale e devono essere costantemente formati in relazione all’evoluzione delle norme che applicano”.
 
È questa la motivazione con la quale il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) esprime il proprio dissenso sullo schema di decreto sul collaudo amministrativo e sul collaudo statico, per i lavori, e sulla verifica di conformità per servizi e forniture, attuativo del codice dei contratti, che è stato approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP).
 
Il decreto - che dovrà seguire l’iter di prassi, prima di essere sottoscritto dal Ministro e pubblicato - è stato approvato a maggioranza con il voto contrario degli architetti e degli ingegneri che hanno eccepito la mancanza, tra i requisiti richiesti ai collaudatori, dell’iscrizione all’Ordine quando tale funzione è svolta da un pubblico dipendente.
 
“Riteniamo - spiega Rino La Mendola, vicepresidente del Cnappc e componente del CSLLPP - che a maggior ragione, la figura del collaudatore, preposta al controllo dell’intero processo di esecuzione di un’opera pubblica, debba essere costantemente formata sulle attività oggetto dei propri controlli e debba rispondere alle norme di deontologia professionale. Peraltro la Legge 1086/1971 ed il DPR 380/2001 prevedono che il collaudatore statico debba essere iscritto all’Ordine di competenza da almeno dieci anni”.
 
“Considerato che le norme vigenti e lo stesso Decreto Ministeriale varato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici indirizzano le stazioni appaltanti ad individuare preferibilmente un unico professionista per svolgere ambedue le prestazioni - prosegue La Mendola -, è del tutto naturale che il requisito dell’iscrizione all’Ordine debba essere previsto anche per la redazione del collaudo amministrativo, prestazione peraltro spesso più complessa del collaudo statico”.
 
“Per tutto questo - conclude La Mendola - chiederemo al Consiglio Superiore di rivedere la decisione assunta venerdì in assemblea per assicurare che la figura del collaudatore, libero professionista o pubblico dipendente, debba possedere il requisito dell’iscrizione all’Ordine Professionale”.
 
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