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PROFESSIONE

Contributi a Inps e Inarcassa, no dei progettisti dipendenti

di Paola Mammarella
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Secondo il sindacato degli ingegneri e architetti dipendenti e liberi professionisti, la doppia contribuzione ‘non sta in piedi’

Vedi Aggiornamento del 08/10/2019
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28/03/2018 – No alla doppia contribuzione per ingegneri e architetti dipendenti che svolgono contemporaneamente anche delle attività da liberi professionisti. A sostenerlo è Inaredis, sindacato di ingegneri e architetti dipendenti e liberi professionisti, che ha commentato con un “non sta in piedi” la decisione della Cassazione delle scorse settimane.
 

Cassazione, la sentenza sulla doppia contribuzione

Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, la Cassazione ha stabilito che un ingegnere dipendente, che ha svolto anche attività libero professionali, deve versare il contributo integrativo a Inarcassa. Questo non fa sorgere una posizione contributiva a suo vantaggio perché, come dipendente, non può iscriversi ad Inarcassa. Per evitare che la prestazione libero professionale rimanga senza copertura assicurativa, il professionista deve anche iscriversi alla gestione separata Inps.
 

Inaredis: ‘la sentenza non sta in piedi’

Secondo Inaredis, la sentenza interpreta arbitrariamente la normativa dal momento che, sostengono, solo i professionisti non iscritti ad un Albo devono iscriversi alla gestione separata Inps. I giudici, lamenta Inaredis, hanno invece esteso l’obbligo anche ai professionisti che non abbiano una posizione previdenziale presso la Cassa professionale di riferimento.
 
“Il nostro ordinamento democratico e costituzionale - scrive Inaredis in una nota - non prevede che tutti i redditi siano soggetti al pagamento di una contribuzione previdenziale. Si pensi ad esempio alle attività occasionali per un importo inferiore a 5mila euro l’anno”.
 
“Se la legge 1046/1971 - aggiunge - stabilisce che sono esclusi dal pagamento dei contributi soggettivi i professionisti che già sono iscritti ad altra forma di previdenza, non si capisce questa invasione di campo inventata dai dirigenti Inps”.
 
“Pertanto – incalza Inaredis - il pagamento del contributo di solidarietà (4% a Inarcassa) esclude gli architetti e ingegneri dipendenti dal pagamento di altre posizioni assicurative obbligatorie. In caso contrario, dovendo questi ultimi pagare la gestione separata Inps non avrebbe più alcun senso il contributo di solidarietà versato ad altri, come dire con il mio lavoro pago la pensione ai miei concorrenti, contraddicendo il principio fondamentale dell’eguaglianza dei cittadini previsto nella Costituzione”.
 
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