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PROFESSIONE

Voucher digitalizzazione, professionisti: ‘discriminati rispetto alle Pmi’

di Paola Mammarella

CUP e RPT scrivono di nuovo al Ministero dello Sviluppo economico: ‘interpretazione normativa lesiva di un diritto sancito dalla normativa’

Vedi Aggiornamento del 11/09/2018
01/03/2018 – I liberi professionisti tornano a chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) di correggere le norme che li escludono dai voucher per la digitalizzazione.
 
La richiesta, formalizzata dal Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi professionali (CUP) e dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT), segue quella inviata lo scorso gennaio senza sortire gli effetti sperati e ribadisce che l’esclusione dei liberi professionisti è contraria alla normativa.
 

Voucher per la digitalizzazione

I voucher per la digitalizzazione sono stati introdotti dalla Legge 9/2014 come contributo destinato all'acquisto di hardware, software e servizi specialistici per digitalizzare i processi aziendali e favorire l'ammodernamento tecnologico.
 
Le risorse vanno utilizzate per migliorare l’efficienza aziendale, modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro, sviluppare soluzioni di e-commerce, fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare, realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.
 
Ogni impresa può beneficiare di un unico voucher fino a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. Per quest'anno, il decreto direttoriale 24 ottobre 2017 ha stanziato 100 milioni di euro. Il termine per le istanze è scaduto il 12 febbraio: in totale sono state oltre 91.500 le imprese che hanno fatto domanda ed a cui saranno assegnate le risorse previste.
 

Voucher per la digitalizzazione, professionisti esclusi

Il 19 gennaio scorso i CUP e RPT hanno scritto al Mise invitandolo a chiarire che l’agevolazione si estende ai liberi professionisti, dal momento che la Legge di stabilità per il 2016 (L. 208/2015) ha provveduto all’equiparazione tra professionisti e Pmi per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali del Fondo Sociale Europeo (FSE) e al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), che rientrano nella programmazione 2014-2020.
 
L’esclusione dei professionisti avrebbe potuto essere una svista dato che l’equiparazione tra professionisti e Pmi è successiva alla norma che ha istituito i voucher per la digitalizzazione nel 2014.
 
Il Mise ha risposto ribadendo l’inapplicabilità dell’equiparazione e nelle Faq sui voucher ha spiegato che i professionisti possono accedere alle agevolazioni solo se esercitano la propria attività sotto forma di impresa e se risultano iscritti al Registro delle imprese.
 

Voucher digitalizzazione, nuove richieste dai professionisti

I professionisti però non demordono. CUP e RPT hanno commissionato un parere normativo all’avv. Nicola Colacino e scritto nuovamente al Mise chiedendo non solo di rivedere la normativa, ma anche di riaprire i termini (scaduti il 12 febbraio) per la presentazione delle domande, in modo da consentire la partecipazione ai liberi professionisti.
 
“Il Parere commissionato da CUP e RPT - si legge in una nota - conferma come l’equiparazione dei liberi professionisti alle PMI non possa essere ‘interpretata’ secondo un non meglio precisato ‘principio di ragionevolezza’ che produce effetti di evidente discriminazione tra le due categorie di soggetti, ponendosi con ciò apertamente in contrasto con la chiara volontà del legislatore nazionale ed europeo.

L’interpretazione proposta introduce un elemento di discrezionalità che dovrebbe essere estraneo alla funzione meramente attuativa delle disposizioni di legge istituzionalmente propria di tutte le amministrazioni pubbliche. Senza contare che allo stato attuale tale interpretazione, discrezionale come tutte le interpretazioni, risulta fortemente lesiva di un diritto normativamente sancito dei liberi professionisti.

CUP e RPT, pertanto, confidando nel buon senso e nell’attenzione del Ministro Calenda nei confronti di questi temi, reiterano la richiesta di annullamento in autotutela del Decreto direttoriale 24 ottobre 2017, la modifica dei requisiti di accesso alla misura agevolativa ed in particolare l’esclusione per i liberi professionisti dell’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese, nonché la riapertura dei termini di presentazione delle domande, riservandosi ogni ulteriore azione al riguardo”.
 
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