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NORMATIVA

Testo Unico Edilizia, le Regioni: ‘chiarire quali sono le zone a bassa sismicità’

di Alessandra Marra

Il Tavolo di revisione del TU sull’edilizia dovrà individuare criteri uniformi per eliminare l’ambiguità in materia sismica

Vedi Aggiornamento del 30/07/2018
24/04/2018 – Le Regioni si inseriscono nel processo di revisione del Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) chiedendo al Tavolo Tecnico, istituito presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, istruzioni più chiare in merito alle zone a bassa sismicità.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, infatti, nella seduta del 19 aprile, ha approvato un ordine del giorno con cui impegna il Tavolo Tecnico ad introdurre norme specifiche che eliminino l’ambiguità delle attuali regole in materia sismica.
 

TU edilizia: la revisione passa dalle norme sismiche

Con l’ordine del giorno approvato, le Regioni hanno chiesto al Governo di impegnare il Tavolo Tecnico ad eliminare l’ambiguità delle attuali regole in materia sismica in relazione ai ruoli e alle funzioni dello Stato e delle Regioni ed Enti Locali, in particolare per quanto attiene alla definizione dei criteri necessari per la puntuale individuazione delle zone a bassa sismicità e la definizione dei livelli di sicurezza accettabili per le costruzioni esistenti.
 
Perciò, le Regioni hanno chiesto di adottare un provvedimento che chiarisca l'esatta interpretazione degli articoli 83 e 94 del DPR 380/2001, circa l'individuazione delle “zone a bassa sismicità” oggetto di interventi edilizi, anche tenendo conto del fatto che sussistono due diversi orientamenti: uno della Cassazione e l’altro dell'OPCM 3274/2003.
 
Secondo la Corte di Cassazione, in virtù del combinato disposto degli artt. 83 e 94 del DPR 380/2001, le “zone a bassa sismicità” ovvero quelle di minor rischio sismico sono solo quelle rientranti nella zona sismica 4, mentre secondo quanto disposto dall'OPCM 3274/2003, le “zone a bassa sismicità” sono, invece, le zone sismiche 3 e 4.
 

Testo Unico dell’edilizia: il Tavolo per la revisione

Ricordiamo che il Tavolo nazionale per la revisione del Dpr 380/2001 è nato per allineare le disposizioni normative sull’edilizia alle innovazioni normative e alle semplificazioni introdotte dal legislatore nel corso degli anni (come i moduli unici, il glossario unico delle opere edilizie ecc).
 
Nel processo di revisione stanno intervenendo, con le proprie osservazioni, i Ministeri e le Regioni; la Toscana aveva già richiesto un’interpretazione sulla classificazione delle zone sismiche in relazione all'attivazione dei controlli sulle costruzioni edilizie (di cui agli art. 93 e 94 del DPR 380/2001) nell'ambito delle competenze esclusive dello Stato (di cui all'articolo 83).
 
Il Ministero dell’Ambiente, invece, ha suggerito di rivedere la parte relativa alla ‘sostenibilità ambientale delle costruzioni’, introducendo norme specifiche relative alla gestione dei rifiuti, alla semplificazione per l’utilizzo di materiali edili riciclati e alla demolizione selettiva.
 
La regione Calabria ha chiesto di riesaminare la valutazione della sostenibilità delle costruzioni con particolare riferimento ai requisiti minimi di sostenibilità ambientale, ai Criteri Ambientali Minimi e alle emissioni di gas serra lungo il ciclo di vita degli edifici. Inoltre, ha rilevato la necessità di rivedere le agevolazioni e gli incentivi negli strumenti urbanistici.
 
Infine, la regione Lombardia ha evidenziato la necessità di raccordare la ‘disciplina dei regolamenti edilizi comunali’ con il Regolamento Edilizio Tipo e di aggiungere un comma dedicato ai moduli unici semplificati e alle istruzioni standardizzate adottati in Conferenza Unificata.
 
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