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Obbligo di POS, ancora lontane le multe ai professionisti

di Alessandra Marra

Consiglio di Stato: dubbi di incostituzionalità sul decreto che prevede sanzioni da 30 euro per chi rifiuta i pagamenti elettronici

Vedi Aggiornamento del 01/07/2020
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27/04/2018 – Le sanzioni previste per professionisti e imprese che non accettano pagamenti con il POS potrebbero essere incostituzionali.
 
Il Consiglio di Stato, infatti, ha sospeso il parere sullo ‘Schema di regolamento sulle sanzioni amministrative in caso di mancata accettazione dei pagamenti elettronici’ messo a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).
 
Nel Regolamento il MISE ha previsto una multa di 30 euro per ogni pagamento elettronico rifiutato, assimilando tale sanzione a quella prevista dall’articolo 693 del codice di procedura penale che dispone che “chiunque rifiuta di ricevere, per loro, monete aventi possono dallo Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a 30 euro”.
 

POS, bocciate le sanzioni

Con il parere 1104/2018, Palazzo Spada ha ravvisato dubbi di incostituzionalità, in particolare in relazione all'art. 23 della Costituzione il quale prevede che "nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge".
 
Secondo il Consiglio di Stato, bisogna verificare se in un “contratto privatistico volontariamente stipulato dall'utente col titolare del bene o del servizio” che dà luogo ad un rapporto negoziale di diritto privato, si possa prevedere questa imposizione considerato che “il cittadino è libero di stipulare o non stipulare il contratto, ma questa libertà si riduce alla possibilità di scegliere fra la rinunzia al soddisfacimento di un bisogno essenziale e l'accettazione di condizioni e di obblighi unilateralmente e autoritativamente prefissati”.
 
Inoltre, per orientamento consolidato della Corte Costituzionale, l'espressione "in base alla legge", contenuta nell'art. 23 della Costituzione, si deve interpretare "in relazione col fine della protezione della libertà e della proprietà individuale, a cui si ispira tale fondamentale principio costituzionale"; questo principio "implica che la legge che attribuisce ad un ente il potere di imporre una prestazione non lasci all'arbitrio dell'ente impositore la determinazione della prestazione”.
 
Infine, per il Consiglio di Stato, l'art. 15, comma 4, del DL 179/2012 che introduce l’obbligo di POS, “non appare rispettoso del principio costituzionale della riserva di legge in quanto carente di qualsiasi criterio direttivo, sostanziale e procedurale”.
 
Di conseguenza, Palazzo Spada ha sospeso l'emanazione del parere richiesto, in attesa di una compiuta relazione da parte del Ministero in cui dovranno essere prospettate le soluzioni ritenute possibili per superare gli evidenziati profili di incostituzionalità.
 

Obbligo di POS: la questione delle sanzioni

Come ha registrato anche il Consiglio di Stato, la mancanza di sanzioni ha determinato, finora, la non applicazione dello specifico obbligo, vanificando la previsione legislativa.
 
In tal modo è venuto meno l’obiettivo normativo che puntava alla diminuzione dell’uso del contante e al miglioramento della tracciabilità delle operazioni, nell’ottica della lotta all’evasione fiscale.
  
Nello schema di regolamento che il MISE ha messo a punto, l’obbligo di accettazione dei pagamenti con carte di debito e carta di credito è stato assimilato all’obbligo di accettazione della moneta legale “fisica”, per cui ha ritenuto di far riferimento (per le multe) a quanto previsto dall’ordinamento nazionale all’articolo 693 del Codice Penale che disciplina l’ipotesi di rifiuto di accettazione di monete aventi corso legale.
 
Conseguentemente, in caso di violazione dell’obbligo di accettazione dei pagamenti con carta di debito e carta di credito, troverebbe applicazione la sanzione di 30 euro che potrebbe ridursi di un terzo in caso di versamento tempestivo, ma da applicare tante volte quanti sono i pagamenti elettronici richiesti dai clienti e rifiutati.
 

Sanzioni POS per professionisti: la storia

Ricordiamo che da gennaio 2016 i professionisti hanno l'obbligo di accettare pagamenti in moneta digitale, sia con bancomat che con carte di credito.
 
Per favorire la diffusione della cultura dei micropagamenti con carta di credito o di debito e aumentare la tracciabilità dei pagamenti, tale obbligo è stato esteso anche ad importi inferiori a 30 euro
 
Dal 16 gennaio 2018, secondo quanto disposto dal Decreto Lgs 281/2017 che recepisce la Direttiva 2015/2366 sui servizi di pagamento nel mercato interno e le commissioni interbancarie, sono previste commissioni interbancarie ridotte sui pagamenti con POS. L’obiettivo è diffondere maggiormente i pagamenti con moneta elettronica anche per importi limitati.
 
Attualmente, come ha confermato il Consiglio di Stato, chi non rispetta l'obbligo di accettare pagamenti digitali non incorre in alcuna sanzione.
 

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