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LAVORI PUBBLICI

Scuole, in Gazzetta il piano da 1,7 miliardi di euro per il triennio 2018-2020

di Paola Mammarella

Entro il 2 agosto le Regioni devono trasmettere i piani al Miur che selezionerà gli interventi da finanziare con mutui BEI

Vedi Aggiornamento del 13/06/2018
06/04/2018 – Può contare su 1,7 miliardi di euro il programma triennale 2018 – 2020 di edilizia scolastica. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 3 gennaio 2018, che detta le priorità per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione e nuove costruzioni di edifici scolastici.
 

Edilizia scolastica, piano triennale da 1,7 miliardi

Le risorse derivano dalla legge di Stabilità per il 2016 (L.208/2015), che ha rifinanziato il programma nazionale in materia di edilizia scolastica.
 
Serviranno a garantire i mutui stipulati dagli Enti locali con la Banca Europea degli Investimenti (BEI) per la realizzazione di interventi straordinari di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di edifici scolastici pubblici, costruzione di nuove scuole e palestre e interventi di miglioramento delle palestre scolastiche esistenti.
 

Edilizia scolastica, i programmi regionali

Le Regioni trasmettono al Miur i piani regionali triennali di edilizia scolastica entro il 2 agosto 2018 (120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta).
 
Nella definizione delle priorità da proporre al Miur, le Regioni devono seguire il seguente ordine:
- interventi di adeguamento sismico, o di nuova costruzione per sostituzione degli edifici esistenti nel caso in cui l'adeguamento sismico non sia conveniente, ovvero di miglioramento sismico nel caso in cui l'edificio non sia adeguabile per la presenza di un vincolo di interesse culturale;
- interventi finalizzati all'ottenimento del certificato di agibilità delle strutture;
- interventi finalizzati all'adeguamento dell'edificio scolastico alla normativa antincendio previa verifica statica e dinamica dell'edificio;
- ampliamenti e/o nuove costruzioni per soddisfare specifiche esigenze scolastiche;
- altri interventi a condizione che l'ente certifichi che la struttura sia adeguata alle normative vigenti e i relativi dati sono stati inseriti nell'anagrafe dell'edilizia scolastica.
 
Gli enti beneficiari sono individuati tenendo conto:
- della necessità di interventi relativi agli edifici scolastici di secondo grado in base al numero degli studenti;
- del livello di progettazione;
- del completamento dei lavori già iniziati e non completati per mancanza di finanziamento misurato attraverso il rapporto fra il costo dell'intervento di completamento e il costo degli interventi già sostenuti;
- della maggiore popolazione scolastica beneficiaria dell'intervento;
- della valutazione della sostenibilità del progetto;
- della dismissione di edifici scolastici per la riorganizzazione del servizio.
 

Edilizia scolastica, piano triennale unico

Nella ripartizione delle risorse su base regionale il Miur tiene conto dei dati contenuti nell'anagrafe regionale dell'edilizia:
- edifici scolastici presenti nella regione;
- livello di rischio sismico;
- popolazione scolastica;
- affollamento delle strutture scolastiche.
 
Il Miur deve elaborare un’unica programmazione triennale entro il 1° ottobre (60 giorni dall'avvenuta trasmissione dei piani da parte delle Regioni).
 

Interventi esclusi dai finanziamenti

Non sono ammessi ai finanziamenti:
- gli interventi sugli edifici nelle zone 1 e 2 di elevato rischio sismico, per i quali l'ente non si sia impegnato ad effettuare la verifica di vulnerabilità sismica;
- gli interventi che prevedano esclusivamente la sistemazione a verde e l'arredo urbano delle aree di pertinenza.
 
© Riproduzione riservata

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