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LAVORI PUBBLICI

Messa in sicurezza edifici pubblici e territorio, assegnati 150 milioni ai Comuni

di Paola Mammarella
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Finanziati 146 interventi di messa in sicurezza in 54 città. I lavori dovranno essere affidati entro dicembre, pena la revoca delle risorse erogate

Vedi Aggiornamento del 09/05/2018
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18/04/2018 – È stato assegnato ai Comuni il primo acconto dei 150 milioni di euro, stanziati dalla legge di Bilancio 2018, per la messa in sicurezza di edifici pubblici e territorio. Il Ministero dell’Interno ha pubblicato sul suo sito web il decreto contenente l’elenco dei Comuni beneficiari dei finanziamenti. 

Con l'acconto il Ministero ha pagato il 20% dei contributi. Le restanti quote saranno erogate ai Comuni che rispetteranno i termini per l'affidamento dei lavori.
 

Sicurezza edifici pubblici e territorio, domande per 4 miliardi

I contributi sono stati assegnati a 54 Comuni e copriranno la realizzazione di 146 progetti. le richieste in realtà sono state di gran lunga superiori. In tutto sono arrivate 10.199 richieste per un totale di più di 7 miliardi. L’elenco dei Comuni che ha fatto richiesta di contributo è contenuto nell’Allegato 1 al decreto del ministero dell’Interno.

Sono risultate ammissibili 5904 istanze, per un totale di quasi 4 miliardi di euro, contenute nell’Allegato 2.

Consulta l’elenco dei Comuni

Ricordiamo che i Comuni interessati hanno avuto tempo fino al 20 febbraio per presentare domanda. Le prossime scadenze sono fissate al 20 settembre 2018 per le richieste relative al 2019 e al 20 settembre 2019 per l'anno 2020.
 

Sicurezza edifici e territorio, i termini per l’affidamento dei lavori

Il primo acconto, pari al 20%, è stato erogato con il Decreto del Ministero dell'Interno.
 
Per il secondo acconto bisognerà essere in regola con i termini previsti per l’affidamento dei lavori. Il decreto prevede infatti che entro il 30 novembre 2018 verrà pagato il 60% del contributo, previa verifica dell’avvenuto affidamento dei lavori. L’affidamento deve avvenire entro 8 mesi dalla data di emanazione del decreto del ministero dell’Interno. Dato che il decreto è stato emanato il 13 aprile 2018 (a meno che in Gazzetta Ufficiale non venga registrato con un’altra data) si presume che per affidare i lavori ci sia tempo fino al 13 dicembre 2018. Il termine certo per l’avvio della procedura di affidamento dei lavori è individuato nella data di pubblicazione del bando, dell’invio della lettera di invito o della manifestazione della volontà di procedere all’affidamento dell’appalto.

Il mancato rispetto dei tempi farà scattare il recupero del contributo erogato.
 
Il restante 20% sarà infine erogato previa trasmissione al Ministero dell'interno del certificato di collaudo, ovvero del certificato di regolare esecuzione rilasciato per i lavori dal direttore dei lavori.
 

Sicurezza edifici pubblici e territorio, 150 milioni per il 2018

La Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017) ha stanziato complessivamente 850 milioni di euro, di cui 150 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro per l’anno 2019 e 400 milioni di euro per l’anno 2020.
 
La norma ha posto una serie di condizioni, che hanno pesato sulla scelta degli interventi da finanziare. Le domande ritenute ammissibili sono state presentate solo dai Comuni che non hanno usufruito delle risorse stanziate per il "Bando periferie”. Non sono stati riconosciuti contributi per le opere interamente finanziate da altri soggetti. Ai Comuni è stata data la possibilità di richiedere il contributo anche per più opere, ma nel limite massimo di 5.225.000 euro. Sono state accettate solo le domande contenenti il CUP del progetto. Il Ministero ha infine verificato che gli Enti avessero trasmesso i documenti contabili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche.
 
La normativa sull’argomento prevede infatti, sia per il 2018 sia per i finanziamenti da assegnare nei prossimi anni, che i contributi siano assegnati in via prioritaria agli enti con minore disponibilità di avanzi di amministrazione e quindi meno in grado di usufruire di maggiori spazi finanziari concessi con i patti nazionali e regionali. La ratio della disposizione è evitare che in questi enti si blocchino gli investimenti e, di conseguenza, non siano realizzati gli interventi di messa in sicurezza a vantaggio della pubblica incolumità.
 
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