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LAVORI PUBBLICI

Edilizia, Ance: ‘Paese da codice rosso’, via al sito per segnalare le opere bloccate

di Paola Mammarella

Presidente Buia: ‘crisi, burocrazia e cattivo funzionamento del Codice Appalti hanno fatto fallire le imprese’

Vedi Aggiornamento del 07/02/2019
11/04/2018 – “Tutto è bloccato: le risorse non vengono spese e i cantieri non partono”. Così l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), che ha lanciato una campagna per denunciare “la situazione di grave stallo in cui versa il settore dei lavori pubblici”.
 
È online il sito www.sbloccacantieri.it, “una grande operazione di trasparenza e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei decisori nazionali – scrive l’Ance -  alla quale potrai partecipare anche tu inviandoci le tue segnalazioni a info@sbloccacantieri.it”. L’obiettivo è censire e localizzare le opere che si fermano o non riescono a partire. Ma non solo, perché Ance propone una nuova riforma del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).
 

Sbloccacantieri, le opere segnalate

Il sito contiene una cartina dell’Italia. Cliccando su ogni Regione è possibile visionare le opere incompiute segnalate. Per il Lazio, ad esempio, sono state segnalati “12 lotti di lavori di manutenzione ordinaria delle strade del Comune di Roma per 78 milioni di euro (appaltati un anno fa) che non riescono ad essere aggiudicati per le difficoltà di trovare commissari disponibili a fare parte delle commissioni di gara, per gli effetti prodotti dalle nuove procedure introdotte dal Codice degli appalti e dal sistema di responsabilità (contabile, amministrativa, penale ...) vigente” e la gara avviata 3 anni fa per il primo stralcio della riqualificazione del Mausoleo di Augusto e di Piazza Augusto imperatore a Roma, che “non risulta ancora aggiudicata per l'incapacità e i ripensamenti della Commissione di gara”.
 
In Sicilia c’è la Statale Catania-Ragusa. “La vecchia statale versa in pessime condizioni, il nuovo tracciato è in fase di progettazione da decenni e adesso si attende il via libera del Consiglio dei lavori pubblici”. In Lombardia ci sono la tratta Brescia-Verona dell'Alta velocità, il cui progetto definitivo da 1,9 miliardi di euro à stato approvato a luglio 2017 ma la cui delibera à stata pubblicata solo 8 mesi dopo l'approvazione, consentendo l'utilizzo di risorse stanziate più di 4 anni fa, e il 1° lotto del raccordo autostradale tra l'A4 e la Val Trompia. L’opera è stata appaltata più di 10 anni fa il cui contratto non à ancora stato stipulato per varie problematiche.
 
Ogni regione rimanda poi all’elenco che ogni anno viene trasmesso all’anagrafe delle incompiute tenuta dal Ministero delle infrastrutture.
 

Ance: ‘infrastrutture al collasso e manutenzioni assenti’

Nella campagna lanciata per pubblicizzare il sito “sbloccacantieri” si legge “Non aspettiamo il prossimo evento atmosferico intenso per accorgerci dello stato in cui versano strade, ponti, reti viarie, spazi verdi e scuole. “Le risorse ci sono – continua l’Ance – ma rimangono sui conti correnti dello Stato”. Colpa, sostiene l’Ance, della burocrazia asfissiante e di norme che neanche le Amministrazioni, che devono applicarle, riescono a comprendere”. Il risultato è, lamenta l’associazione, che si bloccano le opere, ma non l’illegalità.
 

Ance: ‘il comparto continua ad arretrare’

Per sbloccare la situazione, Ance propone di “rimettere subito mano al Codice Appalti ed eliminare le procedure farraginose dato che ci vogliono troppi anni per aprire i cantieri necessari per il benessere e la sicurezza”. A questo scopo Ance propone l’approvazione di un decreto legge che consenta subito di far partire i lavori e, successivamente, una riforma dotata di regolamento attuativo che restituisca la certezza del diritto.
 
“Bene fa il Ministro Delrio a richiamare il problema dei ritardati pagamenti delle amministrazioni pubbliche nei confronti delle imprese di costruzioni - ha dichiarato il presidente dell’Ance, Gabriele Buia - Ma si tratta solo della punta dell’iceberg. Il 2017 è stato il decimo anno di crisi per il settore delle costruzioni che ha perso oltre 600mila posti di lavoro. Nonostante un cospicuo aumento di risorse messe a disposizione dagli ultimi due Governi il comparto non solo è fermo, ma continua ad arretrare”.
 
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