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PROFESSIONE

Correttivo Codice Appalti, Cnappc: effetti positivi nei bandi di progettazione 2018

di Rossella Calabrese

Ma permangono criticità: gli Ordini presenteranno al prossimo Governo una proposta di modifica al Codice dei Contratti

Vedi Aggiornamento del 01/08/2018
18/04/2018 - Cresce il numero dei bandi in cui i corrispettivi posti a base di gara sono calcolati secondo il Decreto Parametri e di quelli in cui la scelta di usare il requisito del fatturato è motivata; in nessun bando viene chiesto ai professionisti che partecipano alla gara di versare la cauzione provvisoria.
 
È la fotografia scattata da ONSAI, Osservatorio Nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), sui primi 100 bandi sul territorio nazionale nel primo trimestre 2018.
 
I dati - spiega il Cnappc - evidenziano chiari segni di superamento delle criticità rilevate nel 2017, grazie alle modifiche al testo originario del nuovo Codice dei Contratti introdotte dal Decreto Correttivo che ha recepito le proposte dello stesso Cnappc e della Rete delle Professioni Tecniche.
 
Tra queste, ad esempio:
- il mancato calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara, in adempimento al Decreto Parametri
segna un -20% rispetto ai dati raccolti lo scorso anno, anche se la percentuale dei calcoli errati è ancora alta (39%);
- la mancata motivazione per avere utilizzato il requisito del fatturato un -27%;
- il mancato rispetto del divieto di far versare ai professionisti, che partecipano ad una gara, la cauzione provvisoria non fa registrare neanche un caso rispetto al 9% dello scorso anno.
 
Gli unici aumenti percentuali riguardano la mancata motivazione per il ricorso al criterio del minor prezzo (+7%) e l’errata richiesta dei servizi di punta (+1%). Per tutti i rimanenti 23 punti della check-list dell’Osservatorio, si registra invece una notevole riduzione percentuale delle criticità rilevate.
 

Corrispettivi a base di gara conformi al Decreto Parametri

L’allineamento dei bandi di gara era un passaggio obbligato: la Legge di Bilancio 2018 ha rafforzato il principio dell’equo compenso specificando che ‘il compenso del professionista deve essere conforme al Decreto Parametri’. Viene, infatti, sostituita la formulazione introdotta dal Decreto Fiscale in base al quale il compenso, per essere equo, avrebbe dovuto essere determinato ‘tenuto conto dei parametri’.
 

Correttivo Codice Appalti: ok al fatturato, ma con motivazione

L’inserimento del requisito del fatturato per poter partecipare alle gare è una opzione consentita dal Codice Appalti, a patto che sia esplicitamente motivata. Spesso le stazioni appaltanti lo hanno richiesto senza motivo escludendo di fatto dalle gare molti studi professionali di piccole dimensioni.
 

Correttivo Codice Appalti: divieto di cauzione provvisoria

La richiesta di far versare una cauzione provvisoria ai professionisti che partecipano ad una gara è vietata. Le Stazioni Appaltanti possono chiedere soltanto la prestazione di una copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale.
  

Codice Appalti, Cnappc: ‘pronta una proposta di modifica’

“I dati censiti - sottolinea Rino La Mendola, vicepresidente del Cnappc - dimostrano, tuttavia, che alcune criticità fanno registrare ancora numeri percentuali notevoli, che richiedono un serrato controllo dei bandi sul territorio nazionale ed ulteriori modifiche alle norme in vigore, finalizzate a consolidare la centralità del progetto nei processi di esecuzione delle opere pubbliche e a garantire maggiore apertura del mercato agli operatori economici medio-piccoli, che rappresentano più del 90% degli operatori in attività sul territorio nazionale.
 
“Il Consiglio Nazionale Architetti - conclude - a seguito di un’attenta analisi dei dati raccolti dell’Osservatorio, in sinergia con i gruppi operativi della Conferenza degli Ordini e della Rete delle Professioni Tecniche, sta già redigendo un documento, che sarà presentato al prossimo Governo, con una proposta condivisa delle riforme necessarie a superare le criticità delle norme in vigore ed a consolidare contestualmente gli obiettivi già raggiunti con il Codice dei Contratti così come modificato dal Decreto Correttivo”.
 
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